//Elogio del refuso

Elogio del refuso

Giocando con le lettere incise nel legno, Camillo Cuneo crea la poetica dell’errore di stampa. Ma produce anche pop up in legno per negozi.

Artista eretico, come ama definirsi, Camillo Cuneo crea opere artistiche, anche se preferisce definirle artigianali, non fatte a arte ma con gli arti. Alcune in collezioni private, altre in casa di amici, molte nel suo laboratorio immerso nel bosco della piccola valle del Malvaro, in Fontanabuona (GE), terra di ardesie, funghi e pregiati tessuti serici.
Avevamo già parlato di Camillo dopo averlo conosciuto con Alberto Casiraghy, il noto editore PulcinoElefante, e siamo tornati a trovarlo, dopo aver saputo che da alcuni mesi era entrato nel ‘periodo delle lettere’.
Ispirandosi ai puzzle in legno dove per la felicità dei bambini, e dei loro genitori, compone opere che intrecciano animali più o meno fantastici e fantasiosi, ha iniziato a preparare parole e brevi frasi per gli amici. Da qui l’idea di creare anche una serie dedicata all’errore di stampa, anzi al ‘erore‘.
Del resto il refuso è necessario nell’arte tipografica, come sanno i vecchi compositori a mano con caratteri in piombo (oggi ci pensa il correttore del PC a inserire gli errori più subdoli). Quelli che dopo aver composto e messo in forma un’intera pagina, approvato il foglio uscito dal tirabozze, una volta avviata la piano-cilindrica, il refuso salta fuori immancabile. I tipografi lo sapevano, era colpa del diavoletto che si divertiva a cambiare un carattere dove meno te l’aspetti. Famoso un aneddoto (vero) in cui si racconta che in occasione del varo di una nave a Trieste in cui la Regina d’Italia ne era madrina, sul quotidiano locale usciva il titolo a piena pagina: “La Regina ladrina del varo”.
Ma cosa spinge Camillo a creare i suoi ‘erori’ ? Sentiamo lui stesso. 

«Cerco in qualche maniera di dire che l’uomo è un “tappullo” genetico, destinato a sbagliare, a fare errori per capire forse poi la giusta via logica delle cose
In pratica in rispetto alla massima che ‘sbagliando s’impara’.
Ma torniamo alle lettere,che Camillo estrai dai legni del suo bosco o da più pregiati legni  d’importazione anche per comporre dei vero pop up che descrivono la merce di alcuni negozi eleganti. In fondo l’alfabeto è alla base della comunicazione. E questo 2017 MetaPrintArt lo dedica appunto alla Comunicazione, con una serie di interviste che stiamo pubblicando da gennaio.

Cos’è per te la comunicazione ?
«In base agli scopi: la comunicazione serve per dirigere le greggi, nella storia i profeti comunicavano un sapere futuro… e spesso non risultava a loro favore. Io personalmente quando comunico qualcosa con la poesia visiva mi accorgo 20 anni dopo cosa volevo dire, per tante opere devo ancora scoprirlo. Federico Fellini diceva “Un artista quando fa… non sa” e per me Federico Fellini è come Gesù Cristo per Padre Pio.»

Web è controllo dei profili intellettivi

All’invenzione della stampa dobbiamo, per definizione, la democrazia della comunicazione. Web, internet, social… cambiano la comunicazione. È ancora più democratica? Il tuo giudizio è positivo o negativo?
«La democrazia della comunicazione? Non è democrazia, è un controllo capillare e chirurgico sui profili intellettivi di ogni singola persona che va in rete e certamente è un giudizio negativo, ogni volta che l’uso di qualsiasi cosa prende piede sulle masse si depaupera in poco tempo il suo senso e il suo significato

Nella comunicazione qual è il rapporto tra forma o contenuto? Qual è più importante e perché?
«Se devi vendere un prodotto sono entrambi importanti, se c’entra la filosofia è importante il contenuto. Se nella comunicazione è compresa anche l’eresia, in questo caso non vi è né forma né contenuto perché non ‘digeribile’ dai modelli della mente

Cosa vedi di positivo nel mondo globale di oggi ? E cosa di negativo?
«Non vedo ma… sento che ci sarà un reset sull’umanità. Quali saranno i risultati, difficile prevederlo

Secondo te un’azienda che ha sempre lavorato nel campo della stampa su carta, dovrebbe cambiare l’approccio al mercato?
«Deve certo cambiare almeno la mentalità. A breve i libri saranno ologrammi, tutto sarà in ologrammi, 3D. La carta e la stampa tra 30 anni saranno archeologia della comunicazione

Omaggio a MetaPrintArt

«Grazie per e domande e ti lascio con il più cinico degli aforismi che dice: “Da quando non ci sono più gli schiavi i prezzi delle cose sono saliti alle stelle“.»

2017-04-01T17:13:07+00:00aprile 1st, 2017|CULTURA&FORMAZIONE|0 Comments

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