Il “direct costing”

Scritto da il 5 maggio 2009 in FORMAZIONE, Gestione - Nessun commento

Una metodologia di analisi dei costi aziendali presentata da Edigit

Sul tema strategico dei costi aziendali e dei prezzi di vendita la scienza economica ha sviluppato nel corso degli ultimi anni diversi sistemi di analisi e calcolo. Ma qual è il più appropriato per affrontare il mercato sempre più complesso e competitivo di oggi? L’esperienza sul campo maturata da Edigit in oltre 20 anni di attività nel settore dei sistemi gestionali e nella consulenza per le aziende grafiche ci dice che dal punto di vista dell’imprenditore ci sono domande fondamentali cui oggi un sistema di analisi dei costi deve fornire risposte chiare, rapide e univoche:

  • Quali sono le tipologie di prodotto che garantiscono all’azienda una buona redditività? Quali quelle che producono redditività poco soddisfacente o addirittura negativa? In che rapporto sono le une con le altre?
  • Con quali impianti l’azienda produce maggiore redditività? Le varie linee di produzione producono tutte redditività allo stesso modo?
  • Quanto costa all’azienda mantenere impianti e tecnologie per fornire un “servizio al cliente”? In che rapporto sono con la redditività aziendale, conviene continuare su tale strada?
  • Quali clienti garantiscono una redditività soddisfacente? Per quali tipologie di lavoro? Quali sono i clienti che producono una redditività poco soddisfacente o addirittura negativa? In che rapporto sono gli uni con gli altri?

Per fornire risposte concrete a tali domande l’elemento discriminante occorre una metodologia di analisi dei costi che oltre ad essere scientifica e consolidata dovrà essere supportata da specifiche professionalità e non da improvvisati “guru”. Se il successo di un ordine di produzione è legato alla corretta formulazione di un preventivo ne segue che bisogna porre estrema attenzione alla corretta gestione dei costi: solo così si potranno salvaguardare margini e redditività, e solo così si potranno sposare le esigenze di contenimento dei costi con quelle di flessibilità dei prezzi.

Eppure dalle discussioni e dagli approfondimenti a contatto con i tanti interlocutori di Edigit è risultato che tutto ciò non è ancora sufficiente. In un contesto di mercato in cui la pressione competitiva è in costante aumento, un sistema di analisi dei costi industriali oltre a rispondere alle domande poste sopra deve porsi anche obiettivi che vanno oltre il semplice calcolo del costo dei prodotti; deve essere in grado di rispondere a domande ben più complesse e fondamentali per la sopravvivenza ed il continuo miglioramento delle performance aziendali. Ad esempio:

  • Cosa succede ai costi aziendali al variare dei volumi di vendita o di produzione? Cosa succede se vi è una fase di espansione dei volumi? Cosa se vi è una fase di contrazione e di crisi come quella attuale?
  • Qual è il volume di attività che l’azienda deve conseguire per coprire i costi di struttura e cominciare a “macinare” profitti?
  • Come ci si deve comportare con i prezzi di vendita in periodi di bassa congiuntura? Come ci si deve comportare di fronte ad alcuni prezzi praticati dai concorrenti nettamente inferiori alle mie offerte?

Per il team di Edigit la metodologia di calcolo dei costi industriali che meglio risponde alle domande poste in precedenza è quella del “direct costing”, attraverso tale analisi è possibile riflettere al meglio la struttura dei costi dell’azienda partendo da una stratificazione che suddivide i costi variabili dai costi fissi. Non è dunque solo un metodo di analisi, ma un vero e proprio modello economico di rilevazione, calcolo e controllo dei costi in grado di fornire precise e fondamentali indicazioni operativo-gestionali sul breve-medio periodo.

Gli esperti di Edigit si sentono di affermare che il “direct costing” è la migliore metodologia che la scienza economica mette oggi a disposizione del management aziendale a supporto delle scelte strategiche e operative in grado di fronteggiare l’attuale crisi e la fortissima pressione competitiva che ne è derivata; una tecnica gestionale che risulta ancor più efficace se si deve decidere come ottimizzare i costi della propria azienda, valutare le potenzialità di un investimento, valutare cosa comporta l’introduzione di un nuovo prodotto o un nuovo servizio. Risulta così uno strumento estremamente flessibile ed efficace per impostare correttamente la pianificazione degli obiettivi e un controllo di gestione particolarmente attento ai costi fissi di struttura.

Edigit ha scelto da tempo di completare il suo sistema gestionale UT-32 con la gestione del “direct costing” e del “margine di contribuzione”, scelta che si è rivelata vincente per le molte aziende che hanno deciso di adottarla e che può essere sintetizzata dai seguenti parametri dei miglioramenti ottenuti:
– supporto alla contabilità industriale con netto miglioramento dei processi di marketing e vendita (+10% di fatturato) e delle redditività e marginalità reali (tra il +5% ed il +15% di marginalità reali)

– ottimizzazione dei processi produttivi, sia in termini di pianificazione che di controllo, con un eccezionale recupero di produttività (tra il +5% e il +15% di produttività)

– supporto alla contabilità industriale e alle analisi direzionali con un netto consolidamento delle migliori strategie operative† e incremento dei vantaggi competitivi

– svolta nella mentalità aziendale con il passaggio da una gestione di tipo artigianale a una gestione di tipo industriale

– crescita complessiva delle risorse umane e dei “valori intangibili” della azienda grazie all’adozione dei nuovi strumenti e delle nuove metodologie gestionali.

dr. Cosimo Baldari — Consulenze grafiche e controllo di gestione

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