/, MERCATI & AZIENDE, TECNICHE/Il futuro dei barcode

Il futuro dei barcode

Senza spingerci troppo in là, che oggi la tecnologia procede rapidamente, vediamo con l’aiuto di un esperto, cosa ci riserva il 2018 nel campo dei barcode per il mondo del packaging.

L’esperto di riferimento è Tony Rodriguez *, CTO di Digimarc Corporation azienda all’avanguradia nel settore, che ha creato, tra l’altro Digimarc Barcode, il codice invisibile utilizzato e migliorato nelle sue funzioni e possibilità di utilizzo da BeeGraphic grazie al servizio Stealthcode®. Questo servizio sta rivoluzionando il mondo delle etichette, del packaging e non solo e, per il fatto di essere un codice non invasivo, di assoluta sicurezza e dalle applicazioni avanzate ed innovative.

La blockchain esplode

Goliardo Butti illustra le peculiarità dello Stealthcode

Ma cos’è la blockchain, termine non ancora tradotto in italiano? L’esempio più semplice e attuale ci viene dato dai bitcoin, quella moneta virtuale che fa impazzire gli investitori, e non solo, e che prima o poi farà la fine dei fondi argentini.

Dunque, blockchain è la tecnologia alla base dei bitcoin, chiamata tecnologia ledger, che ha valore per il monitoraggio dei prodotti lungo tutta la catena di approvvigionamento dei beni di consumo.

Perché questo? Il consumatore oggi chiede sempre più trasparenza sul prodotto che acquista e la blockchain, o catena di blocco se preferiamo, ha il potenziale di aggiungere un aspetto importante della tracciabilità dei prodotti alimentari che mangiamo, ma non solo come ad esempio i prodotti farmaceutici, comunicandoci dove vengono prodotti e quali strade percorrono prima di arrivare sullo scaffale. Brand quali Walmart, Kroger, McCormick, Tyson Foods e altri collaborano da tempo con IBM per sperimentare test di tracciamento e tracciabilità sul maiale cinese o sul mango messicano, e ci aspettiamo quindi che la blockchain sia usata in tutta l’industria alimentare e non solo.

La biometrica va forte

Nei nuovi computer la tua password è la tua faccia e questo è, al momento, l’ultimo di un trend verso le funzionalità di sicurezza basate sulle biometrie nel mondo degli affari. Ci sono le impronte digitali ottiche, la scansione della retina, e non è fantascienza, ma una tecnologia diventata popolare, e commerciale, che è usata dalle agenzie governative, dalla polizia, dalle banche e in medicina. Se in Italia crediamo di essere all’avanguardia, teniamo presente che l’India, che magari fa ancora poco uso di carta igienica, è il Paese al mondo più avanzato in fatto di biometria con 1,2 milioni di persone coinvolte. Aggiungiamo quasi un milione di utenti di iPhone, possiamo calcolare che un quarto della popolazione mondiale è catalogata in un database biometrico.

Cosa significa questo per i dettaglianti, e per i brand owner? Può significare controlli immediati, rapidi e accurati, spedizioni più sicure, apparati e accessori con prestazioni migliori e altro ancora. Non si contano più le startup che stanno esplorando queste tecnologie per applicazioni personalizzare sempre più spinte in campi di sicuro interesse non solo per cartotecnica, packaging e etichette, ma anche per tutta la filiera del consumo.

Concentrazioni

Nel settore della distribuzione e in particolare quella alimentare, c’è un sostanziale consolidamento negli ultimi anni da pare dei grandi brand: Albertsons ha acquistato nel 2014 Safeway per 9,4 miliardi di dollari. Nel 2016 Walmart ha comprato Jet una società di vendite online, per 3,3 miliardi. Amazon ha acquistato Whole Foods per 13,4 miliardi (sempre di dollari). I dettaglianti, storicamente noti per i bassi margini, stanno sempre più guardando di trarre vantaggio dalle economie di scala facendo crescere e ingrandire la catena di approvvigionamento online. Ci aspettiamo che il consolidamento continui ad esempio nel crescente mondo dei mercati etnici, e che attiri l’attenzione dei legislatori – tipo la web tax.

