Chi ha paura del lupo cattivo?

Scritto da il 26 ottobre 2010 in EDITORIALI - Nessun commento

Fare seriamente il mestiere del giornalista è pericoloso. Non solo alla televisione nazionale, ma persino, sembra, sulle riviste tecniche di settore. Certamente accade nel nostro settore. È capitato a chi scrive che ha un’esperienza ultraventennale nel comparto e ben più lunga nel giornalismo tecnico. Perché?

Partiamo da un caso specifico di questi giorni. Una grande azienda europea che fabbrica macchine da stampa offset invita, in esclusiva, una seria rivista italiana per documentare una novità in linea su macchine a foglio. La rivista propone a chi scrive, sulla base delle sue specifiche conoscenze, di andare alla presentazione, alla presenza di clienti, e di riferire con un articolo riportando anche i pareri degli stampatori presenti.

A due giorni dalla partenza, con i biglietti aerei e hotel prenotati, arriva il contrordine: c’è chi nell’azienda italiana che li rappresenta, non gradisce il giornalista in questione. Tutto viene annullato.

C’è in effetti un precedente che risale ad alcuni anni addietro: stessa società, stesso giornalista (altra testata): alla presentazione di una macchina a foglio per la stampa di cartoncino, faceva notare che, purtroppo, forse per una presentazione prematura, i risultati di stampa non erano soddisfacenti e le prove venivano eseguite su carta, mentre, quel demonio di giornalista si accorgeva e, ahilui, documentava, che il cartoncino stampato si trovava in un cassonetto. Dopo una romanzina, ma nulla di più perché in fondo era stata detta solo la verità, che secondo i venditori “è meglio non diffondere“, sembrava che i rapporti tra azienda e giornalista fossero normali, tanto che le occasioni per recarsi presso la Casa Madre si sono ripetute più volte.

Ora la svolta: o meglio la censura che scatta puntuale perché c’è qualcosa di nuovo da vedere e da documentare. Vuoi vedere che quel demonio va a scovare un altro inghippo? E allora fermi tutti, diffonderemo il comunicato stampa, redatto da noi e i clienti verranno a conoscenza della novità così come la vogliamo noi.

A quanto pare non ci sono solo certi telegiornali e certi quotidiani che diffondono la verità che fa comodo. Ora tocca anche alle testate tecniche. Non c’è proprio più limite all’arroganza.

Marco Picasso

Lascia un commento