È ora di cambiare: ARGI promuove l’etica

Scritto da il 8 maggio 2014 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - 2 Commenti

L’Associazione Rappresentanti macchine Grafiche lancia il Manifesto sui modelli comportamentali per il recupero dell’etica nelle relazioni commerciali.

Con l’ slogan “È ora di cambiare” (era l’ora, aggiungiamo noi) tutte le società che aderiscono all’ARGI hanno sottoscritto il Manifesto dell’etica in base al quale anche le aziende che operano in Italia dovranno semplicemente adeguarsi alle clausole contrattuali che porterano a una applicazione delle disposizioni di cui al D. Lgs. 192/2012 (norma di recepimento della Direttiva Europea 2011/7/EU e al D. Lgs. 231/2002 sulla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
In sostanza i fornitori di macchine e consumabili del settore grafico dovranno tutte rispettare termini di pagamento condivisi e uguali per tutti.
Questo sulla carta. Ora la parola resta ai fatti che, secondo quanto ha dichiarato nell’incontro con la stampa il nuovo presidente ARGI, Roberto Levi Acobas, dovranno necessariamente seguire.
«Sono già troppi i rivenditori – ha detto, tra l’altro – costretti a chiudere i battenti dopo forniture non pagate dei loro clienti, aziende di stampa. Mentre queste sono tuttora attive

Scenario dell’industria grafica

fatturatoNello stesso incontro ARGI ha presentato i dati relativi all’andamento del mercato italiano dell’industria grafica, in cui i trend presentano luci (poche) e ombre (molte). L’ombra più cospicua è quella delle macchine offset a foglio – ma non è una novità – le cui nuove installazioni sono in continuo e forte calo. Il fatturato relativo a macchine, ricambi e servizi è calato dal 2010 al 2013 da circa 220.000 € a circa 120.000 €, ma con una tendenza al peggioramento visto che la percentuale più accentuata del calo si è registrata proprio nel 2013 con un -22,7% rispetto al 2012, contro un – 19% dei due anni precedenti. (1)
mercatolastreTuttavia, stando alla vendita di lastre offset il calo in stampati non sarebbe altrettanto drammatico: i dati in milioni di metri quadri parlano di un calo rispettivamente del 19,4% e del 18% negli ultimi due anni a fronte di una crescita del 21% nel 2012 rispetto all’anno precedente.
Non è però che a fronte del calo offset si sia registrata una crescita di compensazione nel digitale: dopo un massimo raggiunto nel 2010 (anno in cui i dati contavano anche le vendite di macchine in ambiente corporate il fatturato nel 2011 scendeva del 26,5%, del 4,1% nel 2012 e dell’8,0% nel 2013.
Visto in dettaglio, contro un calo continuo di macchine digitali a foglio, si registra un incremento delle macchine a bobina solo nel 2012, ma nel 2013 si torna sotto al fatturato 2011.
digitaleIn forte crescita percentuale invece il digitale nel settore etichette la cui percentuale è più che triplicata tra il 2012 e il 2013.
Ma si tratta tuttavia di cifre che possiamo definire ‘marginali’: 5 unità vendute nel 2012 e 13 unità nel 2013, contro le 23 e 33 rispettivamente per le macchine a foglio e le 348 e 307 per le macchine a bobina.

