Il new deal di Macchingraf

Scritto da il 19 luglio 2013 in Interviste, MERCATI & AZIENDE - 1 Commento

Alberto Mazzoleni, 51 anni, in Macchingraf dal 1999, dopo una solida esperienza tecnico-organizzativa in multinazionali nel settore dell’alta tecnologia, ci racconta le nuove strategie Macchingraf negli anni della crisi e della conseguente ristrutturazione.

Macchingraf è oggi una azienda sostanzialmente diversa da quella che ha attraversato gli anni d’oro della stampa, quando si vendeva molto e molti compravano con logiche totalmente diverse rispetto a oggi.

Alberto Mazzoleni, dal 2011 alla guid di Macchingraf

Alberto Mazzoleni, direttore generale dal 2011,  e dal febbraio 2012 alla guida di Macchingraf

«Se la macchina da stampa offset resta la regina – ci dice Mazzoleni – oggi occorre affrontare il mercato con un approccio diverso e in linea con i tempi.»
Nei primi anni di Macchingraf, quando era responsabile della assistenza tecnica, Mazzoleni ha avuto modo di maturare una nuova esperienza culturale in un mondo – quello delle arti grafiche – per lui nuovo.
Dopo aver assimilato i primi cambiamenti avvenuti negli anni 2000 e dopo aver affrontato i recenti anni difficili, oggi è convinto che «la formula vincente sta non tanto nel fatturato in sé quanto nella relativa marginalità e nella affermazione sul mercato attraverso la diversificazione
Al vertice dell’azienda dal 2011, Mazzoleni si è trovato a dover trovare le soluzioni necessarie per mantenere una posizione tradizionalmente dominante sul mercato anche in risposta alle aspettative del nuovo gruppo investitore internazionale: identificare le linee di prodotti su cui puntare, valutare i trend di mercato, snellire la struttura aziendale.
Compito riuscito non solo nel passare da 215 a 135 persone, mentre il fatturato sta di nuovo crescendo a livelli molto interessanti, quanto nel motivare e ridare slancio ai collaboratori. Cambiamenti di ruolo, per ridare vitalità e stimolo, evitando quel fenomeno tipico delle aziende statiche dove la critica e il facile malumore sono di casa. Applicando il concetto del lean, meglio noto come metodo Kaizen, dove l’azienda ascolta e si confronta.

Come si affronta il cambiamento

Nel frattempo, come ben sappiamo, anche il mercato della stampa ha subito un forte cambiamento con il drastico calo di tirature e commesse (secondo i dati PIRA il mercato europeo ha subito un calo medio del 20% dal 2006 al 2013; per l’Italia allineata ad altri Paesi, il calo è previsto al 23%).
«Su queste premesse anche le aziende di stampa (più di 10.000 nel periodo pre-crisi e oggi decisamente molte meno – ndr) si trovano quindi di fronte a una scelta: attendere tempi migliori, il che significa andare verso il punto di non ritorno; capire il trend, ma non sapere bene cosa fare e dove eventualmente investire; essere veri imprenditori e trovare le vie di sbocco e di successo, operando con investimenti giusti e mirati
«L’essere consulenti e partner è ovviamente quello che meglio si presta come ruolo per Macchingraf, che comunque è aperta e pronta a collaborare con quanti, rendendosi conto di un cambiamento senza ritorno allo ‘status quo’, guardano avanti con fiducia e voglia di rinnovarsi e di rimettersi in gioco
Così come del resto dimostra di aver fatto Macchingraf.

“La crisi è finita”

Alberto Mazzoleni cita una recente riunione in Confindustria dove la parola d’ordine era: “la crisi è finita”. In realtà un modo particolare per dire: “smettiamola di piangerci addosso. Il concetto è che per fine 2013 il fondo è stato toccato, per cui non ci resta che riprendere.”
«Come e quanto – aggiunge Mazzoleni – sarà da vedere. Ma intanto si deve cogliere il segnale
Come coglie il segnale Macchingraf?
«Innazi tutto rivalutando il portafoglio prodotti, dove dominano il VLF, il packaging, le etichette, le forniture di consumabili, la flessografia, per la quale Macchingraf distribuisce lastre digitali Nyloflex, fino ad arrivare all’ampia gamma di servizi e ricambi. Senza dimenticare i nuovi prodotti
E poi c’è la promozione del sistema di inchiostrazione Anicolor sulle macchine offset (non una novità ma a tutt’oggi non sufficientemente valorizzata in Italia).
Altra novità è rappresentata da Scodix, il sistema innovativo presente da qualche anno per la nobilitazione dello stampato, offset o digitale, con applicazioni a rilievo; non ultimo, il futuro, vale a dire lastampa 3D, o se vogliamo 3D Printing.
Su quest’ultima c’è molta curiosità e Macchingraf ha opportunamente scelto un’azienda che produce stampanti che producono oggetti esclusivamente in carta. Con le opportune colle queste stampanti oltre a stampare in quadricromia a getto d’inchiostro la parte visibile del prodotto finito, producono gli oggetti sovrapponendo foglio su foglio (formato A4) incollati e quindi fresati. Un abbinamento di stampa digitale e materica destinata alla realizzazione di innumerevoli applicazioni, dai gadget, ai prototipi, alle applicazioni artistiche come descritto in questo articolo.

1 Commento on "Il new deal di Macchingraf"

  1. Vittorio E 19 luglio 2013 alle 16:04 · Rispondi

    Caro Direttore,
    permetti a questo vecchio scettico blu che di rebelotti in campo grafico ne ha visti parecchi di essere meno ottimista.
    La logica è che quando si è toccato il fondo… si può incominciare a scavare.
    Ciò tenuto presente è logico che prima o poi le crisi finiscano, purché non si tratti di crisi strutturali – probabilmente qualche contemporaneo di Mastro Gutenberg sta ancora aspettando che riprenda il mercato Incunaboli. Ad ogni modo è bello vedere dei professionisti che ci danno dentro e soprattutto ristabiliscono i conti aziendali. Complimenti!

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