Legge di Moore: quando la sovraccapacità uccide

Scritto da il 13 novembre 2012 in EDITORIALI - 1 Commento

L’innovazione sempre più rapida (Legge di Moore*) porta a ridurre il ciclo di vita dei prodotti e il loro valore relativo. Questo accade in tutti i settori della vita quotidiana, della produzione e, ovviamente, della comunicazione stampata.

di Sabine A Slaughter **

Vi voglio raccontare una storia.
Molto tempo fa, macchine e attrezzature per la stampa erano molto simili, praticamente le stesse e la differenza la faceva l’abilità e l’esperienza dell’operatore.  Così le aziende potevano differenziarsi e offrire ai clienti prodotti specifici; i migliori avevano successo. C’era quindi una ricerca per accaparrarsi il miglior operatore. La concorrenza faceva crescere le aziende. I migliori furono in grado di investire prima degli altri quando macchine e attrezzature cominciarono a diversificarsi e a essere più tecnologiche.

Diagramma della Legge di Moore

Di conseguenza, anche i produttori di macchine da stampa erano incentivati a incrementare le prestazioni e dare ai propri clienti la possibilità di offrire prodotti sempre migliori e con tempi inferiori.
Poi è arrivata l’era elettronica e poi digitale: l’arte della stampa fu sostituita, in gran parte, dalle tecnologie avanzate a bordo macchina. Ma queste nuove macchine erano costose e solo i più forti e più coraggiosi investivano nelle novità. E quando alle macchine analogiche con dispositivi di comando e regolazione digitali si sono affiancate le vere macchine di stampa digitale, pochi stampatori analogici osarono investire in queste novità. La maggior parte di loro non ci credeva.
Ma intanto quasi tutti gli stampatori dovettero adeguarsi e acquistare macchine moderne per restare sul mercato. Ne seguì una sovraccapacità che danneggiò non pochi stampatori (naturalmente i più deboli).
Poi la sovraccapacità raggiunse anche i produttori di macchine da stampa analogiche.
Ormai con le macchine sofisticate con le quali “basta premere un bottone” e molti di quei prodotti a valore aggiunto che erano prerogativa dei più preparati e attrezzati, furono quindi disponibili per tutti. Per cui il vantaggio della specializzazione fu sempre più esiguo. Le differenze tra prodotti stampati ad arte le vedevano solo i veri esperti, raramente il cliente medio, quindi la maggioranza dei clienti.

Legge darwiniana

Ma allora abbiamo raggiunto il punto che ‘molto è troppo’? Forse non ancora perché l’abilità e la specializzazione sono tuttora valide su molti prodotti, ma per i grandi numeri del mercato le differenze non si notano più. E quindi è il prezzo che fa la differenza. Ma questo indebolisce tutti.
Secondo la legge darwiniana, il più forte e flessibile, è colui che prima e meglio si adatta ai cambiamenti, sopravvive ed evolve. Il più debole, e colui che è in ritardo, soccombe. È un fatto che constatiamo ogni giorno.
La Legge di Moore si riferiva, in origine, ai processori, ma può oggi estendersi a ogni tipo di industria, e non solo a quella della stampa. Ogni tipo di industria, e di attività, deve adattarsi al cambiamento e alle nuove esigenze del mercato e dell’ambiente. Occorre cambiare la propria programmazione sempre più rapidamente. Ma allora, cosa c’è di nuovo? In realtà nulla, ma molto nei dettagli.
  I produttori presentano innovazioni  sempre più rapidamente, proprio come dice la Legge di Moore.
Questo è vero in particolare nel mondo dei computer, ma quale macchina oggi non è computerizzata?
Gli stessi mercati produttivi, fino a pochi anni fa ristretti a pochi fornitori, oggi sono disponibili per una quantità di industrie che sfruttano la ricerca dei grandi. I quali a loro volta devono fare della R&S la loro arma per restare sul mercato. Ma la ricerca costa e richiede specialisti. Quindi può progredire solo l’industria manifatturiera che ha i mezzi e le capacità sufficienti. Ci sarà − ed è già in atto − una nuova selezione darwiniana.

Cambiano gli eventi

Cambiamo pure il termine ‘macchina’ con ‘evento’. Ciò che cambia rapidamente sono gli eventi, le situazioni. Adattarsi significa quindi anche cambiare mentalità. Cambiare i propri paradigmi. Volenti o nolenti.
E allora chi avrà successo? Gli stessi clienti (i consumatori) cambiano paradigmi ed esigenze. Comprendere prima degli altri queste nuove esigenze − a volte è lo stesso fornitore che dovrebbe essere in grado di far capire, onestamente, al cliente spaesato, quali possono essere le soluzioni migliori per lui.
Nella vita tutto dipende da qualcosa e tutto appartiene a ogni cosa. Del resto è pur vero che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. E senza azione non c’è reazione.
La capacità di comprendere, e meglio prevedere, i cambiamenti in atto, la capacità di adattarvisi e trovare le soluzioni giuste al momento giusto, e non un attimo dopo o, peggio, dopo il concorrente – il web-to-print insegna – diventa quindi, e inderogabilmente, il passo obbligatorio per chi non vuole soccombere.

* Legge di Moore: da Gordon Moore co-fondatore di Intel che nel 1965 ipotizzò, ed ebbe ragione, che le prestazioni dei microprocessori sarebbero raddoppiate ogni 18 mesi circa.

** Sabine A Slaughter, gornalista, co-fondatrice di Global Print Monitor, rivista online in sette lingue, di cui MetaPrintArt è partner.

 

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