Piccola grafica natalizia

Scritto da il 3 gennaio 2017 in CULTURA&FORMAZIONE, Ex libris - Nessun commento

Con il titolo “La Piccola Grafica” introduzione all’Ex Libris è in corso a Teglio in Valtellina fino al 31 gennaio una mostra sulle tematiche natalizie.

Inaugurata il 18 dicembre scorso nella nuova sede della Biblioteca tellina, nel Palazzo Piatti-Reghenziani, conosciuto come “Palazzo del Cucò”, tra stupore e apprezzamento per la particolarità e la bellezza delle opere della collezione personale di Gian Carlo Torre.
Lo stesso collezionista ed esperto di ex libris ha illustrato le opere e il percorso per raffigurare il Natale: l’Evento della Natività e la Sacra Famiglia graficamente riaggiornata in funzione dei vari contesti storici.
L’omaggio dei pastori e i motivi tradizionali del Natale, i Re Magi, le Piante e gli aspetti simbolici e decorativi come l’Abete, il Vischio, l’Agrifoglio e la Stella di Natale. Numerose le opere rare e di gran pregio esposte.
Grazie alla disponibilità dell’artista locale Alessandro Colombera, presente all’evento, in esposizione vi sono attrezzi e alcuni esempi della fasi di lavorazione per la realizzazione di queste opere di cui una in particolare è anche esposta.

Colombera Alessandro (I) – Acquaforte, 2016, mm 150 x 195

Le tematiche Natalizie

Il ricco catalogo  della mostra, curato da Gian Carlo Torre, illustra gli aspetti legati alle tradizionali festività religiose di fine anno e il significato delle singole tematiche e degli aspetti simbolici o decorativi caratteristici delle festività natalizie.

Gaudaen Gerard(B) – Xilografia su legno di testa, 1969, mm 175 x 95

La nascita di Gesù. La festa del Natale fu introdotta tra il 243 e il 336. Essa era di origine occidentale, per meglio dire, romana e da Roma si diffuse anche in Oriente. Per quanto essa ebbe, fin dalle origini, un carattere fondamentalmente religioso, entrò nella storia dell’umanità ricca della tradizione che portava e con i contenuti umanitari più alti e simbolici. Celebrata il 25 dicembre come nascita di Gesù, ha origini pagane che fanno riferimento a usanze e tradizioni popolari e coincide con l’inizio del solstizio d’inverno. La scelta della Chiesa nel datare al 25 dicembre la nascita di Gesù fu condizionata dalla volontà di papa Liberio (290 – 366).
La natività nella storia delle arti figurative è una tematica molto sentita e gli Artisti hanno spesso affrontato una disamina tesa a una lettura personale sviluppando numerose varianti interpretative sia approfondendo l’atmosfera dell’evento sia descrivendo l’evento stesso all’interno della propria poetica. Gli Artisti ci presentano Gesù Bambino spesso posto nella paglia, sotto un tetto di canne o di travi, nella mangiatoia, nudo o in fasce, tra il bue e l’asino o in braccio alla madre seduta o sdraiata, come puerpera che accudisce il proprio neonato, in un atteggiamento di tenerezza verso il bambino, il capo, coperto o velato, leggermente inclinato e in atteggiamento orante, avvolta in un manto; nei dipinti legati alla natività la vediamo spesso avvolta in un mantello blu su un abito rosso.

Remo Wolf (I) – 1982, xilografia su legno di filo

In analogia a rappresentazioni prerinascimentali si può osservare la madonna adorante il Bambino, a mani giunte, spesso inginocchiata. Giuseppe, in genere opposto alla madre, è delineato in differenti atteggiamenti: un vecchio, dalla lunga barba, orante, eretto o seduto con un bastone in mano, accovacciato o con la testa tra le mani quasi sognante o incredulo per l’evento. I d’après da Benozzo Gozzoli, dal Botticelli, da Neri di Bicci, da Dürer, dal Perugino, e dal Doré ci fanno partecipi del messaggio natalizio nel suo divenire introducendoci dalla tradizione alla realtà moderna.
L’omaggio dei pastori e i motivi natalizi tradizionali. Ecco la devozione dei pastori che rendono omaggio al Bambinello con le loro espressioni adoranti, talora stupite dall’inconsueto evento o inneggianti a braccia alzate. Incontriamo gli zampognari, con il loro strumento, l’aerofono a sacco con cinque canne, realizzato con una intera pelle di capra o di pecora. La loro musica è legata alle festività agro pastorali, è aneddotico che il suono della zampogna al solstizio d’inverno incoraggiasse la rinascita del sole.

