L’Uomo Tipografico e la Comunicazione

Scritto da il 21 luglio 2017 in EDITORIALI, Interviste - Nessun commento

Prosegue la serie di interviste che indagano su come imprenditori, artisti, e personaggi della cultura vedono la comunicazione attuale, l’impatto sulla società e il suo futuro.

Francesco Pirella, © ARMUS

La settima intervista sulla Comunicazione è dedicata a Francesco Pirella, che si distingue dalle precedenti in quanto rispecchia perfettamente il pensiero, spesso “critico comparativo o, se preferiamo, ‘fuori dagli schemi’, dell’Autore.
Francesco Pirella,  1970. Editore-grafico. 1972. Fonda Help mensile di formazione e servizi dedicati ai ragazzi e famiglie meno abbienti. 1987. Cuba, attività editoriale con i grafici Cubani e nota di Gabriel Garcia Marquez. 1996. Acquasanta, Manifesto dell’Antilibro firmato con Gillo Dorfles, Mario Persico e Edoardo Sanguineti. 2003. Fonda ARMUS-Archivio Museo della Stampa di Genova, primo nucleo dell’Atlante dei Codici del Mondo Reale. 2011. Invito alla biennale di Venezia. Saggi (Marietti). Lavori in Raccolte private e pubbliche (Mainz, Berna, Genova, Subiaco).

 


Cos’è per te la comunicazione ?

Se guardiamo l’Uomo Tipografico attraverso lo specchietto retrovisore di McLuhan  possiamo gettare un imprevedibile ponte sino all’Homo sapiens. La PRESSIONE è la forza con cui la clava lancia l’osso al cielo squarciando le tenebre. La PRESSIONE abbatte la platina sui sapienti, rivoluzionari folletti di piombo, attivandoli.  Quella FORZA, dopo cinque secoli, si fa liquida, zampilla connessioni, nuove relazioni. La comunicazione è VITA.
Bauman sostiene che amore e morte sono la stessa cosa. “Entrambe sono esperibili una volta sola”, ma dalla prima, si “rinascesse oggi di continuo”.

All’invenzione della stampa dobbiamo per definizione la democrazia della comunicazione. Web, internet, social cambiano la comunicazione. È ancora più democratica? Il tuo giudizio è positivo o negativo? Perché?

Gli ascari della profezia ci raccontano che la velocità con cui si consumano le cose è stratosferica, che il terrorismo viene dall’incontrollato spazio globale, che i migranti si spostano in massa trasformandosi da vittime a colpevoli. Oppure che non esistono rapporti durevoli nella ricerca della felicità. La verità è che la solitudine spaventa il cittadino iperconnesso. Restiamo sommersi dai detriti di parole rovesciate sulla nostra esistenza e davvero cominciamo a non reggerne il peso, ecco perché diventeremo umanità cibernetica innestata all’elettronica di potenza.

Nella tua vita professionale quale ruolo ha avuto la comunicazione? E come cambierà nel prossimo futuro?

Grafica editoriale all’inchiostro di china, X soldi (omaggio a Mario Persico), editoria in doppio petto, X soldi.   Ma l’esperienza più stimolante non l’ho fatta X soldi: ANTILIBRO, un progetto di ecologia culturale e un MANIFESTO, con Edoardo Sanguineti, Gillo Dorfles e Mario Persico: era il 5 novembre 1995 e in una antica cartiera di Acquasanta (GE) nasceva il libro in tempo reale; assistette al Battesimo, persino l’indimenticabile don Andrea Gallo. Poi venne il tempo dell’Armus, l’Archivio Museo della Stampa di Genova dedicato alla revisione critica gutenberghiana e alla tipografia sperimentale, e ancora non X soldi.

Nella comunicazione qual è il rapporto tra forma o contenuto? Qual è più importante e perché?

Se l’intuizione più celebrata del filosofo canadese è “Il mezzo è il messaggio”, l’uomo è il contenuto. Quest’uomo non deve essere ‘transfigurato’ dal LIQUIDO baumaniano, ma restare sostanza.

Cosa vedi di positivo nel mondo globale di oggi ? E cosa di negativo?

Non c’è nulla di negativo in questo Pianeta, ci siamo saliti per un nuovo viaggio per confini extraurbani, siamo confusi, ma seguiamo il nostro destino in pieno senno di realizzazione della nostra vita.
Poi, c’è il rovescio della medaglia, c’è sempre stato. Il grande filosofo Marshall McLuhan scrisse le dinamiche della comunicazione e le influenze sulla società. Galassia Gutenberg del 1962 (già!), è l’AUTOPSIA più lucida sul corpo di Gutenberg e la teoria generale dei media.

Secondo te un’azienda che ha sempre lavorato nel campo della stampa su carta, dovrebbe cambiare l’approccio al mercato? Se sì, come? Se non cambia, quale può essere il suo futuro ?

Un esercizio della memoria ci aiuta. Le tecnologie migliorano la nostra esperienza, la nostra conoscenza, le nostre relazioni e la Rete è anche il luogo dove un autore sconosciuto, senza intermediazioni, può vendere MILIONI di copie del suo libro. Restare fermi significa essere romantici. Se restiamo intorno al libro, Tallone, ad esempio, è un editore romantico, lo è ma ha la singolare qualità di essere intelligente testimone antropologico della Tradizione.
È vietato essere IGNORANTI, è vietato essere SUPERFICIALI.

Francesco Pirella – Genova, giugno 2017

Nell’immagine accanto al titolo le ‘icone’ realizzate da Francesco Pirella per le copertine di Graphicus: Loris Jacopo Bononi, Edoardo Sanguineti, Derrick de Kerckhove.

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