Dalla Spagna al Don Chisciotte

Scritto da il 2 gennaio 2016 in CULTURA&FORMAZIONE, Ex libris - Nessun commento

Il percorso di Liliana Bastia “dalla Spagna al Don Chisciotte” ci offre una selezione di studi e di opere grafiche ove si sposano due linguaggi artistici differenti, che affrontano il tema taurino e il “Don Chisciotte della Mancha”.

Le chine ci introducono nel mondo taurino, mentre fogli a china e colore ci presentano il “Cavaliere Errante della Mancha” approfondito dalle opere della recente ricerca derivata dall’assemblaggio di frammenti ricavati dal mondo delle acqueforti e acquetinte.
Il gesto libero di Liliana Bastia, vissuto in uno stadio passionale puro e immediato, dà risalto a un segno, deciso e sicuro, lontano dalle convenzioni delle classiche pitture accademiche. È manifesta una tonalità solare, canto della natura della terra di Spagna, che vede protagoniste la Mancha, le pianure assolate, il regno dell’ocra, un paesaggio che diventa un piano ocra astratto, terra asciutta, concreta, un mondo talmente amato che con il termine “OKHROS” ha intitolato la mostra che tenne nel 2012 al Museo di Sant’Agostino a Genova.
_toro_1La presenza dei rossi e la tavolozza delle ocre… non la celebrazione dell’ocra della sabbia delle arene…, le tonalità differenziate degli inchiostri, il vigore conseguente alla sicurezza del tratto, animano gli studi ove il nero di contorno degli spazi, successivamente colorati, o dei segni, posti su un fondo ocra, dà vita alle figure dei tori, carezzate dalla luce che li riveste. Abbiamo corpi massicci, talora di scorcio per un senso di movimento.
Gli sfondi ocra, e le ampie campiture cromatiche suggeriscono una particolare vitalità alle figure disegnate; fondamentale la presenza del rosso colore vitale, ricco di energia, legato al fuoco e all’amore per la vita; il toro nella corrida non è tanto irritato dal rosso quanto dai movimenti vorticosi della ‘muleta’ non potendo riconoscere il rosso poiché i suoi occhi sono privi dei coni, le cellule nervose della retina capaci di riconoscere i colori. pag 14
Il protagonista è il toro simbolo e incarnazione della forza vitale, della forza e di una natura selvaggia che incuteva paura all’uomo delle culture antiche. Liliana Bastia ci mostra tori liberi, lontani dall’arena e dalla tauromachia, competizioni sempre sfavorevoli al toro, il dramma della morte è lontano, non abbiamo sopraffazione anche se come indica E. Marasco (1989) “uomini ed animali sono accomunati da una sofferenza del vivere che spesso si configura nella lotta”. Ammiriamo questi tori nella loro possanza, la massa orizzontale dei loro corpi, con rosso su sfondi ocra, simbolo della poderosa struttura, della solidità, che li rende temibili. Abbiamo immagini ove le forme traducono e ci trasmettono un movimento uno slancio e perché no una impazienza e nel contempo trasmettono forza, energia, vitalità.

Incontro col “Cavaliere Errante”

La figura di Don Chisciotte completa ulteriormente il suo lavoro, esposto inizialmente lo scorso anno a Pietrasanta, in occasione dell’anniversario della stampa della seconda parte del Don Chisciotte (1615); con il quattrocentesimo anniversario della morte di Cervantes nel 2016 si completeranno gli anniversari cervantini di questo primo ventennio del secolo. Don Chisciotte, il protagonista del “Don Quijote della Mancha”, è figura conosciuta da milioni di lettori in tutto il mondo anche se poi in realtà molti non hanno mai letto l’opera. Il romanzo principe di Miguel de Cervantes è il libro più tradotto della letteratura mondiale dopo la Bibbia, ha ispirato scrittori, coreografi, musicisti, incisori, illustratori, cineasti.

Liliana Bastia - Corno di luce

Liliana Bastia – Corno di luce

La sua figura offre uno spaccato dell’animo e delle aspirazioni umane al si sopra di qualsiasi barriera, in ambito sovranazionale in quanto messaggio universale che perdura da quattro secoli. Indimenticabile è il suo inno alla libertà: “La libertà, Sancho, è uno dei doni più preziosi che i cieli abbiano concesso agli uomini! Né i tesori che nasconde la terra, né quelli che ricopre il mare possono paragonarsi con essa: per la libertà, così come per l’onore, si può e si deve mettere a repentaglio la vita. Al contrario la prigionia è per un uomo il maggiore dei mali. … Ebbene: nel bel mezzo di quei banchetti squisiti e di quelle bevande di neve, mi sembrava di sentire i morsi della fame, perché non godevo della libertà di cui avrei goduto se quei beni fossero stati miei, ché l’obbligo di ricambiare i benefici e le mercé ricevute è come una catena che non permette all’animo di uscire liberamente in campo. Beato colui cui il cielo ha dato un tozzo di pane per il quale egli non debba esser grato ad altri che al cielo stesso”(Parte II, Cap. LVIII. Bompiani ed.2012/2013 testo di Francesco Rico, trad. di Angelo Velastro Canale). pag 16

