La carta vincente? Organizzarsi

Scritto da il 18 ottobre 2011 in EDITORIALI - 1 Commento
La carta vincente è l'organizzazione

Che la stampa stia prendendo una brutta piega, è ormai cosa nota e da molti condivisa.

Ma in questo caso non vogliamo parlare di crisi e di aziende che chiudono. Vogliamo parlare di professionalità, riportando un fatto che abbiamo sperimentato poco tempo fa e commentarlo.

Un amico, presidente di una associazione dilettantistica, aveva bisogno di far stampare dei volantini e dei pieghevoli: 1000 pieghevoli a tre ante, semplici in formato A4 e a quattro colori, ma su carta abbastanza leggera da poterli inviare in busta senza superare il peso per la tariffa minima postale. Altri, sempre in carta non pesante, per un secondo evento, ma in sole 200 copie.

Lo scorso anno, dopo aver girato tutte le tipografie della zona, una cittadina di 20.000 abitanti con tre o quattro stampatori, ma a soli 25 km da una città di 700.000 abitanti, e dopo aver ricevuto vari preventivi, aveva provato a farli stampare via internet.  Aveva speso un po’ meno dei preventivi ricevuti, ma non era completamente soddisfatto della qualità e dei tempi di consegna. C’erano poi degli errori di abbondanze, perché il layout e il relativo PDF erano stati preparati da una persona di buona volontà, ma senza conoscenze specifiche del mondo della stampa.

Un caso banale e normale, che si verifica quotidianamente, ovunque e ripetutamente.

Quest’anno doveva far stampare lo stesso tipo di pieghevoli e di volantini, ma sapendo delle nostre conoscenze nel settore della stampa ci ha chiesto aiuto. Andiamo insieme a trovare uno stampatore digitale della zona e chiediamo un preventivo. Costui, dopo aver vantato le sue capacità e mostrato diversi lavori, propone un preventivo assolutamente fuori mercato. Gli si fa presente che non siamo digiuni di cose di stampa. Prospettandogli l’idea della stampa via internet, ci mette in guardia contro tutte le difficoltà che sorgono con questo mezzo, “che è assolutamente inaffidabile”.

Conoscendo però uno stampatore che lavora in internet e che è ormai assai noto in tutta Italia e all’estero, suggeriamo di provare con questo, di cui sappiamo che stampa in digitale o in offset a seconda della reale convenienza (per il cliente e, quindi, per lui).

Prepariamo il preventivo via internet in pochi minuti, scegliendo carta, grammatura e finitura, ma per maggior sicurezza telefoniamo per sapere se possiamo essere informati in caso il PDF mostri qualche incongruenza. Sì, è possibile, pur di far riferimento all’operatore con cui si è parlato. Un fatto positivo, ci pare.

Decidiamo quindi di procedere all’ordine dei pieghevoli in 1000 copie, mentre decidiamo di affidare allo stampatore locale i 200 volantini in quanto ci era sembrato opportuno tenercelo buono, non si sa mai.

Risultato.

Una volta consegnati i PDF – via e-mail in entrambi i casi e contemporaneamente – dallo stampatore via internet riceviamo i dati precisi sul costo, compresa la spedizione e la consegna a domicilio (che tra l’altro si trova in una località molto suggestiva, ma un po’ fuori mano) e, soprattutto sul giorno di consegna: “il prossimo mercoledì entro le ore 13”, ci assicurano.

La sera del martedì, l’amico, prudente e un po’ sospettoso, cerca su internet se trova notizie del suo lavoro e, per lui sorprendentemente, viene a sapere che è stato stampato e consegnato al corriere (siamo a circa 600 km di distanza); ci telefona per darci la buona novella, ma sempre sospettoso perché il sito del corriere non dà alcuna notizia del suo pacco.

La mattina successiva ci richiama alle 8,30 per dirci che il sito del corriere informa che il pacco si trova nel deposito della città capoluogo di provincia dove è giunto alle 5,30 e che sarà consegnato entro le 12. Alle 11,30 il pacco viene consegnato a domicilio con pagamento contrassegno dopo aver verificato la correttezza del lavoro e regolare fattura.

Nel frattempo doveva essere consegnato anche l’altro lavoro: quello dei 200 volantini. Telefoniamo allo stampatore locale il quale dice testualmente: “Lo stiamo tagliando, potete ritirarlo oggi alle 15“. Ogni commento è superfluo visto che stiamo parlando a stampatori.

Parlandone con colleghi veniamo a sapere che un’agenzia aveva fatto stampare allo stesso fornitore internet degli espositori per vetrina, ma si era detto poco soddisfatto. Si trattava di un lavoro in patinata lucida plastificata accoppiata cartone microonda media, e l’agenzia lamentava che “le cannette del cartone si vedono in fronte e retro del crowner“. Ma la domanda è: se le specifiche richieste nel preventivo erano quelle di spessore così elevato, è naturale che abbiano inserito il cartone microonda. Ma allora il committente (un’agenzia non una associazione dilettantistica) se qualche sospetto l’aveva perché non chiamare? Perché, secondo noi, a volte ci ingolosisce molto di più il prezzo che l’effettiva voglia di confrontarsi con chi ci può sostenere e consigliare. Salvo poi lamentarsi.

Qual è la morale? A nostro modesto parere la carta vincente è l’organizzazione. Lo stampatore via internet, quello specifico stampatore, quanto meno, e non i numerosi procacciatori di stampati ormai molto diffusi, ha dimostrato serietà e organizzazione perfetta. A parte la semplicità con cui chiunque, anche non esperto, è in grado di prepararsi un preventivo e di passare un ordine (per lavori complessi è meglio farsi assistere da chi conosce tutti i retroscena della stampa). Se poi non è in grado di preparare il file e relativo PDF c’è la possibilità di affidarlo al loro ufficio tecnico (chiaro che il prezzo cambia). Inoltre, apprezziamo l’estrema precisione nel gestire un ordine, anche molto modesto, mettendo tutti i clienti sullo stesso piano. Purtroppo invece il piccolo stampatore tradizionale (e peggio l’improvvisato stampatore digitale) prepara un preventivo approssimativo su un foglio di carta che “se la va la va”, e se è in ritardo inventa le scuse più assurde. E se non bastasse, sbaglia anche tipo di carta: sì. Perché, per fare bella figura, anziché fare il lavoro come richiesto su carta 115 grammi, lo fa su un 130 grammi, perché così il cliente sarà più contento: No! Perché così supera il peso e cambia la tariffa postale. Ma lui quella carta l’aveva in casa.

1 Commento on "La carta vincente? Organizzarsi"

  1. Pharme978 3 dicembre 2011 alle 09:11 · Rispondi

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