Marisa Belloni: dalla scuola alla tipografia

Scritto da il 5 dicembre 2011 in Amici di Piombo, GRAFICA&CULTURA - Nessun commento

Ricordiamo le vicende di una storica Tipografia editrice, condotta per quasi 70 anni dal fondatore, Arnaldo Belloni, e quindi per dieci anni dalla figlia Marisa, tra i soci fondatori di AIMSC, l’Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta.

Marisa Belloni con l'allora assessore Gianni Ferrero, che aveva dato l’avvio alla costituzione del Museo Civico della Stampa di Mondovì

Sono trascorsi ormai quasi due lustri da quando, quasi casualmente, ebbi occasione – trovandomi con Dario Braschi dirigente KBA Italia oggi in pensione e dedito alla vela – in visita per una nuova installazione di una macchina da stampa in provincia di Cuneo, ci recammo a visitare anche il Museo Civico della Stampa, recentemente costituito, a Mondovì.
Il Museo sorge nella parte alta della città monregalese, denominata Mondovì Piazza. Ed è qui, che l’Associazione Culturale Amici di Mondovì Piazza, con Roberto Masante tra i promotori, insieme all’assessore Ezio Tino e all’architetto Sandro Bracco, diedero vita a questo museo della stampa, oggi tra i più quotati in Italia.

Una donazione di valore

Fu un caso, ma in quello stesso giorno, si inaugurava una nuova sezione del museo: una sala dedicata alla storica Tipografia Belloni di Nizza Monferrato, alla presenza di Marisa Belloni, che donava la Tipografia di famiglia dopo averla condotta per diversi anni.
Fu quella l’occasione per fare la sua conoscenza da cui è nata nel tempo una amicizia consolidata dalla stima reciproca.

Con Egiziano Piersantini, co-fondatore dell'AIMSC

La Maestra Marisa Belloni, ben a ragione merita di far parte delle categoria degli “Amici di Piombo“. Dopo aver insegnato a tanti bambini di Nizza, molti dei quali in piena carriera non l’hanno dimenticata e la salutano ancora oggi con ammirazione e simpatia e la salutano ancora con ammirazione e simpatia quando la incontrano nelle strade della cittadina della Valle Belbo – che annovera tra l’altro due importanti musei legati alla stampa: il Museo delle Bustine di Zucchero, la Sugar House di Pinin Pero, e il Museo Bersano “Museo delle contadinerie e delle stampe sul vino Bersano” con una ricca collezione di antiche etichette per vino – è diventata ‘tipografa’ quasi per forza conducendo l’attività editoriale e di stampa dalla scomparsa del papà Arnaldo Belloni, fondatore dell’azienda, avvenuta il 25 luglio 1991, fino alla chiusura nel 2001.

Edizioni prestigiose

Meritano di essere ricordate le vicende di questa storica tipografia artigiana.
Fondata nel marzo del 1922 come Editrice Tipografia Moderna “Belloni comm. Arnaldo” iniziò da subito la sua attività con la pubblicazione di opere prestigiose, prima delle quali “Vicende Storiche di Nizza Monferrato” del dottor Alberto Migliardi, nel 1925.  Seguirono il Codex Liber Catenae, il Civico Tabulario Niciae Palearum (dall’antico nome della città detta Nizza della Paglia a causa dei tetti di paglia di allora – ndr) e gli Statuta Niciae Palearum tutte opere donate, insieme con le macchine, al Museo della Stampa di Mondovì.
Arnaldo Belloni, perseguitato dal regime fascista dovette lasciare la sua Parma dove era nato il 14 novembre del 1900, si trasferì qui per assumere insieme a un amico carissimo, Alfredo Campanini, anch’egli di Parma, e a Marco Torello di Nizza, la titolarità dell’Officina Grafica Editrice.
Con i tre soci la società durò fino al 1940 quando Torello si ritirò, e fino al 1967 quando Belloni ne rimase l’unico titolare, fino appunto al 2001. Da allora per non chiudere, Marisa Belloni ebbe il coraggio e la forza di assumersene tutte le responsabilità conducendola ancora per altri dieci anni, pur mantenendola rigorosamente una tipografia, attendendo così che tutti i dipendenti, assunti giovanissimi dopo aver conseguito la licenza media, potessero andare in pensione senza doverne lasciare a casa neppure uno.

Nella sua lunga attività la Tipografia Moderna ebbe diverse vicissitudini, come ad esempio le disastrose alluvioni del 4 e 12 settembre 1948, che la distrussero quasi completamente; indicibile il gran lavoro di ripristino, e soprattutto di pulizia di tutti i caratteri a mano che portarono ancora a lungo le tracce di fango.
Ciò nonostante, dal 1949 fino al 1960 pubblicò un periodico mensile “L’Opinione Nicese“, direttore responsabile il professor Livio Flora e le cui copie fanno oggi parte della dotazione dei giornali e periodici della Biblioteca Consorziale Astense.

 

Nel 1978, a cinquant’anni dalla prima edizione, pubblicò riveduta e aggiornata da Luigi Migliardi, figlio di Alberto, la seconda edizione delle “Vicende Storiche“, mentre nel 1990 uscì, sempre per i tipi della Tipografia Moderna, il prestigioso volume “Hermann Hesse tra Armonica e Teosofia” di Maria Franca Frola, docente all’Università Cattolica di Milano.
Il canto del cigno della Tipografia, fu la terza edizione, in copia anastatica, delle “Vicende Storiche di Nizza Monferrato“, che Marisa Belloni volle ripubblicare prima di cessare definitivamente l’attività.

Il direttore dell’Associazione Artigiani della provincia di Asti, così ricorda il commendator Arnaldo Belloni, nel giornale di categoria Asti Artigiana (n. 8, settembre 1991): “… dalla nativa Parma aveva portato a Nizza l’amore per la libertà e per la musica verdiana, l’acceso ed elegante polemismo, la fiera indisponibilità per l’opportunismo e il compromesso, fornendo a noi nicesi meno maturi, ma di cui era restato il più giovane, esempio di combattività e di rettitudine in uno con la cultura e il dialetto emiliano, meritandosi il rispetto degli avversari politici…“.
Per i suoi meriti Arnaldo Belloni fu insignito di varie onorificenze fino a quella di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana nel 1971.

 

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