Federico Cherubini (intervista del marzo 2009)

Scritto da il 30 marzo 2009 in Interviste, MERCATI & AZIENDE - Nessun commento

Intervista a Federico Cherubini, presidente Unione Industriali Grafici e Cartotecnici di Milano

L’occasione per incontrare Federico Cherubini e avere una sua analisi sul momento attuale del comparto stampa ci è stata offerta dalla premiazione del consueto concorso che ogni anno il Centro di Studi Grafici di Milano organizza per gli studenti delle scuole grafiche, presso l’Istituto Pavoniano Artigianelli di Milano. Il discorso di apertura del presidente dell’Unione Industriali Grafici di Milano è stato doppiamente significativo perché rivolto a un pubblico di giovani che stanno per inserirsi nel mondo del lavoro.

Dottor Cherubini, come possiamo analizzare l’attuale crisi economica e industriale con riferimento all’industria della stampa e della cartotecnica?
Osservando i risultati delle analisi, degli ultimi dieci anni da parte dei ricercatori dell’Università Bocconi sul comparto grafico e cartotecnico, messo a confronto con altri settori, si vede una linea in leggera crescita. Possiamo quindi affermare che il comparto produttivo in esame si caratterizza sul lungo periodo per la continuità e la stabilità della crescita; per una buona tenuta della competitività internazionale e una bilancia commerciale costantemente positiva.
Questo scenario è completamente cambiato nell’ultimo trimestre del 2008 e nei primi mesi del 2009. La crisi più grave del dopoguerra ha interessato anche il nostro settore, con particolare violenza, per la significativa riduzione dei budget pubblicitari e per la contrazione delle vendite trattandosi di prodotti non di prima necessità.

Tuttavia qualcosa è cambiato e sta ulteriormente cambiando…
Alcune imprese medio-grandi hanno capito per tempo che è necessario guardare a nuovi mercati con bisogni e tecnologie diverse. Da qui l’esigenza di affrontare le necessarie trasformazioni tecnologiche e ampliare la gamma dei servizi offerti alla clientela. Inoltre, per le PMI diventa sempre più urgente “aggregarsi” per trovare la dimensione ottimale per essere competitivi. Bisogna cioè superare il timore del “controllo maggioritario societario”. è urgente affrontare l’urto dei mercati con risposte produttive sempre più rapide, con un’attenzione particolare all’innovazione nell’organizzazione a tutti i livelli e nei processi produttivi.

Cosa si può raccomandare ai giovani che vogliono dedicarsi al settore?
Ai giovani, che desiderano affrontare con impegno e passione il mondo del lavoro e assumersi le proprie responsabilità, ci sentiamo di proporre l’inserimento nei nostri comparti produttivi, certi che non avranno di che pentirsi.

E un messaggio positivo?
Un messaggio positivo viene, se prendiamo questo periodo, senz’altro il più difficile degli ultimi 50 anni, come un momento di profonda riflessione, sui motivi di natura finanziaria che hanno scatenato la crisi e se ognuno a qualsiasi livello di responsabilità è disposto a rivedere il proprio comportamento. Tutti siamo coinvolti e ciò che più conta è che ognuno faccia la propria parte per uscire dalla crisi.

Magari con l’innovazione…
L’innovazione è un parolone molto abusato: ma se ci si sforza di tenere sotto osservazione, con spirito critico, ciò che si fa quotidianamente è possibile ottenere significativi miglioramenti.
Il settore occupa 120.000 addetti per la stampa e 60.000 nella cartotecnica e trasformazione; se si aggiunge l’indotto, si arriva a 240.000 ma, allargando agli addetti alla fornitura e servizi sui macchinari e sui prodotti di consumo, si può arrivare a 800.000 persone. Il settore però è frammentato e quello che fino a ieri poteva andare bene, oggi non lo è più. Per questo le aziende devono prendere provvedimenti. Un esempio ci viene citando una delle aziende di maggior prestigio mondiale che abbiamo a Milano: ebbene, questa azienda proprio in un momento come questo ha avuto il coraggio, ma anche la lungimiranza, di investire in tecnologie e uomini e raddoppiando lo stabilimento. Ma non certo senza aver prima saputo valutare attentamente gli impegni e i cambiamenti che questo comportava.

Quale suggerimento si sente di dare?
Se vogliamo dare un suggerimento pragmatico possiamo affermare che è inutile avere un futuro incerto quando, facendo un passo indietro, superando il timore del “controllo maggioritario societario”, si può avere un futuro meno agitato. Ecco, questa può essere la raccomandazione a molte di quelle aziende che si trovano davanti all’incertezza del momento di crisi economica.

A seguito di questa intervista ci è giunta una interessante lettera di riflessioni cui rimandiamo.


Federico Cherubini, ha ricoperto importanti incarichi manageriali di alto livello nel Gruppo Rusconi, quindi nel Gruppo Seregni e ora è Vice Presidente di Grafotitoli Bassoli Srl. Profondo conoscitore del mondo della stampa e della prestampa, negli Organi Associativi dell’Unione ha ricoperto sempre ruoli di rilievo e dal 2008 ne è Presidente. è anche Membro della Giunta di Assografici nonché del Consiglio Direttivo e della Giunta di Assolombarda.

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