L’informazione è, per definizione, acquisizione di energia: maggiore e più ordinata è l’informazione, maggiore è l’energia disponibile. Questo in ogni attività, non solo nella fisica e nella chimica.
Anche nelle aziende? Certamente sì.
Nella nostra lunga militanza a contatto con l’industria, e quella grafica e cartotecnica in particolare negli ultimi vent’anni, abbiamo potuto osservare come l’informazione essenziale per progredire, a volte, o assai sovente, manchi e purtroppo non da poco tempo: si potrebbe anzi dire che sia stato quasi un modus operandi, certamente non positivo, per molte aziende. O, quanto meno, dòmini una informazione di scarsa attendibilità, e quindi piena di entropia, ‘disordinata’.
Alcuni imprenditori cui abbiamo fatto presente questo fatto, anche in tempi non sospetti, ci hanno detto che mancava, e manca, loro il tempo. Purtroppo una risposta del genere avremmo preferito e preferiremmo non sentirla. Il tempo manca, dove manca l’organizzazione. Il fatto reale è che la stampa commerciale langue, a parte alcune aziende molto dinamiche che, con idee e proposte innovative, tengono attivo un mercato altrimenti disastroso. E così si conferma che mentre i dinosauri continuano a sparire, i piccoli mammiferi evolvono e crescono (per chi non l’avesse letto, rimandiamo all’editoriale di dicembre).
Ma cosa deve fare un’azienda di stampa che fatica a tenere il passo? Molti cercano di voltare pagina e diversificare, ma non con la minestra riscaldata. Occorre rinascere, ma rinascere diversi, attualizzati. Molti stampatori oggi sono vittima della loro foga degli anni passati, quando le cose andavano bene, di investire con il solo scopo di accrescere la produzione puntando su “maggiori guadagni’”(o semplicemente ‘fatturato’?), senza saper guardare un po’ più lontano, correndo a occhi chiusi, e fidandosi solo delle ‘informazioni’ che ricevevano dai venditori. Oggi questi ultimi soffrono anche di più perché hanno ‘già dato’, hanno venduto il vendibile (e anche il non vendibile) raschiando il barile. E senza una corretta informazione non c’è progresso.
Forse a qualcuno questo discorso non piacerà: ma come giornalisti abbiamo il dovere di parlare chiaro. E lo facciamo.
Marco F. Picasso
* Il termine entropia fu coniato da Rudolf Clausius nel 1865 dal greco en e tropé che significa ‘trasformazione di energia’.





















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