Risparmiare con l’ambiente

Scritto da il 1 settembre 2009 in AMBIENTE - Nessun commento

Atti del Seminario Tecnico “Risparmiane con l’ambiente e la corretta gestione. La stampa ecologica: vantaggi in qualità, minori costi, e migliore immagine per conquistare nuovi clienti”

Il ‘seminario soft’ sull’Ambiente è stato organizzato  in un clima di relax e convivialità favorito dall’ambiente scelto per l’occasione: la Corte della Miniera nei pressi di Urbino, dove ha sede Museum Graphìa, il nascente museo internazionale della stampa con annessi laboratori di incisione e di stampa d’arte, e azienda di agriturismo, gestiti da Egiziano e Michele Piersantini.

Adottiamo una macchina da stampa

Nel dare il benvenuto ai partecipanti, provenienti non solo dalle Marche, ma anche da Umbria, Puglia, Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia, Egiziano Piersantini, presidente di MuseumGraphìa e socio fondatore della Associazione Italiana dei Musei della Stampa e della Carta (AIMSC), ha presentato l’iniziativa museale che sta lentamente sorgendo presso questa antica miniera di zolfo.
´Le difficoltà non sono poche – ha sottolineato Piersantini – perché le macchine già acquisite richiedono una completa revisione per riportarle allo splendore originale.ª Per questa ragione ha lanciato una proposta che stampatori e fornitori di tecnologie dovrebbero prendere in seria considerazione: «Perché non adottare una macchina da stampa dell’800 – ha detto – così come fanno le aziende che adottano un’aiuola spartitraffico? In questo modo e con una spesa modesta, commisurata alle possibilità delle singole aziende, si potrebbe creare un percorso didattico esauriente per le nuove leve, perché qui abbiamo la possibilità di ricostruire tutta la filiera delle tecniche di stampa.»
Il Seminario si è svolto nella sala corsi, dove campeggia la ricostruzione fedele in legno del torchio di Gutenberg e dove ha inizio il percorso didattico: una ricca e ragionata esposizione di reperti archeologici delle prime manifestazioni comunicative dell’Uomo, compresi gli strumenti litici dal paleolitico al neolitico (tutti reperti raccolti in varie aree soprattutto dell’Africa dallo stesso Egiziano Piersantini).

In periodi di crisi aumentare i finanziamenti per la ricerca

Marco Picasso ha introdotto il Seminario illustrandone gli intenti.
«Il tema dell’incontro di oggi è “risparmiare”: cosa può fare un’azienda di stampa per risparmiare, pur nel rispetto per l’ambiente e con una corretta gestione aziendale? L’invito che avete ricevuto inizia con la frase “non tiriamo i remi in barca” perché quello che si nota visitando le aziende e parlando con alcuni imprenditori è proprio che nei momenti di minor lavoro ci si ferma. Invece è proprio in questi momenti che bisogna cominciare a prepararsi per quando, prima o poi, ci sarà la ripresa. Soprattutto perché ci troveremo di fronte a un mondo diverso da quello cui eravamo abituati. Per questo bisogna già oggi cominciare a pensare a come affrontare la nuova situazione.
«Cosa conviene fare oggi? – ha proseguito Picasso – Fermarsi o investire? Ho conosciuto diverse aziende che non tirano i remi in barca e proprio in questi mesi stanno investendo in ricerca e sviluppo. è il caso di una azienda di stampa della zona di Verona, che aveva prenotato la sua presenza oggi, ma ha telefonato alle 8,30 per avvertirmi che hanno dovuto rinunciare perché uno dei loro maggiori clienti ha chiesto un incontro proprio per questa mattina. La cito, perché è un’azienda che sta lavorando in ricerca e sviluppo per acquisire nuovi clienti e soprattutto essere in grado di offrire servizi innovativi. E, oggi, l’ambiente fa parte delle innovazioni. Ci sono aziende che stanno investendo nel loro futuro come dimostrate voi che siete presenti qui oggi, a cui va un ringraziamento.
«All’ultima assemblea di Federgrafica (Assografici+Acimga) il presidente Piero Capodieci ha fatto notare una cosa tipicamente italiana: che solo in Italia, tra i Paesi sviluppati, si predilige la pubblicità in televisione piuttosto che quella stampata. Uno dei programmi di Assografici è appunto quello di promuovere presso le istituzioni degli incentivi a favore della carta stampata, anche se purtroppo abbiamo qualcuno che preferisce la TV… ma non facciamo politica.
«Altra cosa osservata in questi giorni: l’economista Franco Giavazzi scrive: (Corriere della Sera 3 luglio 2009) “per questo motivo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica hanno ritenuto di aumentare i finanziamenti per la ricerca”.
Esclusa l’Italia… E sappiamo che una buona ricerca aiuta a crescere, soprattutto in momenti di crisi.
«Ma cosa è la ricerca per un’azienda di stampa? Trovare nuove soluzioni, nuovi mercati, un modo nuovo per presentarsi al mercato con servizi innovativi. L’ambiente è uno di questi modi nuovi per presentarsi al mercato.»

