Maurizio Moretti: un nome storico

Scritto da il 22 marzo 2011 in Amici di Piombo - Nessun commento

Maurizio Moretti, presidente della omonima azienda grafica di Segrate, ha passato il testimone all’età di 95 anni: questo è un piccolo ricordo del personaggio che ha contribuito a fare la storia delle tipografie milanesi. Un abbraccio al figlio Giuseppe, AD dell’azienda, e ai nipoti Marco e Massimo che da tempo seguono con la stessa passione la traccia da Lui segnata.

Non si può dire che lo si vedesse in giro; erano anni che preferiva passare le giornate nella “sua” azienda, come del resto faceva ormai da 80 anni (ed è vero!). Credo di averlo conosciuto in occasione della festa 80+80, quando con Antonio Ghiorzo fummo invitati a celebrare gli 80 anni dell’azienza, ma anche di papà Maurizio. L’articolo volle scriverlo lui, l’Antonio, con tutta la sua verve e il suo colore. A me chiese, come sempre, il controllo finale. Ma c’era poco o nulla da dire: Antonio aveva colto in pieno lo spirito di quell’evento, forse unico di un imprenditore che festeggiava il suo compleanno di giovane ottantenne, in perfetta sincronia con la sua azienda.

L’ultima volta che lo incontrai, credo, fu una decina d’anni dopo, in occasione di una visita allo stabilimento di Segrate a vedere non solo le nuove KBA, ma soprattutto le idee e la applicazioni che Grafiche Moretti sfornava giornalmente, soluzioni† innovative per† le agenzie di pubblicità.

Maurizio Moretti, Cavaliere del Lavoro, Ambrogino d’Oro, ma, e forse più importante, volontario dell’assistenza ospedaliera al San Rafaele, ci ha recentemente lasciati all’età di 95 anni. Un nome storico per le aziende grafiche milanesi, e non era nepppure il capostipite di quella famiglia di tipografi milanesi che oggi naviga nella quarta generazione con Marco e Massimo. Entrò, studente di ginnasio, nell’azienda che il padre Giuseppe aveva fondato nel 1915 per restarvi tutta la vita. Quel che ricordo di Lui è l’integrità e la bonaria serietà, che certamente ha trasmesso al figlio Giuseppe, oggi a capo dell’azienda, e ai nipoti che lo affiancano. In occasione di quel rapido incontro in azienda non si avvertiva in lui alcuna diffidenza per il “nuovo che avanza”. Per chi aveva fato gavetta scomponendo i piombi per poi diventare compositore a mano e poi stampatore tipografo, le grandi macchine offset, gli inchiostri e le vernici più sofisticate, e persino l’ombra del digitale facevano parte del lavoro quotidiano. Un modo per realizzare di più e al meglio, grazie alle nuove tecnologie di cui non aveva certo timore. Se un timore lo aveva, e lo ha trasmesso a Giuseppe, come possiamo ricordare da un seminario sull’etica nel mondo della stampa, era appunto la difficoltà che la sua azienda continuaasse a viaggiare sui binari della correttezza nei confronti di clienti, fornitori e, soprattutto, concorrenti. Oggi che Maurizio Moretti non è più con noi, prendiamo questa sua eredità e facciamola nostra, se vogliamo che il comparto, che già non naviga in acque tranquille, mantenga una sua etica in modo che le aziende sane e serie emergano nei confronti di tutto quel sottobosco al ribasso che tende a svilire l’intero settore.

Giuseppe Moretti, AD della Grafiche Moretti ha salutato il suo Presidente, così, e ci piace riportare le sue parole che potrete leggere cliccando qui.

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