Un italiano a Londra

Prestigioso riconoscimento a Sante Conselvan, unico italiano oggi ammesso alla Stationers’ Register di Londra.

Non possiamo che essere fieri che a un nostro connazionale sia stata data l’opportunità di entrare nell’antica associazione londinese. Soprattutto se pensiamo che i nomi italiani annoverati nei registri ufficiali della Stationers’ sono davvero pochissimi.

Sante Conselvan ha avuto questo raro onore, grazie alla sua instancabile attività di connessione tra le associazioni flessografiche europee (FTA), e non solo. Legami che hanno fatto crescere le capacità organizzative e gli scambi di idee e tecnologie in uno dei settori oggi più dinamici della stampa e del packaging.

Stationers’ Company

Ma cos’è la Stationers’ Company? È una corporazione, fondata a Londra nel 1403 per difendere gli interessi degli editori di codici, dei cartolai e di tutti coloro che erano impegnati professionalmente nella produzione di opere pubblicate, e più tardi stampate, nonché proprietaria dello Stationers’ Register, il ‘registro’ dei titoli pubblicati o in via di pubblicazione.

Nel Cinquecento in Inghilterra, col diffondersi della stampa a caratteri mobili, iniziò ad affermarsi la libera circolazione di scritti e volumi di ogni genere. Ma si verificarono casi in cui uno stampatore copiava un intero libro e lo rivendeva a un prezzo più basso. Questa forma di concorrenza mise in pericolo gli investimenti di coloro che per primi avevano stampato l’opera.
Per salvaguardare gli investimenti di tipografi fu creato quindi un registro ufficiale.  Ogni stampatore londinese che voleva proteggere il proprio investimento, si recava nella sede della corporazione e registrava, per sei pence, i titoli delle opere che intendeva pubblicare. La diffusione di un’opera senza il suo inserimento nel registro era passibile di sequestro e gli editori potevano essere arrestati.
I nuovi libri erano inseriti nel registro sotto il nome di un membro della corporazione, e non sotto il nome dell’autore. Pertanto il “copyright”, ovvero il diritto esclusivo di pubblicare ristampe, era del membro che aveva registrato il libro.
La corporazione stessa vigilava sul rispetto di questo diritto per mezzo della Court of Assistants, composta da alcuni dei suoi stessi membri.
Nel 1662 il Parlamento inglese ratificò i poteri della corporazione, riaffermati nel 1710 con il Copyright Act, tuttora vigente.

Stetioner's committees
Considerazioni

La Stationers’ Company, associazione tipicamente britannica, è quindi ancor oggi un punto di riferimento per il mondo dell’editoria, dei media, della stampa in tutte le sue applicazioni, ma anche dell’istruzione, abbinamento questo, secondo noi, molto importante.

Sante Conselvan, come tutti i membri della Stationers’ Company, è ora un London Freeman. Questo titolo, nella tradizione britannica, significava che era libero di muoversi dentro e fuori città senza necessità di permessi. Oggi può far parte automaticamente della Camera di Commercio.
Sede dell’Associazione è la Stationery Hall, adiacente alla Cattedrale di St. Paul. Qui si tengono le riunioni e qui Sante è stato accolto come Membro effettivo.  La prestigiosa sede viene utilizzata per convegni e congressi anche estranei al mondo dell’editoria e della stampa, ma soprattutto collega e unisce industria, artigianato, cultura e istruzione in una sola istituzione e sede.

Sarebbe auspicabile che anche in Italia esistesse un’associazione di questo genere, in grado di riunire operatori del settore dell’editoria, della stampa, dei media e delle istituzioni culturali e museali.
Le singole energie potrebbero essere messe a fattor comune con maggiore immediatezza senza mai dimenticare il costante contributo alle scuole e alla formazione professionale.

2018-12-20T11:07:35+00:00dicembre 20th, 2018|CULTURA&FORMAZIONE, EDITORIALI, In evidenza|0 Comments

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Laureato all'Università di Genova. Giornalista tecnico, da vent'anni nel settore della stampa e arti grafiche; è stato redattore di Rassegna Grafica, direttore di Graphicus; docente al Politecnico di Torino. Attuale direttore di MetaPrintArt.

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