La sostenibilità è competitiva perché l’economia globale la richiede, e induce efficienza operativa, riduzione dei costi di gestione e innovazione nei processi

Picasso presenta quindi il primo relatore Massimo Capriati, AltaEco, che introdurrà il concetto ambientale di “Le vie della sostenibilità” nell’industria grafica.
AltaEco è un’azienda giovane, che non opera solo nel mondo della stampa, occupandosi di sviluppo sostenibile in particolare nelle piccole e medie aziende. Al momento AltaEco opera nel mondo dell’automotive, dei giochi per bambini e anche nel mondo della stampa.
«Prima domanda: lo sviluppo sostenibile è un costo o un’opportunità? Intanto vediamo cosa si intende per sviluppo sostenibile: secondo la definizione originaria del rapporto Brundtland del 1987 è “Uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.” Da qui si sono evolute una serie di prese di posizione sino alle ultime definizioni che vertono su tre principi: impatto ambientale, ritorno economico e impatto sociale.
«Quindi perché la sostenibilità è competitiva? Perché è l’economia globale che la richiede, in quanto induce maggiore efficienza operativa, una riduzione dei costi di gestione e l’innovazione nei processi. Infine perché è sempre maggiore il numero dei consumatori attenti all’impatto ambientale.
«È bene chiarire subito che per sostenibilità non si intende il solo prodotto, ma tutto il processo di produzione che deve prestare attenzione alla corretta gestione delle risorse.
«Vediamo allora come le imprese possono agire: nella gestione dei costi, tanto che si è visto che un’azienda attenta all’ambiente è anche sana economicamente. A questo punto per le imprese la sostenibilità diventa una chiave di sopravvivenza non solo per l’esigenza di rispettare l’ambiente. ´Quindi occorre inserire all’interno della propria strategia nuovi modelli eco-sostenibili, per costruire un proprio vantaggio competitivo, che può consistere nella gestione dei costi, nella differenziazione di tutti elementi che si devono tuttavia costruire azienda per azienda, in quanto non esiste un piano di sostenibilità che vada bene per tutti.
«I tre elementi di un’azienda che vuole essere sostenibile sono: il rispetto per l’integrità dell’ecosistema; l’efficienza economica e l’equità sociale. Questo significa per un’azienda integrare al proprio interno elementi di performance ambientale e sociale per migliorare la propria gestione economica e il proprio livello competitivo. Un’azienda che percorre la strategia di sviluppo sostenibile è un’azienda solida economicamente, etica, portatrice di interessi della comunità sociale in cui è inserita; inoltre soddisfa tutti gli interessi della propria filiera, per coloro che hanno interessi sia diretti che indiretti all’azienda.
«E veniamo dunque alla parte pratica: io azienda, cosa devo fare? Innanzi tutto lo faccio non perché devo, ma lo faccio anche perché ne traggo dei vantaggi che producono una catena del valore.
«Abbiamo l’esempio di industrie degli Stati Uniti, che già durante la gestione Bush, poco attenta all’ambiente, erano invece, a livello di aziende, molto attente all’argomento e avanti anni luce rispetto all’Europa e all’Italia in particolare; oggi poi con la politica di Barak Obama questo argomento è ancor più all’ordine del giorno. Quindi noi guardiamo agli Stati Uniti per avere un modello pragmatico da seguire e cerchiamo di importare delle idee da applicare alle aziende con cui operiamo in partnership.
