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Cresce bene la famiglia Acuity

La famiglia di stampanti industriali roll-to-roll e flat bed Acuity di Fujifilm, per applicazioni su bobina e materiali rigidi, in tutti i formati fino al superwide, si è ampliata con due importanti novità di ultima generazione: Acuity Ultra e Acuity B1.

Fespa a Berlino e Print4All a Milano hanno sancito l’ingresso sul mercato delle nuove stampanti industriali roll-to-roll e flat bed della famiglia Acuity. In tre momenti successivi abbiamo avuto così modo di conoscere più a fondo queste novità Fujifilm in fatto di stampa digitale, risultato della R&D in cui l’azienda investe il 7% del proprio fatturato.

Le piattaforme Fujifilm sono guidate dal flusso di lavoro proprietario xmf

La prima occasione fu quando Fujifilm affidò a FPS la rappresentanza dei sistemi inkjet della linea Acuity con un accordo di collaborazione commerciale per tutto il territorio nazionale; nel successivo incontro in FPS in cui il CEO Guido Paglia aveva presentato in anteprima la nuova ammiraglia Acuity Ultra una piattaforma digitale rivoluzionaria per aver combinato l’altissima qualità di stampa con la produttività di livello industriale.
Della Acuity Ultra, a piattaforma con larghezza 3 e 5 metri e produttività fino a 236 mq all’ora, abbiamo accennato nel nostro primo resoconto di Prin4All cui rimandiamo.

Capire l’inkjet

Avevamo anche già accennato da Fespa, all’altra novità, la Acuity B1 stampante digitale inkjet di nuova generazione basata sulle più aggiornate e innovative tecnologie inkjet UV, che integrano le teste di stampa Dimatix QFR7 con gli inchiostri Uvijet ad alte prestazioni per produrre risultati comparabili con la stampa offset.

Su questa macchina abbiamo chiesto maggiori ragguagli tecnici a Roberto Gambarotta che riteniamo utile descrivere per chiarire alcuni concetti relativi alla stampa inkjet, forse non a tutti noti, ma di sicura importanza ai fini del miglior utilizzo di questa tecnica di stampa che oggi è tra le più diffuse sul mercato.

Va detto, innanzi tutto, che Fujifilm si propone al mercato globale della stampa come partner tecnologico e strategico, con soluzioni per la stampa digitale basate su tecnologie proprietarie, come le teste di stampa Samba Dimatix fatte apposta per la tecnologia degli inchiostri propietari. Questo è un fattore che ha la sua importanza ai fini della affidabilità, ripetitività e assistenza tecnica.

Supporto trasparente stampato con Acuity B1

«I sistemi Acuity – ci dice Roberto Gambarotta – utilizzano gli inchiostri inkjet della linea Uvijet di qualità al top del mercato, prodotti direttamente da Fujifilm e disponibili in una gamma ampia e completa. Sono inchiostri che permettono eccellenti risultati con ogni tipo di sistema di stampa inkjet e nelle più diverse applicazioni, garantendo un’elevata copertura con una conseguente diminuizione dei consumi.»

La Acuity B1 è una macchina che può stampare materiali rigidi fino a 1 cm di altezza, e non ha importanza in quale materiale. Le teste di stampa sono disposte su tutta la larghezza del foglio e quindi lavora come se fosse una single pass e in pratica i passaggi delle teste di stampa proseguono fino a raggiungere la saturazione desiderata, programmabile in prestampa.

Il sistema di stampa comprende 8 canali in modo da poter lavorare con una singola quadricromia o una doppia quadricromia. La polimerizzazione degli inchiostri, che utilizza lampade UV (il sistema è ibrido con lampade led per il pinning durante la stampa e curing esterno con lampade UV a bulbo), è esterna e quindi la macchina è modulabile.

Ma veniamo allo specifico della grandezza della goccia e della polimerizzazione.

Fissare o polimerizzare

Gambarotta ci spiega che la cosiddetta ‘corsa al picolitro’ ha un valore molto relativo, in quanto non è solo la grandezza della goccia che dà la risoluzione, quanto il tempo di permanenza sul supporto di stampa prima dell’asciugatura.

«Attualmente – ci dice – all’interno della Acuity B1 ci sono due lampade LED che servono per il pinning, e non direttamente per la polimerizzazione. Questo significa che la goccia non viene polimerizzata ma fissata. E questo fa la differenza. Chi stampa può scegliere la modalità che preferisce in funzione dell’effetto che vuole ottenere

Tutto questo significa che, indipendentemente dalla grandezza della goccia (espressa in picolitri), si possono ottenere diversi tipi di effetti di stampa con superfici opache o lucide.

«Fissando l’inchiostro immediatamente sul piano la goccia viene bloccata prima di espandere e ha forma conica (pinning) e si ottiene l’effetto satinato. Se, al contrario, ritardo l’asciugatura e permetto all’inchiostro di espandersi, la superficie finale della stampa dà l’effetto glossy.
«In più, – aggiunge Roberto Gambarotta – in questo modo posso cambiare anche la definizione, perché fissando la goccia immediatamente ottengo una definizione altissima che invece si riduce se la lascio depositare l’inchiostro per avere l’effetto più glossy.
«I parametri numerici come la dimensione della goccia hanno la loro importanza, ma non sono fondamentali – conclude Roberto – è la tecnologia nel suo insieme che fa la differenza

Una gamma per tutti

La Fujifilm Onset X3

A Fespa era stata presentata anche una soluzione ‘gigante’, la UV flatbed Onset X3, una piattaforma ad altissima produttività, integrabile in processi industriali per la stampa di lamiere, cartone, e altri supporti pesanti e spessi, macchina che abbiamo visto all’opera con l’aiuto di un sistema di carico e scarico meccanizzato.
Non dimenticando, poi, i sistemi Acuity Select Advance, Acuity Led 1600 II e Jet Press 720S adatti per la stampa su carte offset standard, le cui realizzazioni erano state presentate al Brand Revolution, l’evento di Milano dedicato alla sperimentazione delle nuove possibilità di comunicazione attraverso la collaborazione tra produttori di tecnologie, agenzie creative, stampatori e brand owner. In quell’occasione in collaborazione con, due aziende di stampa – la modenese Eidos Grafica e la Faservice di Verona – hanno realizzato un progetto elaborato da Artefice Group per Campari. Sono soluzioni che ampliano gli orizzonti della comunicazione stampata offrendo ai creativi nuovi stimoli e nuove opportunità.

2018-09-12T20:19:25+00:00giugno 19th, 2018|MERCATI & AZIENDE, TECNICHE|0 Comments

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Laureato all'Università di Genova. Giornalista tecnico, da vent'anni nel settore della stampa e arti grafiche; è stato redattore di Rassegna Grafica, direttore di Graphicus; docente al Politecnico di Torino. Attuale direttore di MetaPrintArt.

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