La carta: i tipi di carta

Scritto da il 19 novembre 2011 in Corso di tecniche di stampa - 1 Commento

Con questo capitolo termina la descrizione della fabbricazione della carta a partire da materie prime vergini (per la carta di riciclo vedere l’apposito capitolo); i precedenti riguardano le materie prime, la sbianca, la macchina continua e la finitura e allestimento della carta.

Carta per imballaggio, scrittura e ufficio

Oltre alle carte patinate descritte nei precedenti paragrafi e normalmente usate per lavori di un certo pregio e importanza, l’industria cartaria produce una vasta gamma di supporti cartacei da utilizzare nei più disparati settori che spaziano da quello delle etichette per bottiglie, a quello dell’imballo in genere, nonché alle carte per il settore alimentare.
Questa molteplicità di supporti è necessaria perché ogni tipo di carta deve essere confacente all’uso cui è destinata.
Per questo, ogni tipo di supporto deve possedere tutti quei requisiti tecnici necessari allo scopo per il quale sono stati formulati e prodotti. Pertanto, ogni tipo di supporto è definito, non tanto dalla sua composizione, quanto dalle caratteristiche che esso possiede. Per una più chiara definizione di queste carte, potremmo sommariamente suddividerle in alcuni grandi gruppi o categorie quali: carte da stampa, carte per l’imballaggio in genere e carte per la scrittura e da ufficio.
Con la definizione di carte da stampa s’intende una vasta gamma di supporti con buona stampabilità, ma molto diversi tra loro, non solo nella grammatura ma anche nella loro specifica composizione dovuta alla presenza o meno di pasta meccanica, al trattamento superficiale con size press, del numero degli strati di patina, dalla dimensione dei suoi pori e dall’abrasività, più o meno accentuata della superficie, nonché dal volume specifico tra loro correlabili.
Nella categoria delle carte per imballaggio si contemplano tutti quei supporti destinati a proteggere, contenere e reclamizzare qualsiasi genere di prodotto o merce.
Questa classe di supporti comprende tipi di carta molto diverse tra loro, sia per composizione sia per finitura e uso. Il requisito più importante, comune a tutti questi tipi di carta, è la resistenza la quale, deve sempre essere appropriata all’utilizzo cui il prodotto è destinato. Nonostante ciò, le comuni resistenze richieste sono relative alla trazione, alla lacerazione, allo scoppio e alla piega.
Queste caratteristiche risultano però difficilmente correlabili al reale comportamento della carta al momento dell’utilizzo pratico, la cui causa è dovuta non tanto a possibili differenze, seppur lievi, tra un supporto e l’altro, quanto alle più disparate e imprevedibili condizioni che si concretizzano al momento. In genere, la carta utilizzata per l’imballaggio è del tipo “kraft” (resistente) e trova largo impiego nella produzione sacchetti di tutti i tipi, tra i quali gli “shopper” in modo particolare nel settore dell’abbigliamento.
Tra queste carte si possono annoverare anche quelle definite carte da banco, molto spesso nella versione millerighe, cosÌ definite per la presenza di una impressione a righe ottenuta per mezzo di un feltro marcatore al momento della formazione del supporto di base.
Sono invece una categoria a parte le carte per il settore alimentare perché la loro composizione è regolata da precise normative di legge che impongono quali tipi di fibre e quali additivi possono essere usati per la loro fabbricazione. Il tutto sempre in funzione del loro impiego per cui, avremo carte con resistenza a umido, ai grassi e agli olî per evitare la migrazione di questi da una superficie all’altra.
Le carte da scrittura devono invece essere idonee alla scrittura con inchiostro, con penna a sfera, con matita e pennarello. Sebbene non sia più consuetudine la scrittura con inchiostro acquoso, quello della scrivibilità con tale tipo d’inchiostro rimane comunque il comune requisito per tutte le carte da scrivere. Per ottenere il risultato desiderato, è necessario che la carta sia trattata con una consistente collatura in superficie o in impasto, ottenendo un assorbimento d’acqua inferiore a 25 g/mq e non presentare alcun fenomeno di trapelamento e di spandimento al test di scrivibilità. Questo è fatto con tratti incrociati d’inchiostro normalizzato ed eseguiti con tiralinee (norma DIN 53126). Una tipica carta per scrivere è la carta per quaderni, utilizzata anche per blocchi per appunti.
Fra le carte per ufficio è quella per fotocopie che occupa una posizione preminente, con una grammatura variabile tra 70 e 80 g/mq. Sempre molto bianca e opaca quanto basta perché il testo o l’immagine riprodotta su un lato non sia visibile sull’altro, ma principalmente deve avere una buona rigidità per ottenere poi, un ottima macchinabilità nel passaggio nella fotocopiatrice o nelle stampanti digitali.

1 Commento on "La carta: i tipi di carta"

  1. sara 10 marzo 2015 alle 20:13 · Rispondi

    forse dovreste riassumerlo ancora di più

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