«Il progetto che noi proponiamo, “Le vie della sostenibilità”, in collaborazione con altre aziende, come Agfa nel settore della stampa, si presenta al mercato come un progetto che intende offrire un quadro ampio ed esaustivo sulle problematiche inerenti ai percorsi legati alla gestione imprenditoriale eco-sostenibile.
«Offre l’assistenza all’uso integrato delle soluzioni tecnologiche disponibili, delle normative che regolano le questioni ambientali e dei modelli di business sostenibili per una migliore efficacia. Al progetto aderiscono partner tecnologici, tra i quali anche Philips, T‹V Italia, Eco-Way, ISM Italia, che supportano i progetti e le consulenze con soluzioni tecniche a basso impatto ambientale.
«I vantaggi che derivano dall’operare sostenibile si possono riassumere in: efficienza organizzativa; efficacia commerciale, posizionamento etico e soddisfazione di una nuova domanda ‘green’.
«L’efficienza organizzativa si traduce in riduzione dei costi attraverso l’efficienza energetica e nell’uso delle risorse, una migliore gestione dei rifiuti, l’utilizzo di prodotti facilmente riciclabili. Questo si ottiene attraverso una formazione interna per una migliore gestione delle risorse aziendali, un supporto allo sviluppo di progetti interni con vantaggi economici e di crescita, e l’innovazione nei processi a favore dell’efficienza organizzativa.
L’efficacia commerciale si ha ottenendo un ampliamento del parco clienti potenziali attraverso bisogni prima non soddisfatti dall’offerta, un ampliamento dell’offerta con prodotti e servizi “green”, l’attivazione di nuovi canali comunicativi verso il mercato, l’utilizzo di nuovi strumenti per migliorare l’efficacia commerciale a vantaggio di un risparmio energetico ed economico.
A ciò si aggiunga il posizionamento dell’immagine.
«A questo punto sorgono alcune domande: Come partire? Su quali basi poter decidere ? Quale strada intraprendere ? Quando è il momento giusto ?
Partire a percorrere strategie di sostenibilità significa iniziare a utilizzare i primi strumenti pratici e operativi, misurabili (ad esempio delle emissioni di CO2) immediatamente applicabili e non unicamente finalizzati a una certificazione specifica, anche se è bene comunque attenersi alle direttive generali dei protocolli autorizzati.
«Facciamo degli esempi: progettare un corretto impianto di illuminazione può far risparmiare fino al 75 %; una corretta gestione dei rifiuti può portare a un risparmio economico fino al 15 %. Sviluppare prodotti e servizi eco-sostenibili significa ampliare il proprio pacchetto di clienti potenziali, migliorare in efficienza e gestione delle risorse.
«Una delle spese principali degli operatori del settore è sicuramente il consumo elettrico. Da una parte le aziende produttrici progettano oggi sistemi di stampa meno “energivori” e a più basso impatto ambientale rispetto agli anni passati. Dall’altra. la tecnologia e la ricerca offrono soluzioni eco-sostenibili con indubbi benefici di risparmio economico e a basso impatto ambientale. Un esempio lo abbiamo nel ruolo dell’illuminazione. Negli ultimi 15 anni si sono fatti passi da gigante nel risparmio energetico e qualità della luce. Il 75% degli impianti, con tecnologie che risalgono a prima del 1970 hanno un rendimento inferiore a 55 lm/W. L’indice di rinnovamento degli impianti esistenti procede con un ritmo del 5-7% all’anno (quindi rinnovamento in 15-20 anni) e del solo 3% annuo all’esterno con un rinnovamento in 33 anni.

