La sfera emotiva alla base della comunicazione

Scritto da il 13 settembre 2017 in EDITORIALI, Interviste, MERCATI & AZIENDE - 2 Commenti

Prosegue la serie di interviste che intende indagare su come imprenditori, artisti, e personaggi della cultura vedono il mondo attuale della comunicazione e il suo futuro. Questo mese Katia Tedeschi, Direttore Marketing Gruppo Cordenons.

KatiaTedeschi, marketing manager Cartiera di Cordenons

Cos’è per te la comunicazione?

La comunicazione è alla base delle relazioni umane: sono d’accordo con Zygmunt Bauman che sosteneva che il “fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione”. Questo vale sia per i rapporti personali sia per quelli professionali.  All’invenzione della stampa dobbiamo, per definizione, la democrazia della comunicazione.

Web, internet, social… cambiano la comunicazione. È ancora più democratica? Il tuo giudizio è positivo o negativo? Perché?

L’invenzione della stampa è stata una vera rivoluzione per l’epoca in cui è avvenuta in quanto ha contribuito alla diffusione della cultura e alla divulgazione dell’informazione su larga scala. Da Gutenberg in poi le tecnologie di stampa si sono evolute per gradi, impiegando secoli prima di essere investiti da eventi epocali come l’avvento del computer e poi del web. Questi ultimi hanno accelerato esponenzialmente il processo di cambiamento. La digitalizzazione in pochi anni ci ha esposti a un’evoluzione più rapida di quanto lo sia la capacità dell’uomo di assimilarla. Un fenomeno che ci pone di fronte a uno scenario completamente nuovo.
Quindi non so se definirei più democratica la comunicazione nell’era digitale. Direi che è più massiva, più fluida, più immediata… Il mio giudizio non è in assoluto né positivo né negativo. Non possiamo attribuire ai media la responsabilità di essere buoni o cattivi, tutto dipende dall’uso che se ne fa. Sicuramente il web e ancor di più i social network consentono a chiunque di esprimere idee e opinioni o diffondere notizie senza mediazione e questo richiede da parte del destinatario una capacità critica sempre più evoluta. La mole di dati che scorre sui nostri device ogni giorno ci obbliga a essere molto abili e rapidi nella selezione, altrimenti si rischia di esserne travolti.

Nella tua vita professionale quale ruolo ha avuto la comunicazione? E come cambierà nel prossimo futuro?

Occupandomi di marketing, la comunicazione ha un ruolo fondamentale nella mia vita professionale. In sinergia con il mio team dedico molta attenzione sia alla comunicazione interna all’azienda, sia ai messaggi che rivolgiamo all’esterno per far conoscere i valori legati al nostro brand e ai nostri prodotti. Soprattutto in una realtà come la nostra attiva in tutto il mondo è fondamentale coordinare e mantenere un legame costante con tutte le figure professionali che ne fanno parte. Il successo di una strategia e di un prodotto inizia da come vengono percepiti e di conseguenza trasmessi innanzitutto da chi dovrà proporli ai clienti. Al contempo il mio compito consiste nel coordinare le strategie di comunicazione nei confronti della stampa e dei mercati di riferimento lavorando in un’ottica di multimedialità e multicanalità.
La comunicazione, in quanto strettamente legata alla tecnologia, cambierà nella misura in cui i mezzi che abbiamo a disposizione si evolveranno e – come dicevo – ciò avviene in modo sempre più rapido. Penso però che, nonostante la molteplicità dei media renda più articolata le modalità di comunicazione, i contenuti e le dinamiche che stanno alla base della comunicazione stessa rimangano quelli che da sempre coinvolgono la sfera emotiva dell’individuo.

Nella comunicazione qual è il rapporto tra forma o contenuto? Qual è più importante e perché?

Come nella vita personale il messaggio incisivo è quello che esprime una coerenza tra comunicazione verbale, gesti e comportamenti, allo stesso modo nei progetti di comunicazione professionale forma e contenuto per essere efficaci devono essere in sinergia. Nel mio lavoro sperimento quotidianamente questa relazione: la scelta di una carta, con le sue specifiche finiture che ne determinano le caratteristiche visive e tattili, è fondamentale per conferire personalità e identità a un progetto grafico, a un’immagine coordinata a un packaging rafforzando i contenuti del messaggio che si intende veicolare attraverso questi prodotti stampati.

Cosa vedi di positivo nel mondo globale di oggi? E cosa di negativo?

La globalizzazione di pari passo con la digitalizzazione offre sia opportunità sia contraddizioni. Oggi, chi ha un’idea per un progetto innovativo in qualsiasi ambito, indipendentemente da come l’ha sviluppata e in qualsiasi parte del mondo si trovi, ha la possibilità di farla conoscere senza troppi investimenti e di entrare facilmente in relazione con partner che possono collaborare per concretizzarla, spesso ottenendo in breve tempo un successo planetario. Opportunità di networking e di visibilità che in altri momenti storici non sarebbero state neanche ipotizzabili. Per contro, l’economia globalizzata favorisce l’affermarsi di colossi che accentrano sempre più la diffusione di contenuti e la distribuzione di beni di consumo e servizi, dettando le regole del gioco in ambito macroeconomico e influenzando fortemente lo stile di vita delle persone.

Carte creative effetti

Secondo te un’azienda che ha sempre lavorato nel campo della stampa su carta, dovrebbe cambiare l’approccio al mercato? Se sì, come? Se non cambia, quale può essere il suo futuro?

Qualsiasi azienda per rimanere competitiva deve continuamente evolvere il proprio approccio al mercato in base agli stimoli che provengono dal mercato stesso e in relazione alla propria capacità di interpretare e anticipare le esigenze di clienti e prospect.   In particolare per le realtà che basano il loro core business sullo sviluppo di creative paper innovative, la sfida è ancora più complessa: per primi sono chiamati a dimostrare le potenzialità della carta all’interno di strategie di comunicazione multicanale. Per promuovere una nuova carta ci si può avvalere di diversi media dalla pagina web all’email marketing, dai profili social alla creazione di brochure e campionari, ma anche di collaborazioni con partner eccellenti come brand owner, designer, editori e fornitori di servizi di stampa e nobilitazione. Con il loro contributo si possono realizzare applicazioni reali come shopper, cofanetti, cataloghi, magazine, inviti, creazioni d’arte che permettano ai clienti di toccare con mano le creative paper e di aver immediatamente la percezione della loro efficacia. Una strategia che continuiamo a perfezionare con la stessa passione e desiderio di crescere con cui sviluppiamo nuovi prodotti. Il futuro delle aziende che hanno a che fare con la carta stampata si gioca sulla capacità di rendere questo medium stimolante e interessante per un pubblico sempre più esigente, mettendolo in relazione non in contrapposizione con il mondo digitale. Del resto ha tutte le caratteristiche per reggere il confronto: la carta è interattiva, è touch, è 3D ed è multitasking.

 

2 Commenti on "La sfera emotiva alla base della comunicazione"

  1. Kavita Devi Height 18 settembre 2017 alle 22:43 · Rispondi

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