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INTERVISTA Come evolve la comunicazione visiva

Possiamo definire ‘dinamica’ la comunicazione visiva sia esterna che all’interno di spazi pubblici, e cambia allineandosi ai cambiamenti sociali.
Approfondiamo il tema parlandone con Edoardo Elmi uno dei massimi esperti del settore.

«La rivoluzione è già in atto e ancora una volta siamo pronti a guidarla». Questo ci disse Daniele Faoro, Managing Director Sales allo stand di Guandong alla Fespa di Berlino lo scorso maggio. Ma cosa intendeva per rivoluzione? Ovviamente siamo nel campo della comunicazione visiva, in cui di rivoluzioni ne abbiamo già viste tante, e tutte a seguito di una continua evoluzione sociale del mercato.
Basti fare l’esempio dei centri commerciali che hanno sostituito le botteghe e i negozi “sotto casa”.

Approfondiamo quindi l’argomento con Edoardo Elmi. «Il centro commerciale è la cittadella di futuro» ci dice quando lo andiamo a trovare in Guandong. Ma Elmi già guarda avanti e ci parla di come evolverà il mercato nei prossimi cinque anni.
«Attenzione – avverte – questo non significa che anche i centri commerciali non abbiano il proprio nemico e quindi un futuro meno sicuro. Se la cittadella è cresciuta e domina il mercato oggi, continuerà a crescere, ma già possiamo intravvedere quale sarà lo show down che potrà provocare rallentamenti o battute d’arresto

Con questa affermazione a sorpresa, almeno in apparenza, Edoardo Elmi punta il dito su una realtà già in atto e che potrebbe esplodere in modo ancor più dirompente se andrà in porto la proposta di chiudere i punti vendita nei giorni festivi.
Ma quale sarà o già è, il nuovo nemico che potrà minare la supremazia dei centri commerciali? La risposta è ovvia: l’e-commerce.
Sappiamo che Elmi nel suo innato dinamismo vuole anticipare i tempi « se un’azienda non intuisce quello che può succedere nei prossimi cinque anni, non ha un futuro » avverte, e non possiamo che essere d’accordo.

I gorgoglioni ti coccolano

«Bisogna prestare attenzione ai segnali, parlare con tanta gente per anticipare i ‘gorgoglioni’» e qui si ferma perché vede un certo disorientamento nelle nostra espressione.
«I gorgoglioni – ci spiega – ti coccolano, ti fanno sentire importante, ma poi si abbarbicano e rimani invischiato, incartapecorito. Prendiamo le aziende di stampa. Negli anni ’70 guadagnavano molto – nonostante i costi di produzione fossero elevati a causa della manodopera e dei luoghi tempi di lavorazione: quindi investivano moltissimo in impianti sempre più performanti e molto poco per il mercato. Oggi chi guadagna è chi ha investito pesantemente per il mercato e sulla distribuzione: vedi le aziende del fashion, le catene di distribuzione ed ancora i giganti dell’e-commerce come Amazon, Alibaba

Analogamente, crescono come funghi le tipografie che offrono i propri servizi online, facciamo notare, ma quante potranno sopravvivere se non hanno un’organizzazione perfetta e capillare ? E affrontare la concorrenza agguerrita di chi è arrivato molto prima e domina sul mercato grazie a una perfetta organizzazione interna ?

La riposta di Elmi è precisa e ribatte un tema di cui spesso si è parlato, ma raramente messo in opera seriamente. «Occorre fare gruppo anche con altre aziende, con altre realtà per offrire non solo un panel completo di prodotti, ma anche soluzioni percorribili e realizzabili anche assieme a colleghi complementari – suggerisce Elmi –. Questa può essere la soluzione per far conoscere rapidamente le potenzialità dei prodotti innovativi che da sempre proponiamo e accelerare così l’evoluzione della specie. »

«Va da sé – prosegue Elmi – che le aziende devono anche guardare all’estero, che poi estero più non è. Più il mercato è ampio e meglio si ammortizzano i costi per la ricerca e l’innovazione. Se un’azienda fa uno sforzo enorme per realizzare un capolavoro, ma ne fa solo uno, tutti i costi ricadono su quell’unico esemplare. Ma se guarda al mercato europeo forse ne realizza venti copie: quindi non resta fermo nel proprio guscio, coinvolto in quello che definiamo involvment