Casalino Luigi (I) – d’apres Neri di Bicci, acquaforte, 2013, mm 134 x 108

I Re Magi. Membri di una delle sei tribù della Media, la Persia attuale, che vengono a rendere onore a Gesù Bambino. Il numero dei Magi dipende dai tre doni che portano – oro, incenso e mirra – che la liturgia dell’Epifania interpreta come la triplice professione di fede in Gesù Re, Dio e Uomo, che sarebbe morto. Dal secolo XIV anche l’aspetto dei Magi comincia a differenziarsi. Identificati con i tre popoli discendenti dai figli di Noè, diventano i rappresentanti delle tre razze umane, dei tre continenti allora conosciuti e delle tre età dell’uomo: Baldassarre rappresentante l’Europa, Melchiorre l’Asia e Gaspare l’Africa.
Piante e aspetti simbolici o decorativi del Natale. L‘albero di natale, per tradizione viene realizzato l’8 dicembre, oppure per la ricorrenza del solstizio d’inverno pochi giorni prima di Natale. L’albero in tutte le culture rappresenta il simbolo della vita e l’abete è l’albero di Natale per eccellenza per la sua caratteristica di sempreverde, che richiama la vita, scongiura gli spiriti cattivi, porta con sé i simboli dell’abbondanza e della prosperità. Numerose sono le città che si proclamano sede del primo albero di Natale: Friburgo (1419), Tallin 1441, Riga (1510). La leggenda tedesca lo vede legato a Martin Lutero, cui viene fatta risalire la tradizione dell’albero di Natale ornato di candele.

Raffo A. Mario (I) – Xilografia su legno di testa, 1991, mm 102 x 63

Il vischio. Nella tradizione nordeuropea con l’abete sempreverde, simbolo di vita, incontriamo il vischio, la pianta simbolo – magica in uso presso le religioni pagane, posto sulle porte delle case per tener lontani gli spiriti del male considerata sacra dai druidi che la definivano “quella che guarisce tutto”. Questa pianta emiparassita, con proprietà ipotensive, diuretiche e antitumorali, veniva donata come augurio all’inizio dell’anno nuovo come simbolo di vittoria della vita contro la morte.
L’agrifoglio. L’ilex aquilolium è una pianta ornamentale molto diffusa nel periodo natalizio; usata fin dall’antichità, dai romani è sempre stata usata come portafortuna contro gli spiriti maligni, le sue foglie spinose sono simboli della difesa e nel contempo la sua caratteristica di sempreverde è simbolo di eternità.
La Stella di Natale (La Flor de la Noche buena). La Poinsettia (Euphorbia Pulcherrima) scoperta nel 1828 in Messico dall’ambasciatore USA Joel Roberts Poinsett, è un arbusto perenne della famiglia delle Euforbiacee, nota agli Atzechi come Cuetlaxochitl e usata per produrre tinture e nel controllo delle febbri. In Messico l’uso come pianta per celebrare il Natale risale, secondo la leggenda, al XVII secolo quando Lola, una bambina povera, alla ricerca di un dono da portare al Bambin Gesù, fu aiutata da un angelo che le indicò di raccogliere dal ciglio della strada alcuni semi e di portarli davanti all’altare; da questi poi nacquero in fiori rosso fuoco a forma di stella, e da allora i Francescani in Messico inserirono questa pianta nelle celebrazioni del Natale.

Favaro Gianni (I) – Acquaforte, acquatinta, 2004, mm 95 x 75

Babbo Natale. Non poteva mancare la figura di questo amato vecchio uomo con la lunga barba bianca, con il vestito rosso (verde in origine – ndr) e con l’inconfondibile cappello che ogni anno arriva con la slitta trainata dalle renne portatore di doni e regali, che dobbiamo a Clement Clark Moore autore della poesia “La notte prima di Natale (Twas the night before Christmas)” (1822), conosciuta anche come “A visit from St.Nichlas”, e “ridisegnato in piena depressione nel 1930 da Michigan Haddon Sundblom rendendolo più bonario e simpatico”.

Bastia Liliana (I) – Xilografia su legno di filo, 1991, mm 144 x 86

Risale al 1922 una acquaforte, con la scritta “Prosit” realizzata dal grande incisore Michel Fingesten per Karl Martin Andres, e successivamente al 1938 quella per Wim van der Kuylen ove incise “Pax e Felicitas“ in un mondo assetato di pace mentre invece stava inesorabilmente scivolando nel baratro della 2ª guerra mondiale.
E per restare in tema, concludiamo dunque con l’augurio di buon anno in lingua còrsa: “Pace e salute“.

“La Piccola Grafica” introduzione all’Ex Libris e al P.F.
TEGLIO – Sala espositiva Palazzo del Cucò , Piazza S.Eufemia 18 dicembre 2016 – 31 gennaio 2017. – A cura dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio e del Comune di Teglio . Orari 9.00 – 17.30
Per catalogo e informazioni iatteglio@valtellinaturismo.com

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