L’opera incisoria di Liliana Bastia è nota anche per i numerosi ex libris xilografici e calcografici, oltre un centinaio a partire dagli anni ottanta, una ventina con tema cervantino, sia interpretando brani del romanzo sia dedicati all’iconografia di Cervantes.
Qui osserviamo tre serie di disegni su carta a pennino e inchiostro di china e alcuni con interventi di colore. Risalta tra gli elementi la figura del cavallo assurto a simbolo elegante della dinamicità della vita, qui protagonista comprimario con Don Quijote e Sancho, partecipe sia della realtà in divenire che dei momenti di quiete. Le altre immagini sono ricavate interpretando il testo concentrando l’attenzione su ciò che sembra più essenziale e anche più suggestivo dando risalto alla figura umana. In questa serie il colore nelle carte è stato praticamente ridotto al bianco e nero su uno sfondo di pigmenti di zafferano, raramente si ricade nei sottili effetti delle tonalità di grigio che riempiono i contorni della figura e del paesaggio circostante. Sancio e dc 6-DSCF3405
Il disegno schizzato di getto, un segno di contorno esplicito, forme semplificate, contornate dal nero, ripreso a penna, ci fa partecipi della vitalità del processo, del modo del suo farsi. Un nero violento quasi gettato, quasi impresso, con colpi precisi, in un procedere istintivo, qui il disegno è immediato frutto di interpretazione, di mente libera. Tra le imprese più note e conosciute è quella dei mulini a vento (cap. VIII, Ia parte) assurta a simbolo della incessante lotta dell’umanità contro le realtà di una esistenza condizionata da mille meschinità. “Questa frontiera tra la vita e il sogno, la realtà e l’illusione, la realtà e il desiderio, è il mondo del Quijote. E siccome questo mondo assomiglia tanto a quello di tutti gli uomini, per questo forse il Quijote al di là della sua modernità è sempre contemporaneo.”(Ciriaco Moron Arroyo). Ritroviamo in questi disegni la passione e lo studio per alcuni Autori dell’espressionismo tedesco la cui visione artistica è più vicina al suo sentimento interiore. Il tratto impetuoso, le torsioni, delineanti quasi una sensibilità scultorea mi rievocano l’edizione del Don Chisciotte del 1987 edito in Spagna per il “Circulo de Lectores” con le 195 illustrazioni di Antonio Saura, protagonista dell’espressionismo astratto spagnolo, l’artista che con maggiore intensità abbia mai illustrato il capolavoro di Cervantes, con rottura formale anche se fedele al contenuto del romanzo.

Sforbiciate per il Cavaliere Errante

sforbiciata 1Nelle tele oggetto della nuova fase di sperimentazione Liliana Bastia, utilizzando il materiale usato, ritagliato e incollato, affronta la tecnica del collage. La forma nasce e cresce come la costruzione di un mosaico, le tessere sono tutte piccole parti, frammenti di incisioni precedentemente realizzate da Liliana Bastia, ritagliate, a caso, in misure differenti e forme geometriche diverse che vengono incollate, prescindendo dal vissuto dei frammenti derivati dalle carte precedenti incise, “quasi casualmente su un supporto ove è già disegnata una forma approssimativa. La forma prende piano, piano, significato seguendo una figura immaginata, quasi inconsapevole, mentre lavoro, con unica attenzione agli equilibri e alle libertà dei “segni” dettati dal momento creativo” …  sforbiciata_2
«Ritengo che questo mio recente modo di operare, racchiudendo più parti del mio lavoro passato, in una nuova forma, metta”insieme” l’immagine finale e ogni piccola tessera , come nuovo significato, e superamento del significato stesso.» I frammenti delle stampe in bianco e nero si mescolano tra loro creando immagini nuove nel novero del “bianco e nero”. In una analisi delle tessere, dai frammenti ci si palesano via via le immagini di opere che conosciamo e che ritroviamo nei cataloghi delle sue esposizioni. Molti frammenti ci evidenziano o risaltano varie gradualità chiaroscurali e nel contempo non perdono di consistenza nella loro frammentazione ove la sapiente ed equilibrata distribuzione permette il gioco dei contrasti, seguendo un suo pensiero “ogni frammento di opera deve contenere la forza e l’identità del tutto” come confidava nel dicembre 2000 a Paola Barbacinti in occasione della esposizione “Frammenti di infinito”.
sforbiciata 3Nel percorso della vita degli incisori è fondamentale la catalogazione, spesso i volumi di catalogazione stampati non sono mai completi per cui vengono integrati da pubblicazioni aggiuntive. Vedo in queste opere, assurte a nuova vita, la traccia parcellizzata di un abbozzo di un catalogo ragionato dell’opera di Liliana Bastia steso a frammenti su un supporto di tela, privo a prima vista di dati storici per le opere, quali misure, supporti, tirature e numerazioni, unica cosa certa è la tecnica, fa eccezione la opus list che nonostante queste nuove opere, è in costante evoluzione foriera di continue nuove esperienze.

Gian Carlo Torre – Bogliasco, 2 gennaio 2016

La mostra, che inaugura sabato 9 gennaio 2016, si terrà a Genova, presso “IL DEPOSITO di Boccadasse 2016” di Patrizia Toscani, al centro della deliziosa insenatura di Vernazzola a Boccadasse. La mostra delle opere di Liliana Bastia  inaugura questo nuovo spazio. Scaricare qui l’invito.

 

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