La tabella indica alcune soluzioni e il risparmio ottenuto:

Soluzione Risparmio indotto raggiunto
Risparmio derivante dalla sostituzione di lampade a tecnologia eco ca.10 %

+
Utilizzo di un reattore ultima generazione ca. 35 %

+
Corretta progettazione del tipo di illuminazione ca.55%

+
Aggiunta di sistemi di controllo
ca. 75 %
FONTE: Philips Lighting

«Riassumendo, il percorso operativo di AltaEco consiste in una diagnosi di sostenibilità secondo un modello di riferimento, una valutazione dei vantaggi competitivi derivanti da un’applicazione di soluzioni sostenibili, nello sviluppo di un piano operativo, nella scelta degli strumenti e assistenza e successiva misurazione dei risultati.»

AltaEco è un network di professionisti capace di supportare le aziende e gli enti nello sviluppo di strategie competitive innovative, basandosi su soluzioni di sostenibilità. Queste sono in grado di dare un innovativo posizionamento all’interno del mercato di riferimento con importanti ricadute economiche e sociali. Opera in un’area progetti a supporto delle aziende ad esempio con la riorganizzazione secondo modelli sostenibili, e un’area formazione su temi specifici della sostenibilità (energia, rifiuti, marketing sostenibile, mobilità sostenibile, risparmio energetico, ecc.).
Infine, un’area ricerca, sotto la guida del direttore scientifico Prof. W.G.Scott, per lo sviluppo della conoscenza a supporto dei progetti, lo sviluppo di conoscenze specifiche a supporto delle aziende.
Per le Arti Grafiche, opera con percorsi di formazione sulla sostenibilità costruiti su misura utilizzando gli strumenti più innovativi in collaborazione con il Cremit. Gestione sostenibile di un’impresa di arti grafiche per le energie rinnovabili, il risparmio energetico, la certificazione con un partner primario, nella comunicazione sostenibile, acquisti verdi, marketing sostenibile, progetti di organizzazione del business sostenibile, progetti dedicati alle arti grafiche in linea con i principi della sostenibilità.

“Le Vie della sostenibilità” in prestampa

Il concetto di “Le Vie della sostenibilità” in partnership tra Agfa e AltaEco è illustrata da Stefano Cioni, Agfa.

«Cosa sta facendo Agfa in questo senso? Agfa è da sempre molto attenta agli aspetti ecologici nella progettazione, produzione e commercializzazione dei suoi prodotti. Negli ultimi anni si è iniziato a parlare di Sviluppo Sostenibile, ovvero di porre attenzione agli aspetti ecologici che devono però portare a uno sviluppo del business, come è stato evidenziato nel Sustainability Report del 2007. I risultati si vedono nei dati che indicano una riduzione del 27% dei consumi di acqua nei propri stabilimenti produttivi e del 22,4% nel consumo energetico; una riduzione del 42,8% delle emissioni e del 73,3% nell’utilizzo di solventi volatili.»
Tra i prodotti ‘sostenibili’ di Agfa, Cioni cita le lastre processless fiore all’occhiello su cui l’azienda su cui sta lavorando da diversi anni. La tabella mostra quali sono i risparmi di uno stampatore con questo prodotto:
mq lastre/ anno litri chimici/acqua consumati in un anno
10000 Azura Amigo Thermal convenzionali
sviluppo 560 1933
gomma 400 440 533
acqua 700 1000
totale 400 1700 3467
ore manutenzione 3 6 >20
In particolare sono molti gli stampatori nell’Italia centrale che usano già da anni questo tipo di lastre con i relativi risparmi.
«Un altro prodotto interessante, un software in questo caso, è Apogee InkSave associato a InkDrive con cui Agfa è in grado di offrire agli stampatori uno strumento per ridurre considerevolmente il consumo di inchiostro durante la stampa, mantenendo invariata la qualità di riproduzione. Inoltre, riducendo il carico d’inchiostro si riducono anche la quantità di antiscartino e i tempi di asciugatura, ottimizzando la produzione; oltre a risparmiare inchiostro si ha una asciugatura più veloce. Anche il soft proof sta dando il suo contributo ai risparmi sia in materiali, sia in tempo e consumi per gli spostamenti: l’importante è la corretta calibrazione dei monitor e anche in questo campo Agfa dà il suo contributo.
Infine nel campo del wide format a getto d’inchiostro, Agfa sta lavorando da anni in questa direzione e negli ultimi due anni ha sviluppato la tecnologia UV senza solventi (Anapurna). «Comunque anche per le stampanti con inchiostri a solventi utilizza inchiostri della quarta generazione che non contengono solventi VHR (ad alta evaporazione rischiosa) come il cicloexano.
«Pertanto Agfa promuove la sostenibilità come leva competitiva per ottenere un risparmio economico rivedendo i processi aziendali, una miglior gestione dei rifiuti, implementazione di azioni di risparmio energetico, utilizzo di fonti alternative di energia, accesso a nuovi business, certificazioni e processi “verdi” che consentano di ottenere nuove commesse di lavoro, utilizzo del “green procurement” per ottimizzare gli acquisti e i consumi aziendali tali da offrire un nuovo posizionamento strategico dell’azienda con apertura a nuovi mercati. Concludendo, quella che oggi può essere una scelta, tra non molti anni sarà un obbligo di sopravvivenza.»