Autoapprendimento

È recentissima la notizia del nuovo software scacchistico AlfaZero dotato di autoapprendimento che renderà obsoleti Houdini e Komodo i due sistemi più avanzati il cui punteggio è di 600 punti superiore a quello del campione del mondo. Questo significa che la creazione di un’intelligenza artificiale è ormai avanzata e che si aprono scenari inimmaginabili. Dobbiamo tenerne conto anche nel ‘nostro piccolo mondo’ della stampa. Le reti neuronali, ci dice Tony Rodriguez, e altri aspetti delle macchine ad autoapprendimento saranno sempre più prevalenti in particolare nel predire cosa, quando e dove i consumatori compreranno. Gli esperti dicono che una macchina ad autoapprendimento può raccogliere e trasformare i dati di un consumatore in una varietà di una serie di approfondimenti utilizzabili che possono essere utilizzati per migliorare la personalizzazione fornendo raccomandazioni sui prodotti pertinenti. E Walmart, tanto per fare un esempio, il più grande dettagliante del mondo, ha rivelato che sta utilizzando sempre più un dispositivo che usa la tecnologia di autoapprendimento per migliorare l’esperienza di acquisto del cliente in negozio e online.

Autocontrollo in uno stato di flusso

Il settore del dettaglio e della GDO sembra poco sicuro su come trattare l’autocontrollo. Gli ordini su terminali di autocontrollo nel 2016 sono stati enormi con un incremento del 155% sul 2015. Ma il buzz continua oltre la possibilità per gli acquirenti di effettuare il checkout istantaneo utilizzando un’app direttamente tra gli scaffali, come il programma Scan & Go nei magazzini Sam’s Club. E, mentre potrebbe essere stata una trovata pubblicitaria di successo tanto quanto qualsiasi altra cosa, la visione di acquisto Amazon Go senza controllo di qualsiasi genere continua a catturare l’immaginazione di molti. Digimarc Corporation ritiene che nel breve gli acquirenti faranno la scansione dei prodotti direttamente mano a mano che scelgono il prodotto sullo scaffale e pagheranno mediante una app bypassando le code alla cassa.

Riconoscimento vocale

La personalizzazione basata sul riconoscimento vocale, come Siri, Alexa e Cortana saranno sempre più attivi nei grandi magazzini. ComScore, una società di analisi dei media, prevede che nel 2020 il 50% di tutte le ricerche sarà vocale. Ci sono già delle startup che cercano di individuare una gamma di emozioni nella voce umana che permettano di individuare nuove caratteristiche basate sulle voce. Tra non molto gli acquirenti saranno in grado di parlare con un commesso virtuale per trovare il prodotto giusto, la misura giusta, o altre informazioni.
Con l’ultima release di Echo Show e altri dispositivi in arrivo, si sta attuando il Lab 126 per il riconoscimento dei prodotti di Amazon basato su Alexa. Ne segue che Alexa inizierà a usare una fotocamera per distinguere tra due possibili acquisti, in particolare per i generi alimentari. Questo sarà importante nei nuovi negozi virtuali dove la machina ad autoapprendimento, mediante algoritmi non avrà più bisogno di conoscere la storia del consumatore. In più, i dispositivi come Show permetteranno ad Amazon di migliorare i propri sistemi analitici incrociando i dati dei consumatore allo stesso medo dei siti web, mostrando le opzioni del classico “Il cliente che ha comprato questo prodotto ha scelto anche…” permettendo a Amazon un maggiore controllo sui margini e le potenzialità del mercato.

* Tony Rodriguez, Chief Technology Officer di Digimarc Corporation conduce dal 1996la divisione innovazioni e vanta una esperienza ventiquennale di ricerca nella scienza dei computer e dei processi di immagine. È anche inventore con oltre 40 brevetti USA, più altri 90 in attesa di brevetto. È anche autore di pubblicazioni scientifiche sulla filigrana digitale, il sistema alla base di Stealthcode. È laureato in ingegneria elettrotecnica alla University of Washington e ha completato gli studi con un master alla Stanford Graduate School of Business.

2017-12-15T12:04:52+00:00dicembre 15th, 2017|Label&Pack, MERCATI & AZIENDE, TECNICHE|0 Comments

Leave A Comment