Di bene in meglio… o di male in peggio?

Dopo l’editoriale della scorsa settimana “Oltre il danno la beffa” non possiamo fare a meno di proporre anche il blog di oggi del nostro esperto.

di Vittorio E. Malvezzi

Vittorio E. Malvezzi

Vittorio E. Malvezzi

Ergo tutto a posto, dicevamo con ironia settimana scorsa. Invece no, di bene in meglio. Siamo ancora in ballo col problemino dei debiti della pubblica amministrazione, quelli che non si sa quanti siano, né come né quando verranno rimborsati, ma tutti ne chiaccherano come fosse una partita di finale dei mondiali. Adesso vengono definiti “non quantificabili” e questa nonchalance mi ha fatto impazzire per un paio di giorni.
Mi rendo conto che questa pubblica ammissione, un outing di carattere economico finanziario, rischi di confermarti il sospetto che io sia un perdigiorno. Il fatto è che avrei voluto contar su a sti pubblici sedicenti amministratori, che da qualche giorno c’è in giro una doppietta: PC e Foglio Elettronico. Sono abbastanza semplici da usare e in un attimo ti tiran giù un sacco di numeri. Li chiamano infatti anche Number Cruncher. Detto fatto pensavo io che nonostante i miei atteggiamenti da scettico blu, mi fan su d’un facile che neanche un agnellino. In realtà che cosa ti ho scoperto? “Si tratta di debiti fuori bilancio, spese che le Pubbliche amministrazioni non registrano, fatture di fornitori che non compaiono tra le voci di spesa e che, quindi, sono sempre più difficili da valutare per il Tesoro.” Hai capito ? non mi interessa quale sia la motivazione, evitare di sforare il budget, nascondere maliziosamente le spese … vedi tu. Ma tu pensa se si fosse trattato di una amministrazione privata, una ditta diciamo, magari una di quelle Partite Iva che spesso si devono aprire per la disperazione e per poter continuare a portare a casa un mezzo stipendio. Una di quelle posizioni a rischio, su cui si appuntano gli occhi dell’Agenzia delle Entrate per ragioni più o meno giustificabili. Sarebbe venuto giù un putiferio con arresti e accuse, direi qui fondate, di falso in bilancio, o incorretta tenuta delle scritture contabili con l’invalidazione di tutto il valore probatorio di una contabilità sistematica. In questo caso poi ci sarebbe anche l’aggravante del falso in atto pubblico.  Mi fermo qui ma son sicuro che qualche amico più ferrato di me in materia legale potrebbe allungare la lista.

La conclusione, e come vedi mi sfogo con te per evitare di sfogarmi in modo più rumoroso, è che una volta ancora siamo di fronte a una “non responsabilità” da parte di chi si sia reso responsabile di questa azione. Purtroppo nel nostro dannato paese esistono ancora delle sacche di terra di nessuno, dove degli impuniti scorazzano a loro piacimento e dei danni prodotti rispondiamo tu ed io. Qualche innamorato del sistema democratico ha sostenuto che ogni paese ha la classe dirigente che si merita e che ha scelto. Può esserci del vero, ma io mi ricordo di un detto popolare citato da un amico nato un po’ più a Sud della Madonnina. Tradotto suona così: il pesce puzza dalla testa.
L’analisi finaziaria della settimana prosegue qui su SoldiOnline.

 

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