Supereremo la crisi? Ma come, a forza di errori?

Scritto da il 4 maggio 2013 in EDITORIALI - 5 Commenti

Il blog del nostro esperto economico-finanziario di questa settimana s’intitola “Cambiare il contratto sociale” e punta sull’illusione che lo stato possa (o voglia) fare qualcosa per noi. O che guarda, in questi ultimi giorni, la Borsa che continua a salire, ma “continuo a trovarmi tasche vuote e tasse da pagare”.

Nel suo blog, che suggeriamo di leggere per intero, l’esperto passa poi a cose più serie (si fa per dire) occupandosi di finanza intenazionale, e statunitense in particolare, riferisce che “non importa che cosa dicano i rapporti – la FED continua a comprare lasciando un falso senso di sicurezza”. denaro

Personalmente, non sono affato un esperto di economia e quindi mi pongo delle domande. Ma so che se le pongono anche tante altre persone che lavorano, che cercano di tirare avanti con le proprie forze e capacità, diciamo “facendo impresa”.
E si chiedono: ma se tutti i veri esperti di economia, nei vari dibattiti sono lucidi nel comprendere quali sono le emergenze del Paese, ma soprattutto, hanno anche le risposte.
Ora, a quanto vediamo ogni giorno in quello che il nostro esperto chiama, guardandolo con frustrazione, e con grande realismo “il circo Montecitorio”, pare che queste ‘ovvie’ soluzioni non riescano a vederle.
Il dubbio che sorge spontaneo è quindi questo: ma qual è il livello di capacità comprensiva e intellettiva di chi ci governa e ci vuole governare a tutti i costi? Possibile che siano persone preparate e intelligenti, ma che una volta varcata qualla soglia non capiscano più nulla? Non è che in quegli ambienti ci siano particolari batteri che si mangiano neuronie e sinapsi?
Qualcuno riesce a darmi una risposta?

5 Commenti on "Supereremo la crisi? Ma come, a forza di errori?"

  1. Vittorio E 5 maggio 2013 alle 09:03 · Rispondi

    Caro Editore, non ti preoccupare per le risposte. Socrate diceva che l’importante sono le domande … però una risposta ce la stanno dando dal Circo Montecitorio predicano moderazione, senso di cautela, economia… e poi ho provato a fare i conti. Stiamo superando le 50 persone per i1 governicchio… e noi paghiamo…

    • Marco F. Picasso 5 maggio 2013 alle 10:14 · Rispondi

      La loro scusa è che non pagano stipendi aggiuntivi a quanti già sono parlamentari (verificheremo perché ci saranno pure dei gettoni di presenza). Ma il solo fatto che il Ministero dei Beni Culturali abbia ben 19mila dipendenti (1000 saranno sicuramente utili), ci fa capire perché non ci siano soldi per ‘fare’, per valorizzare e salvaguardare il nostro Patrimonio Culturale e Ambientale.

  2. Vittorio E 5 maggio 2013 alle 15:33 · Rispondi

    Un ulteriore commento un po’ più mirato.
    Purtroppo tutti i più acuti osservatori e critici (ce ne sono stati tanti e degni di attenzione) parlano specificatamente della cosiddetta Casta. Cioè l’insieme della classe politica che ci governa, o tenta di farcelo credere o comunque è pagata per farlo.
    Il guaio grosso è che di caste, o almeno di gruppi con coacervi di interessi comuni da difendere, sono almeno 2: la Casta Politica, quella di cui abbiamo appena parlato, e la Casta amministrativa. Quella che chiamerei tecnicamente come “Struttura”. E questi in effetti sono ancora più strutturati e organizzati per difendere i propri interessi, anche col non collaborare con la Casta politica. Questa allora si trova veramente nei guai: tu prova a pensare di cercare di mandare avanti la fabbrichetta con impiegati e operai che remano contro, magari facendo sciopero bianco e ostruzionismo.
    Io ho provato a vederlo a diversi livelli nell’Amministrazione Pubblica, anche a livello locale. Credimi, non se ne esce. Ammiro gli US che al giro di boa di una Amministrazione, cambiano anche alcune decine di migliaia di amministrativi.

    • Marco F. Picasso 5 maggio 2013 alle 18:44 · Rispondi

      Appunto: la Casta amministrativa. Ma se è questa a frenare il progresso e a condizionare la Casta Politica, allora perché quest’ultima non cambia gli amministrativi (leggi burocrati) a ogni giro di boa come negli USA? E visto che come dice Socrate l’importante è fare domande, anche se mancano le risposte, io mi chiedo: ma non sarà perché – come si dice a Genova – g’han a sa cunveniensa ?

  3. Vittorio E 21 giugno 2013 alle 13:33 · Rispondi

    Citazione x Citazione, ti tiro in ballo l’eterno Divo Giulio. Quello che diceva che a pensar male… sì sì lo so che se lo ricordano tutti, ma repetita juvant…

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