Ancora incertezze nel settore carta e stampa

Scritto da il 24 febbraio 2017 in MERCATI & AZIENDE - Nessun commento

Dinamica della congiuntura settoriale in leggero peggioramento nel terzo trimestre 2016, giudizi neutrali sul quarto trimestre: nell’indagine di Federazione della Filiera Carta e Grafica prevale l’incertezza.

Come di consueto, l’indagine di Filiera fornisce elementi importanti per la dinamica congiunturale dei settori delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting, della produzione di carte e cartoni, della grafica e della cartotecnica trasformazione.
Sulla base dei risultati rilevati nell’indagine presso le imprese «Nell’ambito dell’ultima rilevazione trimestrale  – commenta Alessandro Nova dell’Università Bocconi – i risultati mantengono una discreta intonazione ma, come già accaduto nella precedente indagine, la dinamica tendenziale mostra un leggero peggioramento. Le risposte all’indagine mostrano infatti che la quota dei rispondenti che dichiarano crescite nel fatturato interno risulta sostanzialmente allineata a quella di coloro che dichiarano una flessione.» Lievemente migliore la situazione sul mercato estero, tuttavia con una flessione delle aspettative, che riflettono la dinamica del PIL italiano, ultimo in Europa. «È vero – prosegue Nova – che la dinamica congiunturale a livello dell’intera Unione europea risulta caratterizzata da fenomeni di “stop and go”, ma
come spesso accade in alcuni contesti nazionali prevalgono le fasi di “go” e in altri le fasi di “stop”.»
Con riferimento all’indagine relativa al terzo trimestre 2016, i comparti della Federazione registrano il ritorno a un mercato estero leggermente più favorevole, anche se le aspettative per il trimestre finale dell’anno sembrano nuovamente favorire la domanda interna.
A livello dei singoli comparti della Federazione, le macchine per grafica e converting hanno registrato i risultati di crescita del fatturato interno decisamente più favorevoli, mentre si assiste a un lieve ottimismo
del settore grafico sulla domanda interna, dopo un primo semestre in modesto calo.

Rallenta la cartotecnica

Al contrario, indicazioni di rallentamenti provengono dal comparto cartotecnico trasformatore e da quello della produzione di carte e cartoni. Queste dinamiche confermano ancora la varietà di comportamenti dei diversi comparti.
Il settore carte e cartoni ha mostrato un miglioramento visibile anche nella componente estera della domanda, pur se in misura più contenuta. In questo contesto, il comparto cartotecnico trasformatore ha evidenziato senz’altro la dinamica più complessa, dopo un primo semestre molto positivo.
Le indicazioni sul quarto trimestre 2016 mostrano attese ancora discordanti. Il comparto delle macchine grafiche e per il converting prosegue con attese di crescita estremamente favorevoli. Prevalgono invece giudizi maggiormente neutrali nel settore cartario, cartotecnico trasformatore.

Pietro Lironi, presidente della Filiera

Pietro Lironi, Presidente della Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, commenta: «Questa indagine evidenzia aspettative di rallentamento nel secondo semestre 2016, dopo un buon andamento nel primo semestre, e dovrebbe essere comunque in ripresa e in linea con l’andamento dell’economia italiana che cresce, sebbene a ritmi decisamente più moderati dell’economia internazionale e ancora insoddisfacenti.»
In grossa difficoltà resta il settore grafico-editoriale: la Federazione si è battuta nel corso del 2016, in sede politica, affinché il Governo adottasse degli interventi di sostegno alla lettura e di conseguenza alla domanda e al consumo di prodotti stampati, con ricadute positive quindi anche sugli altri settori della filiera.
È stato così varato il Bonus di 500 euro per i diciottenni, spendibile per l’acquisto di libri e altri prodotti culturali (sul cui esito abbiamo già manifestato le nostre riserve – ndr).
«Un’iniziativa da noi promossa e appoggiata – dice Lironi – le cui regole sono state definite dal Dpcm 187/2016, in vigore almeno fino al 31 dicembre 2017. A fronte però della perdurante crisi del settore grafico-editoriale e del calo produttivo che ha caratterizzato il comparto anche nel 2016 (siamo a un -46% dal 2007!) questo provvedimento, seppure importante come segnale politico di attenzione, non può essere sufficiente. Serve un intervento strutturale, continuativo e che aiuti l’Italia a incrementare quei tassi di lettura che la vedono agli ultimi posti a livello UE. Un vero gap culturale del Paese, oltre che un punto di debolezza storico del settore. La cultura e l’informazione sono beni pubblici altrettanto preziosi (ma che non si ‘acquista’ con benefici fiscali, bensì con l’istruzione e l’educazione intesa quest’ultima nel significato dell’inglese “education”, che in Italia manca per tradizione; basti vedere quanto leggono i ‘tipografi’ – nrd).»

