Luci e ombre del settore grafico-cartotecnico

Scritto da il 27 ottobre 2009 in EDITORIALI - Nessun commento

Tre giornate, un convegno, turismo e, nonostante tutto, tanta allegria hanno contrassegnato la 10ª Due Giorni dell’Unione Industriali Grafici e Cartotecnici di Milano e provincia.

Ci sarà molto da scrivere su queste intense giornate, ma vogliamo, come editoriale, commentare alcuni aspetti che sono emersi dall’incontro.

Perché luci e ombre? Luci soprattutto dal mondo dei giovani, ma non solo, dalla voglia di fare, e dal confronto aperto con i fornitori che sono stati anche sponsor dell’evento. Le ombre non possono mancare in un periodo in cui, al di là della crisi, pochi sanno come sarà il mercato, ma anche il mondo, nel dopo-crisi; sappiamo solo che non sarà più quello di prima. Difficile quindi essere in grado di prevedere cosa ci aspetta nei prossimi mesi e anni e più difficile è sapere quali misure adottare per essere pronti ad affrontare il radicale cambiamento che incombe.

Qualcuno ha chiesto “come sarà la mia azienda fra cinque anni?”  Sarebbe sufficiente rispondere per un periodo di tre anni, e in realtà qualche risposta si può azzardare.

Il professor Alessandro Nova, trattando il tema “Come recuperare produttività e competitività” (di cui riporteremo a breve una sintesi) ha elencato gli strumenti, tra i quali il business plan. Ora, pochi lo fanno, ma soprattutto pochi lo sanno fare. Ecco già un punto di partenza: fare una seria programmazione triennale ma con revisioni almeno annuali. Ma ci sono degli ostacoli: ammesso che l’imprenditore medio (per non dire piccolo) sappia fare un business plan corretto ed efficace, molto spesso si rifugia dietro a un “non ho tempo perché devo far fronte agli impegni contingenti quotidiani“.

Ed è vero. è stato interessante anche ascoltare scambi di opinioni dietro le quinte: stampatori e cartotecnici sono assillati da richieste di commesse sempre più urgenti, con problemi che si ripercuotono sui fornitori di prodotti, e di carta in particolare. Problemi che impongono di rivedere l’organizzazione interna e la logistica. Abbiamo potuto constatare quanto alcuni medi e piccoli imprenditori siano attenti alle esigenze nei confronti del cliente: ad esempio le problematiche relative agli imballaggi per alimenti. Questa è una ‘luce’ che evidenzia la serietà con cui alcune aziende non grandi affrontano il mercato e per i quali i fornitori sono dei consulenti affidabili. Ma purtroppo questo impegno, necessario e sacrosanto, distoglie da altri non meno importanti impegni di organizzazione e formazione.

Quindi, se non c’è il tempo bisogna trovarlo. Magari delegando.

Queste, e altre, le ‘ombre’. Se i dati del prof  Nova non sono incoraggianti, tuttavia qualcosa di interessante, e di positivo, è emerso: ci sono aziende che pur risentendo della lunga crisi in atto, non vanno male, perché le aziende ben strutturate che vanno bene, superano meglio anche i momenti difficili. Ora il però è il momento per passare a un livello più elevato adottando quelle strategie atte a dare all’azienda maggiore flessibilità, maggiore presenza sui mercati, maggiore razionalizzazione delle strutture.

Se anche in periodi di crisi ci sono aziende che non vanno male, significa che esistono dei modelli che funzionano. Ma attenzione: imitare il modello che va bene a un’altra azienda non è produttivo, anzi è pericoloso. Occorre invece studiare il modello che meglio si adatta alle capacità, alla struttura tecnica e commerciale e alla realtà delle singole aziende.

Un cenno meritano i giovani da cui vengono altre ‘luci’: ad esempio da quei giovani di seconda (o terza o quarta generazione) che si sono mostrati propositivi; giovani che si sono formati all’esterno dall’azienda di famiglia cui hanno apportato aria nuova e diversa, la cui esperienza permette di osservare con occhi disincantati la realtà aziendale. Giovani che sappiano staccarsi dalla certezze dei padri (i quali beninteso non hanno fatto errori, ma hanno maggiori difficoltà ad accettare il cambiamento). Perché in tempi radicalmente diversi occorre una mentalità nuova, disincantata e critica.

Lascia un commento