Per ogni foglio stampato deve essere considerato, oltre al processo di stampa, un senso di rispetto e responsabilità per l’ambiente

A Luigi Zucchetti, AD manroland Italia, il compito di illustrare come le maggiori aziende costruttrici di macchine da stampa offset operano a favore del risparmio energetico e della salvaguardia dell’ambiente.
Dopo aver riassunto le tappe, fin dal 1975, dell’impegno di manroland nel rispetto dell’ambiente (gli 8 siti produttivi dell’azienda per le macchine a foglio, rotative commerciali e per quotidiani sono certificati ISO 14001) e nel risparmio energetico e relativi riconoscimenti, l’amministratore delegato di manroland Italia ha illustrato gli aspetti della stampa ecologica secondo la società di Offenbach.
«Nel 2007 è nata all’interno di manroland una divisione chiamata EcoLogic con l’intento di far sapere ai clienti cosa la società ha realizzato sulle proprie macchine; nel 2008 è partita una campagna in cui si mette in evidenza la filosofia ambientale di manroland: “in aggiunta al processo di stampa un senso di rispetto e responsabilità deve essere considerato per ogni foglio stampato”.
«Quindi vogliamo portare all’interno del lavoro, nostro e vostro, l’attenzione all’aspetto ecologico. Il cliente ci chiede una mano nel gestire questa attenzione all’interno del ciclo produttivo, gestire le risorse e verificare la sostenibilità.
«Con il rispetto per l’ambiente si possono ottenere oggi vantaggi produttivi: ad esempio in Germania è nata una associazione di ‘green printers’ cui molti committenti si rivolgono per i loro lavori a stampa. Teniamo presente che ci sono anche in Italia alcune vantaggi, come ad esempio incentivi dati a chi impiega attrezzature rispettose dell’ambiente.
«Attenzione all’ecologia, significa risparmiare energia, valorizzare le risorse e controllare molto bene quelle che sono le emissioni e trovare per le macchine da stampa quei sistemi che permettono risparmio di energia, riduzione degli sprechi di carta, delle emissioni verso l’esterno. Quindi da un lato l’efficienza energetica e dall’altro il recupero energetico.
«All’interno di una sala stampa l’attenzione a certi aspetti costruttivi dell’edificio ha una sua funzione; dove aziende come manroland possono agire è attuare nelle parti costruttive della macchina sistemi per ridurre i consumi, ma anche per riutilizzare il calore prodotto dai movimenti meccanici. In sala stampa si impiega molta aria: bisogna utilizzarla al massimo della resa evitandone lo spreco: si sta allora cercando di avere sistemi di erogazione di aria su domanda, solo quello di cui si ha bisogno e nel momento dell’utilizzo reale. Questi sistemi funzionano all’interno del ciclo solo nel momento in cui serve, mentre si conserva l’aria non utilizzata.
«Oltre alla carta si stampano oggi anche materiali particolari che hanno bisogno di forni per l’asciugatura quindi con un notevole utilizzo di energia. Oggi si utilizza un sistema di raffreddamento ad acqua che può essere recuperata per produrre riscaldamento degli ambienti. I refrigeratori verso cui tutte le Case costruttrici si stanno orientando consistono in un sistema centralizzato, come ad esempio quelli di technotrans, società specializzata in questo campo e che collabora con manroland. Altro caso è quello dei sistemi di filtratura del liquidi di bagnatura per ridurre gli sprechi con possibilità di un ricambio più conveniente. Le macchine da stampa sono sempre più lunghe, ma non sempre utilizzate nella massima configurazione: con la modularità si possono distaccare le parti non utilizzate in modo da ridurre i consumi allo stretto necessario.
«Ci sono situazioni in cui i costruttori di macchine non sono direttamente coinvolti come la scelta di carta, inchiostri e materiali. Ma compete noi fornitori farvi risparmiare carta e inchiostri e prodotti. Tutta una serie di attrezzature vanno in soccorso di riduzione dei tempi e degli sprechi; ad esempio, il collegamento tra prestampa e stampa ha un aspetto tutt’altro che marginale come sapere qual è il grado di copertura sul foglio stampato. Entrano allora in gioco sistemi automatici di rifornimento del calamaio per utilizzare solo l’inchiostro di cui si ha bisogno. Lo stesso con i sistemi di controllo in macchina o fuori macchina perché ciò significa ridurre tempi e scarti. Oggi ci sono sistemi che consentono di memorizzare anche i consumi d’aria quindi si ricrea la condizione per utilizzare in ogni lavoro successivo solo l’aria necessaria. I sistemi che manroland produce a questo scopo sono software particolarmente studiati per offrire tutte queste possibilità.»

