Quadro fosco per il settore grafico e cartario

Scritto da il 1 novembre 2014 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - Nessun commento

Prospettive delle imprese grafiche in peggioramento. Sono le conclusioni dell’indagine congiunturale rapida su secondo e terzo trimestre 2014 della filiera carta-grafica.

“Sì a manovre anticicliche a favore di investimenti pubblicitari e consumi culturali. No all’esplosione dei costi energetici.”
Questo in sintesi l’ennesimo appello della associazioni di categoria della filiera alla politica italiana e che resterà, come gli altri, inascoltato.
L’indagine diffusa dalla Federazione della Filiera della Carta e della Grafica fornisce elementi per la dinamica congiunturale dei settori delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting, della produzione di carte e cartoni, della grafica e della cartotecnica e trasformazione.
Secondo Alessandro Nova dell’Università Bocconi, sulla base dei risultati rilevati nell’indagine presso le imprese
«I dati che emergono dall’indagine congiunturale evidenziano come il peggioramento delle aspettative sull’evoluzione del sistema economico italiano si rifletta in modo pressoché immediato anche nell’ambito dei comparti della filiera.»
Dopo un periodo di recupero nei livelli produttivi e nella dinamica del Pil (v. articolo al primo trimestre), il sistema economico italiano vive nuove preoccupazioni e le indicazioni prospettiche parlano di un peggioramento delle aspettative da parte delle imprese.

In sostanza il secondo trimestre aveva mostrato un recupero dei livelli di attività. Tutto questo vale nel complesso delle risposte, sia pur in maniera differenziata all’interno dei diversi comparti. Il settore delle macchine per converting, ancora una volta ha evidenziato una dinamica migliore di quella degli altri comparti, mentre il settore cartotecnico trasformatore e quello cartario seguono, con performance meno positive ma comunque favorevoli. Ancora una volta, invece, il comparto della grafica ha mostrato la tendenza meno favorevole sul mercato interno, mentre il mercato estero ha evidenziato una propensione alla crescita, anche se questo comparto è caratterizzato da livelli di esportazione relativamente ridotti.
Il 32% delle imprese intervistate ha dichiarato una crescita nel fatturato interno, il 46% è orientato alla stabilità. Sul mercato estero, il 30% delle aziende ha segnalato un incremento del fatturato e il 52% ha espresso un giudizio di stabilità.

Nel futuro c’è solo export

«Le attese delle aziende per il terzo trimestre 2014 – ha detto Nova – evidenziano un peggioramento delle aspettative, con la sola eccezione del comparto delle macchine per il converting. Gli altri comparti aggiungono alla tradizionale prudenza degli operatori della filiera, un elemento di pessimismo… In sostanza, le aspettative sembrano aver cambiato il tono prudente-positivo, per orientarsi verso un prudente pessimismo, soprattutto in alcuni comparti».
Se per le macchine del converting la dinamica congiunturale attesa nel terzo trimestre risulta orientata verso livelli estremamente favorevoli (mai registrati fino a qui), negli altri comparti il settore cartario e cartotecnico trasformatore mostrano aspettative impostate alla stabilità, mentre nel settore grafico le aspettative sono orientate verso una riduzione di fatturato.

Per il presidente Paolo Culicchi «In presenza di un mercato interno ormai da tempo fiacco, l’unico supporto all’attività produttiva delle nostre imprese resta, come al solito, l’export. Ma l’esplosione degli oneri parafiscali sui costi energetici sostenuti dalla carta e dal cartone ‘Made in Italy’ mette ad altissimo rischio la competitività delle nostre imprese sui mercati europei ed extra europei, dove viene allocato oltre il 40% dei volumi di carta e cartone prodotti in Italia, quota che sale ad oltre il 50% considerando i valori; le sole cartiere pagano ogni anno oltre 230 milioni di euro di oneri parafiscali per energia elettrica e gas al sistema energetico italiano, cioè il 17% del costo della bolletta energetica del settore, pari a 1,3 miliardi di euro (20% del fatturato)».
Culicchi ribadisce che i costi energetici costituiscono la prima voce di costo di produzione in cartiera, superiore del 30% a quella dei concorrenti esteri, e in presenza delle evidenti difficoltà nel mercato interno, l’incontrollato aumento dei costi energetici rischia di compromettere la continuità produttiva di molti stabilimenti che con l’approvazione dell’Art. 24 (Dl 91/2014) hanno anche visto penalizzata la cogenerazione ad alto rendimento (una Best available technique, secondo il rapporto pubblicato dalla Commissione Ue solo qualche giorno fa) con il pagamento del 5% del valore degli oneri sull’energia consumata in sito. Un ulteriore costo, peraltro “retroattivo”, di oltre 8 milioni di euro l’anno, non dovuto a dinamiche di prezzo ma a modifiche di legge, che si vanno ad aggiungere agli oltre 230 milioni di euro di oneri parafiscali pagati ogni anno. «Una vera e propria tassa sull’efficienza energetica e sullo sviluppo sostenibile che genera solo incertezza e blocca gli investimenti».

Il quadro congiunturale

Sempre restando in ambito imprese industriali, nel terzo trimestre 2014, rispetto al trimestre precedente, il clima di opinioni delle imprese grafiche è caratterizzato da una ricaduta nel pessimismo su tutti gli indicatori: la tendenza diventa negativa in particolare sul lato nazionale, ma peggiora anche quello estero, seppure in misura minore. Su fatturato e ordini interni crescono notevolmente le imprese che si attendono una flessione rispetto al trimestre precedente (40-50%), con solo un 11% di aziende in incremento. In peggioramento anche l’andamento del fatturato e degli ordini esteri, con 4 aziende su 10 pessimiste, e gli ottimisti su percentuali minori (15-25%).
Saldo moderatamente negativo sull’occupazione, che seppure stazionaria nel 56% dei casi, è annunciata in calo nel 33% delle imprese e in aumento nell’11% delle stesse.
Le imprese cartotecniche trasformatrici, nel secondo trimestre 2014, in un quadro di discreta ripresa settoriale, all’interno però di un contesto macroeconomico stagnante, moderano le aspettative ottimistiche che avevano caratterizzato il trimestre precedente; le aziende indicano specificamente un leggero ottimismo sul fronte interno, mentre prevale un lieve pessimismo su quello estero.
In confronto con il primo trimestre 2014, sul fatturato interno i casi di aumento (33%) superano di circa dieci punti quelli di diminuzione (22%) ed identica è la situazione degli ordini interni. Moderatamente negativo il saldo sia sul fatturato estero, sia sugli ordini esteri, dove il 25-30% delle aziende segnala un calo, a fronte di un 20-25% che comunica un incremento. Anche i giudizi sull’occupazione sono contrassegnati dalla stabilità nel 74% delle imprese, con percentuali di aumento (15%) leggermente superiori a quelle di diminuzione (11%).

Le attese sul terzo trimestre 2014, rispetto al trimestre precedente, peggiorano moderatamente sia sull’Italia, sia sull’estero. Il fatturato interno e gli ordini interni sono stabili in 7 imprese su 10, in calo in 2 aziende e in crescita in 1 azienda su 10. La stabilità prevale nettamente anche nel caso di fatturato ed ordini esteri, intorno al 70-75%; sul fatturato estero le aziende che si attendono un incremento sono il 19%, contro il 14% in calo, mentre è il contrario sugli ordini esteri (10% in aumento, contro 14% in diminuzione).
Stazionarie anche le attese sull’occupazione: la stabilità vince nel 93% dei casi, con solo un 7% di aziende che indica una flessione.

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