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UE bando all’uso di plastica monouso

PACKAGING Dall’Unione Europea un accordo per ridurre l’impiego della plastica monouso per la salvaguardia dei mari.

Le nuove direttive UE prendono di mira la plastica monouso delle 10 tipologie di prodotti usa e getta che più inquinano spiagge e mari, dalle cannucce ai bastoncini dei cotton fioc. In arrivo anche norme più stringenti su filtri di sigaretta e reti da pesca.

Il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea hanno raggiunto mercoledì 19 dicembre un accordo sulla proposta della Commissione Europea di tagliare la produzione di oggetti in plastica monouso: le nuove regole riguardano i 10 prodotti di plastica usa e getta più presenti sulle spiagge e nei mari oltre alle reti da pesca abbandonate, che si trasformano in trappole per gli animali marini. Insieme, questi prodotti costituiscono il 70% di tutti i rifiuti galleggianti.

Anni di tempo e tanti ‘distinguo’

Buone le intenzioni, ma non sappiamo se alla fine i risultati ci saranno. Infatti solo a partire dal 2021, e nei casi in cui “esistano materiali più sostenibili per produrli”, saranno messi al bando alcuni prodotti in plastica monouso.

In particolare nel mirino sono cannucce, cotton fioc (il 9% dei rifiuti sulle spiagge italiane è costituito dai bastoncini per la pulizia delle orecchie, che sono anche dannosi per la salute), posate e stoviglie di plastica, bastoncini per mescolare le bevande e sorreggere i palloncini, le plastiche oxo-degradabili (cioè con additivi aggiunti che ne favoriscono la degradazione in frammenti molto piccoli, i quali, però, sono ancor più dannosi come le microfibre), contenitori per cibo e tazze in polistirolo espanso.
In più, vi saranno alcune deroghe sui contenitori in plastica monouso per bevande in funzione di nuove soluzioni per la gestione di tappi e coperchi.

Bottiglie e cicche

bando all'uso di plastica monousoGli Stati membri dovranno vigilare sull’attuazione delle norme, e in particolare verificare la riduzione della produzione di contenitori in plastica per cibo e bevande a fronte di alternative commerciabili, oltre a verificare che tali contenitori non siano distribuiti gratuitamente (come già accade per i sacchetti compostabili).
Per le bottiglie di plastica, il rifiuto più diffuso sulle spiagge europee, due sono gli obiettivi di raccolta: del 77% entro il 2025 e del 90% entro il 2029. Per il 2030, tutte le nuove bottiglie dovranno includere il 30% di plastica riciclata, con un target intermedio del 25% entro il 2025. È qualcosa ma ancora poco per il futuro del pianeta (tanto più se consideriamo che fuori Europa, si continuerà a produrre e gettare plastica).
Il secondo rifiuto più comune sulle spiagge d’Europa, è costituito dai mozziconi di sigarette e relativo filtro. I produttori (ma perché non anche i fumatori?) dovranno contribuire finanziariamente alle infrastrutture necessarie a sbarazzarsi dei mozziconi. Come non è detto.
Infine, i Paesi europei dovranno fissare obiettivi nazionali di raccolta delle reti da pesca in plastica e controllare che questi vengano rispettati. L’obiettivo è assicurarsi che i costi di smaltimento delle reti sulle spiagge, che da sole rappresentano il 27% dei rifiuti marini, siano presi in carico dai produttori e non dalle autorità portuali. Le aziende riceveranno incentivi per orientare la produzione su alternative sostenibili.

Un compito per i produttori

Secondo le direttive, i produttori dovranno contribuire ai costi di smaltimento dei rifiuti di plastica e di pulizia di spiagge e mare, oltre a dare supporto a campagne di sensibilizzazione sul valore inquinante del packaging in plastica – compresi i sacchetti di patatine e le confezioni in plastica delle merendine, le salviettine umidificate che contengono plastica non biodegradabile.

Nell’insieme, questi accordi dovrebbero evitare una spesa di 22 miliardi di euro in misure ambientali da qui al 2030, ed evitare nello stesso periodo l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

2018-12-29T11:26:49+00:00dicembre 21st, 2018|AMBIENTE, In evidenza|0 Comments

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