La tabella riassume queste funzioni:

PrepressLink Precisa preregolazione dellëinchiostrazione della macchina
ColorPilot e InlineColorPilot Misurazioni e regolazioni automatiche dellëinchiostro
QuickChange Air Memorizzazione e regolazione dellëaria
QuickChange Color Regolazione più precisa del cursore inchiostro (funzione autoregolante), gruppo inchiostratore con TripleFlow, nuova sequenza di regolazione nelle ripartenze
QuickStart Partenza alla stessa velocità di produzione (drastica riduzione degli scarti)
ROLAND InlineInspector e ROLAND InlineSorter Sistema ispezione fogli ed eliminazione automatica dei fogli di scarto (eliminazione delle contestazioni)
QuickChange Surface Risparmio dei liquidi di lavaggio al momento del cambio di inchiostro (risparmio di tempo nel lavaggio)
SelectInkSupply Fino a 65% in meno di spreco di inchiostro
QuickChange Coating Risparmio di materiale di consumo nel modulo di verniciatura
InkMistExtraction (ventoline) Riduzione delle emissioni dovute alla nebulizzazione dellëinchiostro causata da una eccessiva emulsione dellëinchiostro (scorretto equilibrio tra quantità di acqua e inchiostro, soprattutto alle alte velocità o con inchiostri UV)
QuickChange Surface Risparmio dei liquidi di lavaggio al momento del cambio di inchiostro (risparmio di tempo nel lavaggio)
SelectInkSupply Fino a 65% in meno di spreco di inchiostro
QuickChange Coating Risparmio di materiale di consumo nel modulo di verniciatura
InkMistExtraction (ventoline) Riduzione delle emissioni dovute alla nebulizzazione dellëinchiostro causata da una eccessiva emulsione dellëinchiostro (scorretto equilibrio tra quantità di acqua e inchiostro, soprattutto alle alte velocità o con inchiostri UV)
«Terzo punto è quello delle emissioni: la stampa offset utilizza alcool per la bagnatura e antiscartino per l’asciugatura; o la nebulizzazione dell’inchiostro e delle vernici come la produzione di ozono delle lampade UV.
«In manroland poniamo molta attenzione a ottimizzare tutte queste funzioni al fine di ridurre le emissioni, intervenendo con strumenti che riducano la percentuale di IPA all’interno della soluzione di bagnatura; si può evitare completamente l’alcool con la speciale stampa waterless, che alcuni stampatori utilizzano, ma che tuttavia richiede lastre particolari; ci sono antiscartini di ultima generazione con sistemi in cui la polvere va solo dove c’è più inchiostro ad esempio sulle immagini e non sul testo.
«Infine, e se vogliamo è una forzatura, teniamo anche conto dell’importanza del ‘telepresence’ che con la diagnostica e l’intervento a distanza permette una riduzione della movimentazione del personale tecnico grazie a un’altissima percentuale di risoluzione in remoto del guasto: questo porta all’ottimizzazione dei costi e a un’ulteriore riduzione dell’impatto ambientale. Ai nostri clienti suggeriamo sempre un’accurata formazione all’interno dell’azienda in modo che l’operatore sia in grado di utilizzare al meglio tutti questi accorgimenti.
«Come ultima cosa, abbiamo cominciato a presentare questi strumenti anche all’esterno (se qualcuno è interessato possiamo fornire una apposita brochure sull’eco-calcolatore) per verificare per ogni singolo punto della macchina cosa risparmio ogni volta che stampo. Questo serve allo stampatore, e alla fine dell’anno si traduce in termini di risparmio complessivo per tutta l’azienda.»