Pubblicità

Gli investimenti pubblicitari sulla stampa sono diminuiti ancora del 5,6% tra il 2015 e il 2016 (-6,7% sui quotidiani, -4% sui periodici) e quelli in direct mail sono calati del 4,2%. La Filiera chiede quindi che venga emanato il Decreto attuativo che disciplini l’altra misura di sostegno (recepita nella Legge per il Fondo per il pluralismo dell’informazione) per la quale si è battuta nel 2016, ovvero la deduzione fiscale degli investimenti in pubblicità incrementale (quella maggiore rispetto agli anni precedenti) delle imprese, possibilmente premiando quelli su quotidiani e periodici.

Costi energetici

Lironi ricorda che: «La competitività dell’industria cartaria italiana, un pezzo importante di economia circolare del Paese (il 55% della produzione cartaria nazionale è realizzato impiegando carta di riciclo e quale unica materia prima fibrosa per alcune tipologie di carte per imballaggio), è fortemente influenzata dai costi dell’energia che sono purtroppo in Italia tra i più alti d’Europa.» Secondo le elaborazioni del Ministero dello sviluppo economico, l’energia elettrica sconta un differenziale del 47% rispetto alla Germania e il gas un differenziale del 14% rispetto alla Borsa TTF, riferimento delle imprese
europee per i contratti del gas.
« Occorre pertanto lavorare – aggiunge Lironi – per azzerare tali differenziali se si vuole mantenere l’industria cartaria competitiva e con essa tutto l’indotto. Occorre in primo luogo ridurre il peso degli oneri di sistema nella bolletta elettrica delle imprese energivore italiane. Un primo importante passo è stato fatto grazie all’intervento del Ministro Calenda che ha sbloccato dopo 4 anni i pagamenti degli arretrati dal 2013 al 2015. Occorre però anche prevedere per le imprese energivore italiane lo stesso sgravio previsto per le analoghe imprese di Francia e Germania e al tempo stesso prevedere meccanismi di riduzione degli oneri di sistema sul gas per le imprese energivore.»

Ma competitività significa anche investimenti e gli investimenti in efficienza energetica sono all’ordine del giorno per le imprese cartarie. Oggi tali investimenti sono messi in discussione dall’incertezza normativa che gravita intorno ai certificati bianchi (TEE) sia sui nuovi progetti che su quelli esistenti.
Cruciale l’evoluzione delle confuse proposte UE sulla modifica della metodologia di calcolo dei dazi anti-dumping nei confronti di paesi ad economia non di mercato, quali la Cina, e sulla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale, fortemente criticate dall’Italia (da segnalare l’impegno in merito del Ministro Calenda), in un contesto globale politicamente sempre più complesso.

Investimenti

Sul fronte degli investimenti tecnologici, la Federazione ha accolto con favore i provvedimenti riguardanti l’iperammortamento e il superammortamento, in ottica Industria 4.0. Nonostante la crisi dei consumi, è importante l’introduzione di elementi che facilitino il miglioramento della qualità produttiva degli impianti, con la prospettiva di nuove applicazioni. La Federazione sta operando per la corretta divulgazione delle opportunità che questo progetto offre alla Filiera.

