Cala l’informazione cresce il disordine

Scritto da il 4 febbraio 2010 in EDITORIALI - Nessun commento
Cala l'informazione
Secondo le moderne teorie cosmologiche, all’inizio (al momento del famoso Big Bang o prima) l’Universo era solo Informazione. Come un filmato presente nei DVD in cui tutte le sequenze di immagini e di dialoghi esistono, ma sono latenti e quindi sotto forma di informazione pura, così tutto quanto oggi vediamo e, soprattutto, non vediamo dell’Universo che ci circonda, esiste grazie a un perfetto ordine di informazioni. Dopo il Big Bang è cominciata l’espansione, che ha portato alla formazione di nebulose, galassie, stelle e pianeti.
Ma nel contempo il disordine (in fisica si chiama entropia *) è cresciuto. E continua a crescere, tanto che si prevede che l’Universo abbia fine quando si raggiungerà un livello estremo di entropia, cioè di disordine, di caos. E quindi, quando ci sarà mancanza di informazione. Questo detto in parole povere, ovviamente.
L’informazione è, per definizione, acquisizione di energia: maggiore e più ordinata è l’informazione, maggiore è l’energia disponibile. Questo in ogni attività, non solo nella fisica e nella chimica.

Anche nelle aziende? Certamente sì.

Nella nostra lunga militanza a contatto con l’industria, e quella grafica e cartotecnica in particolare negli ultimi vent’anni, abbiamo potuto osservare come l’informazione essenziale per progredire, a volte, o assai sovente, manchi e purtroppo non da poco tempo: si potrebbe anzi dire che sia stato quasi un modus operandi, certamente non positivo, per molte aziende. O, quanto meno, dòmini una informazione di scarsa attendibilità, e quindi piena di entropia, ‘disordinata’.

Alcuni imprenditori cui abbiamo fatto presente questo fatto, anche in tempi non sospetti, ci hanno detto che mancava, e manca, loro il tempo. Purtroppo una risposta del genere avremmo preferito e preferiremmo non sentirla. Il tempo manca, dove manca l’organizzazione. Il fatto reale è che la stampa commerciale langue, a parte alcune aziende molto dinamiche che, con idee e proposte innovative, tengono attivo un mercato altrimenti disastroso. E così si conferma che mentre i dinosauri continuano a sparire, i piccoli mammiferi evolvono e crescono (per chi non l’avesse letto, rimandiamo all’editoriale di dicembre).

Ma cosa deve fare un’azienda di stampa che fatica a tenere il passo? Molti cercano di voltare pagina e diversificare, ma non con la minestra riscaldata. Occorre rinascere, ma rinascere diversi, attualizzati. Molti stampatori oggi sono vittima della loro foga degli anni passati, quando le cose andavano bene, di investire con il solo scopo di accrescere la produzione puntando su “maggiori guadagni'”(o semplicemente ‘fatturato’?), senza saper guardare un po’ più lontano, correndo a occhi chiusi, e fidandosi solo delle ‘informazioni’ che ricevevano dai venditori. Oggi questi ultimi soffrono anche di più perché hanno ‘già dato’, hanno venduto il vendibile (e anche il non vendibile) raschiando il barile. E senza una corretta informazione non c’è progresso.

È vero, manca il tempo: il tempo, infatti, fugge e le tecnologie in cui avete investito accelerano la vostra fine perché la macchina non vi cambia la vita. Questa la cambia l’intelligenza, la capacità di guardare lontano, di investire in informazione e formazione. Occorre puntare molto di più, a nostro avviso, sul fattore umano, che riteniamo sia alla base della vita e che più delle macchine possa consentire di affrontare e cercare di risolvere i problemi che affliggono il comparto e non solo quello.

Forse a qualcuno questo discorso non piacerà: ma come giornalisti abbiamo il dovere di parlare chiaro. E lo facciamo.

Marco F. Picasso

* Il termine entropia fu coniato da Rudolf Clausius nel 1865 dal greco en e tropé che significa ‘trasformazione di energia’.

Lascia un commento