Un apposito sistema integrato per uniformarsi ai principi della certificazione forestale FSC

Claudio Rossi , consulente in gestione aziendale – Edigit

La relazione è iniziata con una breve presentazione della società, operante da vent’anni nel settore del software gestionale per aziende grafiche con oltre 1000 clienti attivi e la collaborazione con le principali case produttrici di macchine da stampa e istituti di ricerca, e i recenti sviluppi dell’azienda con le integrazioni JDF/JMF, l’integrazione SAP Application ERP R/3 (Trilog spa) con Microsoft Dynamics (Navision), il nuovo programma per stampa digitale UT Digital, il software di Gestione Ubicazione Magazzino, il programma per legatorie Edigit Postpress e il recente programma per etichettifici Edigit Label.
Per quanto riguarda il sistema gestionale di collegamento tra prestampa e stampa (JDF/JMF) è stata citata la collaborazione in particolare con Komori (v. sotto) e con EskoArtwork, di cui si sono visti già i primi risultati positivi; in seguito la collaborazione si è estesa anche ad altre aziende come manroland, Kodak e Fuji, e successivamente con Agfa e KBA. Negli ultimi tempi Edigit ha lavorato alla Business Intelligence per fornire strumenti specifici alle aziende grafiche con cui gli imprenditori possano avere il diretto controllo gestionale dell’azienda.
Passando allo specifico sul tema dell’ambiente Claudio Rossi, consulente specializzato in gestione aziendale nel campo delle arti grafiche, ha illustrato i principi della certificazione forestale FSC relativamente alla carta, per il quale Edigit ha sviluppato un apposito sistema integrato.
«Come è noto, FSC identifica i prodotti che contengono legno proveniente da foreste certificate in maniera indipendente e gestite secondo i rigorosi standard ambientali, sociali ed economici del Forest Stewardship Council (FSC). Scegliendo la certificazione FSC i produttori forestali e, soprattutto, le industrie utilizzatrici, oltre a migliorare la propria gestione aziendale e a contribuire alla salvaguardia delle foreste, dispongono di un valido strumento di marketing per dimostrare il proprio impegno imprenditoriale verso l’ambiente e la tutela dei valori etici e sociali delle foreste.  Scegliendo aziende e prodotti certificati FSC i consumatori spingono i produttori e le industrie ad adottare comportamenti più responsabili, contribuendo nel concreto a un uso sostenibile delle risorse forestali del pianeta. La certificazione FSC è prevista per le aziende che producono materiali derivati dal legno e, in particolare, le aziende grafiche possono essere oggetto di certificazione in quanto facenti parte della Catena di Custodia (CoC). [Per i dettagli sui requisiti per ottenere la certificazione FSC si veda “Atti del Seminario sulle Certificazioni” in questo stesso portale – ndr].
´Una delle richieste che oggi i clienti pongono alle aziende di stampa è la certificazione FSC. Quindi la certificazione deve essere prevista in un’ottica di vantaggi e opportunità e, non ultimo, di risparmio. Il prodotto marchiato, nell’ottica di marketing, distinguendosi da un prodotto analogo non FSC, contiene un valore aggiunto.
«Non si possono tuttavia ottenere i vantaggi della certificazione se non si dispone di un sistema di controllo che richiede appositi strumenti, atti a verificare la rispondenza del prodotto a partire dall’acquisto. Il materiale deve essere controllato nella fase di processo e di stoccaggio: quindi il bancale deve essere distinto da altri contenenti carta non FSC e dimostrare la facile comprensione da parte dell’operatore di tutto ciò che deve fare; il personale coinvolto deve essere quindi opportunamente formato. Naturalmente queste operazioni devono essere automatizzate perché tutte le indicazioni devono essere riportate sulla documentazione relativa al prodotto finito, mentre la registrazione e la gestione manuale diventa impensabile per il tempo che prenderebbe. Altra cosa importante è l’attenzione alla norma, non solo ai parametri FSC ma è indispensabile che sia certificato in un ambito di salute e sicurezza di tutto il contesto produttivo, che diventa anche fondamentale nella ISO 14001.
«Cosa può fare Edigit per aiutare chi vuole certificarsi? Snellire le operazioni ed evitare quindi che diventi un onere piuttosto che un vantaggio, un’opportunità per migliorarsi e evitare sprechi in azienda.ª
Il relatore è passato quindi a illustrare un caso pratico, vale a dire come gestire la carta certificata FSC con un sistema di gestione integrato.
«Due parole su cos’è un concetto di sistema integrato: è un sistema che, in un unico approccio di gestione e unica condizione, copre senza la necessità di una riscrittura, ma attraverso la condivisione di un unico archivio, tutte le attività necessarie a gestire la filiera produttiva con uno strumento di sintesi attraverso cui controllare tutto il patrimonio di informazioni nel processo aziendale. Quindi deve toccare tutti gli aspetti: analisi attenta dei costi, controllo di gestione in tempo reale e quindi integrazione tra tutte le fasi del processo di produzione automatica, fino a sostituire la cartella di commessa, che invece vediamo ancora in tutte le aziende grafiche. Per la FSC occorre quindi prestare attenzione al codice FSC presente su ogni materiale certificato.
«Il processo deve iniziare a monte fin dall’acquisto e dal dettaglio dell’ordine per conoscere tutti gli estremi necessari per ottemperare alle richieste della norma. Una volta identificate tutte le possibili postazioni si applica un’etichetta che ci aiuta a rispettare la norma e a gestire il lotto evitando perdite di tempo, sprechi e spazi. Questo porta a una reale conoscenza di tutto il materiale in magazzino, con relativa rintracciabilità, per sapere di ogni materiale la quantità, da quanto tempo è fermo e dove si trova. Questo tipo di gestione che aiuta a identificare con precisione i materiali nella gestione della commessa è più che sufficiente a soddisfare le esigenze di certificazione.»

