Come affrontare il 2009

Scritto da il 21 gennaio 2009 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - Nessun commento

L’annuale incontro di Assografici/Acimga con gli industriali grafici a Milano e la consueta relazione del prof Alessandro Nova, hanno coinciso quest’anno con l’appesantirsi della situazione recessiva mondiale.

Il giorno dell’incontro, il 2 ottobre 2008, è stato caratterizzato dai prodromi delle consistenti perdite in borsa dei titoli bancari (Unicredit stava recuperando un 10% sulla perdita dell’11% il giorno precedente) per cui l’incipit di Nova non poteva che essere un tentativo di risposte alle domande non ancora formulate, ma nella mente di tutti: Come vanno le cose?

In effetti il docente della Bocconi non ha potuto fare a meno di mettere le mani avanti prima di esporre i dati raccolti nel corso dellíanno: «Ci sono macrovariabili – ha detto – che hanno un’influenza notevole e imprevedibile sul mercato.»  E poiché, come sappiamo, il mercato della grafica e della cartotecnica è legato allíandamento della produzione industriale e dell’economia in genere, è chiaro che pur avendo rilevato alcuni segnali di crescita, è ben arduo, oggi, fare delle previsioni attendibili.

A parte i dati, che possono essere visionati sul sito di Assografici (www.assografici.it/ita), a noi preme sintetizzare alcuni punti messi in luce da Alessandro Nova.

Se è vero che si vedono alcuni segnali di crescita (il tessile pare che torni verso l’Italia, ad esempio), è anche vero che il baricentro che si sta spostando sempre più a est, non è più solo quello della produzione industriale, ma anche quello finanziario.  Cambia dunque il mondo della finanza e c’è carenza di liquidità con tassi díinteresse in aumento: questo significa mettere in difficoltà le aziende sempre più dipendenti dalle banche. Investimenti quindi più difficili ea rischio se non ben ponderati in funzione di reali potenzialità del mercato che ciascun imprenditore deve saper prevedere.
Il professor Nova ha poi dato una tiratina d’orecchie alla politica industriale italiana che è quella ‘di chi mette le toppe’. Lo dimostra un PIL in controtendenza con quello medio della UE.

Venendo alle previsioni, se stiamo per chiudere un 2008 a crescita zero, come sarà il 2009?
Le variabili permettono poca sicurezza nelle previsioni, ma non si possono prevedere variazioni positive per il 2009: gli studi danno solo per il 2010 una crescita dello 0,8%.

Che fare?

Considerando che i settori industriali italiani che hanno subito forti cali sono quelli facilmente imitabili: tessile, calzaturiero, occorre puntare sullíalta gamma. Il che, tradotto in termini di stampa e cartotecnica, significa saper offrire molto di più rispetto ai concorrenti: quindi non guerra dei prezzi, ma specializzazione, creatività, qualità superiore. 

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