La musica della tipografia per i sordi

Scritto da il 27 ottobre 2010 in GRAFICA&CULTURA, Storia & Musei - Nessun commento

Un gruppo di venti sordi dell’Associazione ENS (Ente Nazionale Sordi) visitano il Museo della Stampa di Genova assaporando l’entusiasmo della tipografia

Francesco Pirella illustra la tipografia per mezzo delle vibrazioni

Francesco Pirella illustra la tipografia per mezzo delle vibrazioni

Nell’ambito della sua missione etica di laboratorio didattico per tutti senza distinzione delle capacità fisiche o mentali, ARMUS – Archivio Museo della Stampa di Genova ha dedicato a un gruppo di non udenti una mezza giornata per illustrare loro le origini e l’evoluzione dell’arte tipografica.

Di varia estrazione sociale, etnia e cultura, tra cui tre ex tipografi e alcuni giovani universitari, i partecipanti, coadiuvati da un’interprete nel linguaggio dei segni (LIS) hanno così potuto immergersi, con visibile entusiasmo nel mondo gutenberghiano, in quello che l’ideatore e curatore del Museo, Francesco Pirella, definisce “l’invisibile tangibile”, vale a dire codificare da ciò che è visibile la parte invisibile di ogni morfologia per dar vita a un codice iconico per certificare e distinguere la rappresentazione virtuale da quella reale. Una definizione nata in occasione di una precedente visite da parte ci un gruppo di ciechi e ipo-vedenti.

Francesco Pirella ha presentato il concetto Museale di Armus, unico nel suo genere, che trascende la semplice raccolta di macchine, torchi e caratteri, verso l’utopia che “l’Universo è una matrice stampabile”. I volontari dell’Armus hanno quindi illustrato le tradizionali tecniche tipografiche e litografiche.

In un clima di crescente entusiasmo per i venti visitatori, che al termine di ogni presentazione discutevano animatamente tra loro con il LIS (Lingua dei Segni Italiana) sorprendendo per la loro silenziosa vivacità.

 

Francesco Pirella illustra, con traduzione simultanea,  le finalità di ARMUS

 

Romolo Olandesi, illustra la composizione a mano

Francesco Pirella dimostra l’effetto stampa

L’ex tipografo ritrova i suoi vecchi strumenti

Con questo evento, così come in altre occasioni nei confronti dei ipo-vedenti e ciechi, di disabili mentali, ma alla stessa maniera con i bambini delle scuole primarie, che manifestano sempre entusiasmo davanti alle righe di piombo, Armus ha dimostrato una volta di più il proprio valore nei confronti dei cittadini. Valore che, purtroppo, non ci sembra sia compreso e condiviso da alcune strutture amministrative e politiche spesso attente più ai propri interessi personali, che a quelli più elevati della cultura a favore della cittadinanza. Quali testimoni esterni alla struttura di Armus, auspicheremmo una maggiore attenzione a tali iniziative da parte di chi tiene in mano, a volte immeritatamente, le sorti della cultura, ma va dato atto al Comune di Genova e in particolare al sindaco Marta Vincenzi e all’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri, che compresa l’importanza di questa istituzione museale ne hanno predisposto il trasferimento a breve presso una struttura prestigiosa nel Porto Antico di Genova.

Lascia un commento