L’azienda di stampa ideale, si basa sul monitoraggio continuo con implementazione JDF, l’unico modo per avere un controllo automatico e completo di tutto il processo produttivo

Cosimo Caraglia, marketing Komori International, Olanda

Dopo aver brevemente presentato Komori, azienda giapponese fondata nel 1929 per la progettazione e costruzione di macchine per la stampa offset a foglio di medio e grande formato, in bobina, e per la stampa di carte valori nello stabilimento francese Komori-Chambon, Caraglia ha illustrato le tecniche kaizen applicate nei vari stabilimenti produttivi. In particolare nel moderno stabilimento di Tsukuba completamente robotizzato e che utilizza energia solare ed eolica e con emissioni pressoché a zero.
«Un punto fermo per Komori è l’ambiente intono alla macchina: l’ambiente – ha detto il relatore – nasce quando nasce la macchina fino al suo utilizzo. Per questo Komori è certificata ISO 14001 fin dal 2001 e dal 1995 adotta il sistema Kaizen composto dalle quattro fasi: pianificazione, produzione, controllo ed eventuale cambiamento. [Per un approfondimento sul metodo Kaizen si vedano gli appositi articoli apparsi in questo stesso portale – ndr].
Caraglia è quindi passato a descrivere i processi gestionali per le aziende di stampa secondo i concetti di Komori che si basano su un MIS che collega tutte le fasi della commessa dalla prestampa alle post-stampa, illustrando i benefici dell’integrazione in termini di tempi risparmiati e, di conseguenza, in termini economici.
«Komori adotta software per il controllo di tutte le macchine da stampa in azienda, e di interfaccia tra il linguaggio Komori e il linguaggio JDF. I software sono comunque non proprietari, in quanto Komori preferisce occuparsi soltanto di progettazione e costruzione di macchine.
«L’azienda di stampa ideale, dovrebbe lavorare basandosi sul monitoraggio continuo con implementazione JDF, che è l’unico modo per avere un controllo automatico e completo di tutto il processo produttivo. Nonostante si parli di JDF/JMF fin dalla drupa 2000, non ci sono ancora oggi molte applicazioni reali e in questo senso. Komori ne promuove l’applicazione presso i clienti perché solo automatizzando si ottengono notevoli vantaggi operativi ed economici. è infatti importante, per utilizzare al meglio le macchine performanti delle ultime generazioni, avere una completa comunicazione tra i reparti e questo deve essere assicurato in maniera biunivoca e automatizzata.
La tabella traduce i vantaggi economici dell’automazione gestita da software con JDF/JMF, che si possono così riassumere:
In prestampa. Tempo medio per commessa: 20 minuti; tempo guadagnato per commessa (30-50%) 8 minuti; numero di commesse al giorno: 25; tempo totale risparmiato all’anno: 733 ore; guadagno totale annuo: 47.645 euro.
In stampa (a foglio). Guadagno in produttività (15% per macchine automatizzate); ore risparmiate (2 macchine con 2 operatori) all’anno: 488 ore; guadagno economico: 102.480 euro (210 €/h costo macchina).
Guadagno totale: 150.125 €/anno.
Caraglia passa quindi a illustrare rapidamente il principio di funzionamento del JDF basato sulle comunicazioni di andata e ritorno di tutti i dati di prestampa, stampa e legatura, come è illustrato nelle slide (a chi fosse interessato possiamo inviare il PDF su richiesta).

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