Industria 4.0 c’è ancora tempo

Scritto da il 31 gennaio 2018 in EDITORIALI, Gestione, MERCATI & AZIENDE - Nessun commento

Il piano nazionale Industria 4.0 è stato prorogato con la legge di bilancio 2018, offrendo così la possibilità a molte più aziende di utilizzare le risorse disponibili.

Cogliamo l’occasione del rinnovo dell’iperammortamento per il 2018 per dare alcune indicazioni utili agli imprenditori del settore grafico, cartotecnico di inserirsi nel piano nazionale di Industria 4.0.
Le note che seguono sono tratte la una relazione tenuta lo scorso mese di ottobre da Fausto Ceolini, ingegnere che vanta una lunga esperienza nel settore specifico, Consulente Direzionale e Temporary Manager, specialista in Industria 4.0.

Industria 4.0 e settore grafico

Oggetto di “Industria 4.0” è l’integrazione tra il processo produttivo industriale e le più evolute tecniche di informazione e comunicazione digitale.

Fausto Ceolini spiega a un gruppo di imprenditori grafici i concetti per ottenere i finanziamenti Industria 4.0

Industria 4.0 promuove l’avvento di una “quarta rivoluzione industriale”, mentre i suoi obiettivi coincidono con quelli dell’industria “classica”: incremento della qualità, ottimizzazione di costi, tempi e risorse del lavoro, flessibilità, mutabilità, stabilità.
Nell’industria grafica, Industria 4.0 implica la trasformazione digitale dell’impresa ossia passare da linee, anche ottimizzate ma isolate, a linee che lavorano assieme, in un flusso di produzione totalmente integrato e automatizzato (macchine intelligenti, interconnesse e collegate a internet): quindi, in sintesi, l’integrazione delle macchine di diversi fornitori all’interno di un unico flusso di lavoro.
Industria 4.0 vuole evitare l’utilizzo dei dati cartacei della commessa con reinserimento dei dati ripetuto su diversi sistemi, ma promuove invece  la gestione informatica della produzione tramite un MES (Manufacturing Execution System).

Tecnologie abilitanti

Le tecnologie abilitanti sono: robot collaborativi interconnessi; stampanti in 3d connesse al software dei processi produttivi (additive manufacturing); realtà aumentata a supporto del processo produtivo (Augmented Reality); simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi (Simulation); integrazione delle informazioni lungo la catena dei valori dal fornitore al consumatore (Horizontal-Vertical Integration); comunicazione multidirezionale tra processi produttivi e prodotti (Industrial internet); gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti (Cloud); sicurezza durante le operazioni in rete su sistemi aperti (Cyberesecurity); analisi di un’ampia base dati per ottimizzare prodotti e processi produttivi (Big Data e Analytics).

Benefici

Vediamo ora quali sono i benefici di Industria 4.0.
Flessibilità: una maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala.
Velocità: maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie attraverso tecnologie innovative.
Produttività: maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione degli errori e fermi macchina.
Qualità: migliore qualità e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale.

Iper-ammortamento

L’agevolazione per fruire dell’iper-ammortamento (agevolazione del 250%) è previsto solo per i beni nuovi “interconnessi”.
Quindi per l’accesso al beneficio dell’iper-ammortamento, previsto dalla legge di Bilancio 2017 e riconfermato con lo stesso valore dalla legge di Bilancio 2018, non basta che il macchinario rientri all’interno dei beni elencati dalla normativa, ma deve integrarsi col sistema informatico – logistico di fabbrica dell’azienda. Questo requisito, per molte PMI, significa dover rivedere profondamente il sistema informativo interno, altrimenti scatta l’impossibilità di accedere al nuovo strumento.
Le regole per usufruire dell’agevolazione del 250% non sono di semplice applicazione, come avviene, invece, per il super-ammortamento (agevolazione del 140% nel 2017 e 130% nel 2018).
Vediamole:
Per ciascun bene di costo unitario superiore ai 500.000 euro serve una perizia tecnica giurata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto al rispettivo albo professionale o da un ente di certificazione accreditato.
Nel caso di investimenti inferiori ai 500.000 € serve una dichiarazione del legale rappresentante assieme all’analisi tecnica.
È fondamentale fare emergere all’amministrazione finanziaria e agli organi di controllo che i beni che vengono ammortizzati con l’iper ammortamento al 250% hanno tutte le caratteristiche tecniche per essere inclusi negli Allegati A e sono interconnessi al sistema aziendale, di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In pratica il bene deve entrare attivamente nella catena del valore dell’impresa.
In entrambi i casi dovrà essere prodotta una relazione tecnica firmata dagli stessi soggetti di cui sopra (legale rappresentante o ingegnere/perito industriale). È prevista la possibilità di perizia anche per beni inferiori ai 500.000 €.

Beni ammissibili

Quali sono i beni ammissibili all’agevolazione?
La normativa specifica che l’iperammortamento è destinato a beni strumentali nuovi il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti (un apposito allegato A elenca le 12 tipologie di macchinari che possono godere del 250% di ammortamento).
Nel caso specifico dell’industria grafica, ad esempio, le macchine da stampa rientrano al punto 9 dell’allegato A: macchine e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici.

Requisiti obbligatori e aggiuntivi

Per accedere all’iperammortamento, il bene nuovo , oltre a essere previsto in una delle 12 voci dell’allegato A deve soddisfare a cinque requisiti obbligatori e a due su tre aggiuntivi.

I cinque requisiti obbligatori sono:
Controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller).
Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program.
Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo.
Interfaccia uomo macchina semplici e intuitive.
Rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
I due requisiti su tre da soddisfare sono:
Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto.
Monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo.
Caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).
I criteri obbligatori due e tre dipendono non solo dalla macchina, che deve essere predisposta per soddisfare i requisiti, ma anche dal grado di digitalizzazione e integrazione informatico-logistica dell’azienda.
Questa è la ragione per cui nessun produttore di macchine può certificare che il suo bene è sicuramente Iperammortizzabile.

Per maggiori informazioni: Fausto Ceolini f.ceolini@alice.it

Lascia un commento