Analisi per settore

Per i costruttori di macchine grafiche, cartotecniche e per il converting terzo trimestre in positivo con tutti gli indicatori che registrano un momento dinamico per il settore. Sul fronte interno, l’andamento del fatturato registra una crescita nel 38% delle aziende, con una stabilità nel 62% e gli ordini si incrementano nel 45% dei casi. Simili le risposte per i mercati esteri, con fatturati incrementati nel 50% delle imprese; le indicazioni sulla flessione sono del 5%, con una stabilità al 45% e una flessione nel 10% dei casi gli ordini.
Stazionaria l’occupazione, ferma nel 62% delle aziende e in incremento nel 38%.
Nel quarto trimestre le stime sono positive, ma in peggioramento: il 42% delle aziende rispondenti all’indagine prevede una crescita del fatturato, il 37% stabilità, con una diminuzione nel 21% dei casi. La previsione della quota percentuale di export sul fatturato sono di stabilità per la metà dei rispondenti (52%), in diminuzione con il 30% delle risposte e in crescita per il restante 18%. Stabile la previsione relativa all’occupazione, per il 71% dei rispondenti e crescita per il 29%.
Il campione di imprese produttrici di carte e cartoni (che rappresenta il 71% del fatturato dell’intero settore) descrive un quadro decisamente non favorevole con riferimento al mercato interno; complessivamente positivo, invece, il quadro riferito alle componenti estere. Improntate al pessimismo, le previsioni sugli andamenti dell’ultimo trimestre: i risultati dell’indagine sui consuntivi del terzo trimestre 2016, presentano un quadro negativo per quanto riguarda le componenti interne di fatturato e ordini, dove le indicazioni di riduzione superano quelle di aumento rispetto al trimestre precedente. Il bilancio appare particolarmente negativo per il fatturato interno per cui quasi il 46% degli interpellati riferisce cali, contro il 40% che dichiara valori in linea con il periodo precedente e poco più del 14% che ha conseguito risultati migliori. Meno accentuata la differenza, comunque negativa, tra risultati in miglioramento (14% dei casi) e quelli in peggioramento (31% degli interpellati) visibile per gli ordini interni, dove risultano prevalenti i giudizi di stazionarietà sui valori del trimestre precedente (55%). Torna in risalto, quindi, il ruolo delle componenti estere dei due aggregati oggetto di analisi, dove i risultati positivi superano quelli negativi (dell’11% per il fatturato, del 2% per gli ordini) e la quota maggiore degli interpellati riferisce livelli analoghi a quelli del trimestre precedente (53% per il fatturato; 56% per gli ordini). L’occupazione è stabile per l 94% degli interpellati.
Le previsioni sugli andamenti del periodo finale dell’anno, sono prudentie riflettono, per la prima volta dall’indagine di fine settembre 2014, il prevalere di un certo pessimismo diffuso a tutte le variabili indagate. Le attese di stabilità prevalgono ovunque, con un’accentuazione per le componenti estere (79% del campione sia per fatturato che per ordini), dove la quota dei pessimisti eccede quella degli ottimisti del 15% per il fatturato, del 9% per gli ordini. Più evidente l’intonazione pessimistica che emerge dalle componenti interne di entrambi gli indicatori, dove più di un’impresa su 4 si attende riduzioni e le attese di stabilità trimestre sono intorno al 60% del campione. In merito all’occupazione, le cartiere non si attendono variazioni.
In un quadro nazionale caratterizzato da una spesa delle famiglie abbastanza vivace, che ha però solo stabilizzato le vendite di alcuni prodotti culturali stampati, e da investimenti in advertising in ripresa ma non sulla stampa dove restano in negativo, determinando nel complesso un modesto calo del fatturato grafico, i giudizi delle aziende grafiche evidenziano un clima caratterizzato da moderato ottimismo o stazionarietà. Sul fatturato vi è un discreto ottimismo: 4 imprese su 10 stimano un incremento rispetto al trimestre precedente, più o meno in linea con quelle che stimano una stabilità. Su ordini interni ed esteri invece prevale la stazionarietà, su cui si orienta circa metà del campione, mentre i pessimisti (3 aziende su 10) superano di poco gli ottimisti (2 su 10).
L’occupazione è stazionaria nel 67% dei casi, in aumento nel 25% e in diminuzione solo nell’8% delle aziende.
Le previsioni sul quarto trimestre 2016 delle imprese grafiche mostrano un quadro all’insegna del lieve ottimismo sul fronte nazionale e della perfetta stabilità su quello estero. In confronto con il terzo trimestre, il fatturato e gli ordini interni sono previsti stabili nel 50% delle aziende, in aumento nel 33% e in diminuzione nel 17% dei casi. Il fatturato e gli ordini esteri sono stimati stabili nel 56% delle imprese e in diminuzione oppure in incremento in un uguale 22% delle aziende. Stabili le attese sull’occupazione nell’83% dei casi, con un 8% delle imprese che prevede di aumentare o ridurre gli organici.
Per le imprese cartotecniche trasformatrici, dopo un primo semestre dell’anno all’insegna di una positiva e continua performance del giro d’affari sia sul fronte interno che su quello estero (un risultato migliore rispetto alla media dell’industria manifatturiera), nel terzo trimestre 2016 i giudizi sono piuttosto negativi su entrambi i fronti, facendo intravvedere un’attenuazione del ritmo espansivo, almeno rispetto al secondo trimestre. Il fatturato interno e gli ordini interni sono in diminuzione, rispetto al trimestre precedente, nel 47% delle imprese, con una stazionarietà intorno al 35-40% e una crescita solo nel 10-15% delle aziende.
Riguardo ai giudizi su fatturato e ordini esteri, le imprese che accusano una flessione sono comprese tra il 40% ed il 60% circa, seguite da quelle che mantengono una stabilità (tra il 40% ed il 60%), mentre non sono segnalati incrementi. Stabili invece le valutazioni sull’occupazione: la stazionarietà vince nel 74% dei casi, con un 16% di aziende che indica un incremento, a fronte di un 11% di imprese in riduzione.
Le prospettive sul quarto trimestre delle imprese cartotecniche trasformatrici sono più orientate verso la stabilità di quelle appena delineate, con un profilo leggermente più favorevole sul mercato interno rispetto a quello estero. In confronto con il terzo trimestre 2016, il fatturato interno (così come gli ordini interni) è stimato stabile nel 42% dei casi, in incremento nel 32% e in diminuzione nel 26% delle imprese. Le previsioni sul fatturato e sugli ordini esteri evidenziano una stazionarietà nel 64% delle aziende, un calo nel 21% e un incremento nel 14% dei casi. In leggero peggioramento le attese sull’occupazione, rispetto al trimestre precedente: stabili nell’84% dei casi, con un 16% di aziende che prevede di ridurre gli organici.

La relazione completa con tabelle dei ati dettagliati è disponibile presso Assografici.

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