Guandomg Elmi

Formare quadri

Ma Guandong non ha paura dell’e-commerce?
«Il prodotto industriale non è mai un prodotto finito, è un semilavorato a volte complesso che richiede conoscenza, assistenza e consulenza. Per questo Guandong può guardare con serenità ai prossimi cinque anni, senza temere i centri commerciali o l’e-commerce: deve solo preoccuparsi di formare quadri e tecnici altamente specializzati per dare assistenza e sicurezza ai partner innovatori

Lo abbiamo visto a Fespa. Lo stand Guandong, peraltro molto piacevole e ben strutturato, richiamava alla tipica piazza italiana, l’agorà, il luogo d’incontro. Perché questo?
«Mentre nel negozio tradizionale c’era il professionista che da venti anni era lì, conosceva e comunicava ogni giorno con i propri clienti creando fidelizzazione, nel centro commerciale il professionista non c’è. È il brand che deve comunicare e creare fidelizzazione. Il brand che deve parlare col cliente. E allora Guandong lo aiuta a ‘fare macchia’ a farsi notare, a incuriosire il visitatore del centro, a farlo entrare nel negozio

Comunicazione fai-da-te

Elmi non vuole parlarci di prodotti, ma non possiamo fare a meno di riferirci a quanto visto in Fespa. Prendiamo l’ultima idea di Guandong. Dopo lo spot Déco lanciato tre anni fa, nasce Magnus, l’uovo di Colombo dello spot in vetrina.
Gli stessi materiali già affermatisi sul mercato, offerti in foglio, in formato A3 da poter stampare su qualsiasi stampante desktop laser o UV nel retrobottega senza doversi rivolgere a professionisti.
Il fai-da-te della comunicazione visiva. Facile da stampare e soprattutto molto facile da applicare, da spostare per sovrapporre gli avvisi in tempo reale, grazie alle microventose che escludono l’impiego di adesivi e mantengono la loro applicabilità su qualsiasi parete senza limiti.

stand Guandong a Fespa
Socialità a rischio

Tornando all’e-commerce che minaccerà i centri commerciali si potrebbe aprire una discussione, sempre restando nel tema. Una socialità sempre più ridotta, anzi finita.
Dall’agorà greca culla della democrazia, dalle strade di Matera “che non portano da un luogo a un altro ma portano a incontrarsi” [Mario Tozzi al Festival della Comunicazione 2018 di Camogli – ndr].
«Dal negozio sotto casa dove fare quattro chiacchiere coi vicini, ai centri commerciali, intesi come luoghi di passeggiata familiare, ci si ridurrà, e già lo vediamo, a chiudersi nella propria stanza armati di smartphone per fare shopping
Lo stesso Elmi non ci pare entusiasta.
«Ma questa è la realtà, e un imprenditore deve tenerne conto perché un’impresa nel bene e nel male deve obbedire alle leggi del mercato, o quanto meno rispondere alle nove esigenze, rapidamente, possibilmente anticipandole.»

Lo ‘zombie walk’

Chiediamo come risponderà Guandong al prossimo Viscom, e ce lo spiega Fabio Elmi.
«La nostra sarà una risposta a quello che negli USA chiamano lo ‘zombie walk’, il camminare guardando il telefonino.»
Occhi puntati a terra, dunque. E quindi ai pavimenti.
«Daremo quindi voce ai pavimenti, presentando in anteprima una gamma di nuovi supporti messi a punto per il floor graphics, materiali speciali che soddisfano a tutto tondo le esigenze dei comunicatori anche più creativi. Dai supporti per il carpet floor applicabili su tappeti e moquette ai materiali per il print&walk, ovvero comunicazioni short life per eventi e promozioni, fino al mak Floor, totalmente antiscivolo (R13) e quindi idoneo per scale, pavimenti bagnati, superfici umide
Quasi un usa e getta?
«Non solo, perché per applicazioni destinate a durare a lungo nel tempo, si potrà utilizzare lo speciale layer antiscivolo (R10) per la protezione di stampe eseguite anche su comuni vinili autoadesivi.»

Appuntamento dunque al Viscom anche per saggiare le reazioni a caldo di chi opera nella comunicazione visiva.

2018-10-09T11:10:59+00:00ottobre 9th, 2018|In evidenza, MERCATI & AZIENDE|1 Comment

One Comment

  1. Vittorio 10 ottobre 2018 at 10:37 - Reply

    il Centro Commerciale, anche all’estero tipicamente oltre oceano, è a tutti gli effetti la attuale Agorà. Ci si va per acquisti ma è lì che incontri gli amici e conoscenti anche se per chi ha la fortuna di frequentarli, Lungarno e Isola Tiberina sono un cicinin mej
    Vitt

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