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Tipoteca una storia italiana

Il Museo del Carattere dei fratelli Antiga a Cornuda è il miglior esempio di conservazione della storia della tipografia italiana. Ora condensato in un prezioso libro.

Tipoteca_libroLe date parlano: 1968, 1995, 2018.

1968

Al termine del boom economico dell’Italia della ripresa,nel pieno della contestazione sessantottina e del miracolo economico del Nordest, quattro fratelli iniziano un’avventura tipografica con i soldi dell’ipoteca sull’unica casa di proprietà della famiglia.
Quella avventura, che nasce con la classica ‘pedalina’, con il bancone dei caratteri in piombo e il tagliacarte a mano, è oggi una delle aziende grafiche e cartotecniche di riferimento per tecnologie d’avanguardia, per capacità organizzativa e professionale di proprietari e collaboratori:

1995

Nasce Tipoteca Italiana, quello che in breve diventa uno dei massimi musei del carattere e delle macchine tipografiche al mondo. L’idea è semplice: conservare la cultura dell’antico e nobile mestiere dello stampatore, o meglio del tipografo. Con impegno e competenza Silvio Antiga percorre le strade d’Italia a recuperare caratteri in legno e in piombo, macchine e attrezzature altrimenti destinate alla fusione negli altiforni. Macchine artigianali, storiche e simbolo di un’industria italiana scomparsa, il cui destino era ormai segnato dall’evoluzione tecnologica della stampa: Grafiche Antiga.

2018

I fratelli Antiga, Franco, Silvio, Mario, Carlo e Maria Antonietta celebrano i 50 anni della loro azienda dedicando un libro a questa meravigliosa storia. Un elegante volume di 320 pagine in formato 25×31 riccamente illustrato e documentato che racconta la storia, tutta italiana, della Tipoteca.Tipoteca italiana libro

Ma forse ciò che più arricchisce quest’opera è l’elenco degli autori che hanno contribuito con le proprie conoscenze e i propri ricordi: una vera raccolta di saggi sulla storia del carattere e della tipografia, con considerazioni di assoluto valore storico e culturale.

Il calligrafo e storico del carattere James Clough. Il compianto professor Cesare de Michelis, che fu presidente della casa editrice Marsilio. Il tipografo e grafico svizzero Jost Hochuli, autore di fondamentali saggi sulla tipografia. Il designer tipografico Alan Kitching docente al Royal College of Arts di Londra. Il curatore delle collezioni della Biblioteca dell’Università di Amsterdam Mathieu Lommen. L’avvocato collezionista di stampe antiche e libri rari Arnaldo Loner. Il direttore del Hamilton Wood Type Museum, Wisconsin (USA), Jim Moran. Il tipografo e professore alla Minnesota University, Bill Moran. E ancora, James Mosley, professore di Tipografia all’Università di Reading, fondatore dell Printing Historical Society. L’artista, tipografo Lucio Passerini, editore delle pregiate opere a mano “Il Buon Tempo”. Lo storico e fondatore della stamperia sperimentale p98a di Berlino, Erik Spiekermann. Non poteva mancare nell’elenco, il noto editore e stampatore tipografico Enrico Tallone che conduce con la famiglia l’antica storica Casa Editrice fondata dal padre nel 1938 a Parigi e che ha recentemente dato vita allo storico Archivio del carattere e dei punzoni. Il bibliofilo Alberto Vigevani, fondatore nel 1959 di “Edizioni del Polifilo” e l’omonima libreria antiquaria a Milano.

La ricchezza delle immagini, la scelta delle carte che compongono il volume e lo arricchiscono con gli inserti, ma anche i caratteri utilizzati per la composizione in piombo, fanno di quest’opera non solo una pietra miliare nella letteratura della tipografia, ma anche un monumento alla cosiddetta “arte nera”, che preferiremmo chiamare “la nobile arte dello spadino”.

2018-11-18T16:42:59+00:00novembre 18th, 2018|CULTURA&FORMAZIONE|0 Comments

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Laureato all'Università di Genova. Giornalista tecnico, da vent'anni nel settore della stampa e arti grafiche; è stato redattore di Rassegna Grafica, direttore di Graphicus; docente al Politecnico di Torino. Attuale direttore di MetaPrintArt.

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