Manifesto sui modelli comportamentali

Il progetto presentato e sottoscritto dalle aziende appartenenti all’ARGI (chi è interessato lo può scaricare qui) si propone di recuperare quei fondamentali valori etici che sono alla base dell’economia di mercato e che, purtroppo, le relazioni d’impresa nell’attuale scenario tendono a perdere e comunque a trascurare.
Per le imprese associate quest’etica delle relazioni, sia interne sia verso terzi, trova le sue fondamenta nella convinta volontà di offrire e rispettare elevati standard di correttezza comportamentale, anche in adesione a principi e regole interne di natura volontaristica, a prescindere quindi dal rispetto delle normative vigenti.
Il tema dell’importanza di un’etica comportamentale nel settore si riconduce alla proposta di un anno fa, dell’allora consigliere Roberto Levi (oggi presidente dell’Associazione), che aveva sottolineato l’importanza per le aziende di distinguersi per garanzie e qualità del lavoro, abbandonando quel circolo vizioso per cui il mancato puntuale rispetto delle scadenze e la loro continua proroga stava assumendo caratteri di “normalità”, in totale assenza di motivate e giustificate ragioni.
Il Manifesto sui modelli comportamentali, dovrà quindi essere il primo passo di un percorso volto a valorizzare e rafforzare le aziende del settore Arti Grafiche, anche non associate, che operino secondo criteri consoni a una corretta crescita del settore e alla tutela dell’intera filiera.
L’iniziativa, assolutamente innovativa per il settore, vuole sottolineare come l’etica professionale e l’integrità personale siano aspetti fondamentali nei rapporti commerciali.
ARGI,  il cui primo consiglio direttivo del nuovo triennio ha assegnato il ruolo di vicepresidente a Giorgio Bavuso di Ricoh Italia, esorta l’intera filiera e i media a sostenere questo progetto.
Queste sono le aziende associate che hanno aderito al progetto: Agfa Graphics; Atlantic Zeiser; Bobst Group Italia; Boettcher Italiana; Boewe Systec; Canon Italia; Colorgraf; Dc Druckchemie Italia; Fujifilm Italia; Hewlett-Packard; Huber Italia; Imaf Industria Materiali Fotochimici; Kba Italia; Kern Italia; Kodak; Kolor+ Service; Komori Italia; Konica Minolta; Macchingraf; Manroland; Neopost Italia; Ntg Digital; Open Age; Pavan Forniture Grafiche; Pitney Bowes; Power & Consulting; Printgraph Finito; R.G.; Ricoh Italia; Smg; Technotrans Italia; Tresu Italia; Xeikon Italia; Xerox Italia.

 (1) Si tenga presente che i dati riferiti non prendono in considerazione le macchine di stampa flessografica il cui trend è invece positivo. La questo sono per la gran parte di fabbricazione italiana e non di importazione.

2 Commenti on "È ora di cambiare: ARGI promuove l’etica"

  1. Mario Di Berardino 14 maggio 2014 alle 17:26 · Rispondi

    “tutto cambierà perché nulla cambi”: ci risiamo?
    Caro Direttore,
    ho letto l’ editoriale sulla “iniziativa” dell’ARGI e, al di là della tua analisi, indubbiamente interessante, sullo scenario dell’industria grafica, il “manifesto” che l’ARGI ha deciso di formulare per far sì che le Imprese Associate si attivino, con i loro comportamenti, per “…… iniziare e condividere un percorso volto a valorizzare e rafforzare le aziende del settore Arti Grafiche…….”, mi lascia sinceramente un po’ perplesso!
    Capisco la situazione in cui si trovano in questo momento i costruttori di macchine, ma forse avrebbero potuto e dovuto adottare certi “comportamenti” in altri tempi. Tu sai benissimo, sempre con riferimento alla ‘nostra stagione’, degli innumerevoli accordi stipulati da questi signori in tal senso: quanti ne sono stati rispettati? Ricordo in proposito il tema sviluppato dall’Ing. Baggi, nel suo intervento al tuo Seminario di Mestre, nel marzo 2008, sulla “necessità di un comportamento etico negli affari”, un intervento sul quale sviluppasti un interessante articolo su Graphicus dal significativo titolo: “Etica….ma cosa significa?
    Probabilmente oggi, costretti dalle circostanze, queste Aziende si daranno da fare per rispettare certe “intese”: per quel che mi concerne, ne sarei ben felice. Un modo di agire più adeguato, da parte di tutti gli attori del comparto, potrebbe in effetti costituire un passo importante verso la ripresa e la rivalutazione di un settore nel quale, per troppo tempo, sono state disattese le aspettative di crescita e di sviluppo a causa della inerzia, della inadeguatezza e della scarsa coerenza di molti!
    Ti saluto.

    • Marco F. Picasso 15 maggio 2014 alle 08:49 · Rispondi

      Ringrazio Mario per il suo commento che punta il dito sulla differenza tra il dire e il fare. Per comodità del lettore interessato inseriamo il link all’articolo citato: “Etica… cosa significa?

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