La situazione economico finanziaria

Scritto da il 10 dicembre 2011 in MERCATI & AZIENDE - 1 Commento

Questo articolo rappresenta “il colpo d’occhio di un esperto” ed è il seguito di quello inaugurale la “Neo-rivoluzione Gutenberghiana” che analizzava la trasformazione in atto dell’editoria e che terminava con la domanda: “E gli Editori vecchio stampo?”
In questa seconda parte la risposta. L’Autore ha voluto, e condividiamo, mantenere uno stile molto libero e confidenziale, proprio come “due chiacchiere tra amici”.

Vittorio E. Malvezzi

Il resto della carta stampata

I volumi di stampa negli ultimi anni si sono contratti in modo drammatico, tutti noi della filiera ne siamo stati in qualche modo contagiati. Ma l’avvenire sembra ancora più fosco. Basandosi su l’estrapolazione degli anni passati, un serio istituto di ricerche USA ha calcolato per la Stampa Commerciale un Valore Pro Capite per i prossimi 10 anni con una contrazione di -41,4%.
Se esaminiamo il dato in termini di luoghi di produzione e quindi di posti di lavoro, abbiamo una proiezione di -31,2% per numero di stabilimenti produzione.
Tutto ciò potrebbe in qualche modo trovare un parziale conforto se i mercati fossero in espansione. Si riduce la percentuale della mia presenza, ma il mercato ampliandosi, compensa.
Andiamo dunque a dare un’occhiata all’economia.

USA: recessione inevitabile

What separates ECRI’s recession call from the myriad other recession calls out there? First, ECRI’s primary raison d’etre is predicting recession and recovery calls. Second, and more importantly, The Economist reports ECRI has never issued a “false alarm” on a recession call.
Questa volta lo dice il capo di un Istituto serio e competente in quanto specializzato, l’Istituto per le Ricerche sul Ciclo Economico, che mai ha cannato una previsione dalla sua nascita.
Dicono il contrario Goldman Sachs, ma a proposito della attendibilità ti rimando al primo paragrafo.
Inevitabile per sei ragioni:
•    la Fed non ha più conigli nel cappello
•    i mercati finanziari dicono che ci siamo già
•    la Grecia segna la strada all’Europa, e forse non solo lei
•    i Fondi di Investimento ribassisti vanno a mille
•    la correlazione tra mercati e tra singole categorie finanziarie è altissima come capita nei periodi di  crisi
•    il ritmo dei Downgrades accelera.
Per consolarci e non smentire quanto sopra, allego un grafico del Debito Pubblico USA.

Debito Pubblico USA

Andamento del Debito Pubblico USA

Roba da far passare per dilettanti anche noi italiani, che pure a debito pubblico non scherziamo tanto che veniamo sdegnosamente inseriti in un acronimo il cui significato è qualcosa tipo “porcellini”.

Inoltre, la Ripartizione del Reddito USA e tornata agli anni 20: il Top 1% accentra il 70% del reddito, non è un gran successo in più di 80 anni di cosiddetto progresso economico e rivendicazioni sociali.
Questo vuol dire aver distrutto quella classe media che è sempre stata la spina dorsale di una nazione moderna.
Ma da questa parte dell’oceano, come vanno le cose?

Germania, la Locomotiva d’Europa

ZEW: Germania già recessione ? Michael Schroeder, l’economista a capo dell’istituto di ricerca Zew che rileva il sentimento degli operatori economici tedeschi, ha dichiarato che la Germania potrebbe già essere in recessione adesso.
Il dato, se vogliamo parlare di numeri, passa dal precedente  43,3 punti a -48,3 punti.

Veniamo ora a casa nostra: Italia

Italia verso una recessione biennale? Si chiede l’Istituto REF (riportata da SoldiOnLine) “…la ripresa internazionale, iniziata nel secondo trimestre del 2009, è adesso più che mai incerta e i rischi che nel 2012 possa verificarsi una nuova recessione sono aumentati…” … non escludono che la recessione possa durare due anni.
In tutto ciò la Fiducia del Consumatore sta erodendo la suola delle sue scarpe.
Lo vedi nello schema qui sotto dove ho riportato come butta a partire dal dicembre del 2010.

Sono particolarmente affezionato all’indice PMI, che sta per qualcosa come Purchases Managers Index. L’indice del Capo Ufficio Acquisti.  La sua logica è di una semplicità che contribuisce a farmelo apprezzare nel senso che se quelli degli Acquisti “cumpren no”…  la va male.
Il Break-even-Point si colloca a livello 50. Sotto è recessione, sopra sviluppo. Per questo lo controllo mensilmente per l’Italia e le economie che più direttamente possono avere degli impatti sulla nostra.

Come vedi dalla stessa immagine che rappresenta l’andamento del  “Purchases Managers Index” c’è poco da “sfogliare verze”, come diceva mio papà.

Disoccupazione

Per ultimo un’occhiata ad un dato che ormai tocca ogni famiglia. Bisogna dire onestamente che siamo conciati meno peggio di altri Stati. Ad esempio la Spagna viaggia oltre il 20% e gli USA arrancano attorno al 9%. Quello che è drammatico e pericolosissimo, è la disoccupazione giovanile, praticamente un giovane su 3 è a spasso.  La consolazione con il paragone fatto sopra, viene molto ridotta dal repentino strappo che si nota nel grafico guardando l’ultimo mese rilevato da ISTAT.

tasso di disoccupazione

Andamento del tasso di disoccupazione in Italia

Euro

Sia che tu importi o esporti, l’andamento di quello che è ormai diventata l’espressione dei “noster danèe”, conta.  Cosa combina l’Euro? Per esaminare un trend occorre definirlo nella sua complessità. Un trend è tanto più forte quanto più viene da lontano. È ovvio che un trend non dura per sempre, ma fino a che i valori non usciranno dal canale che per comodità ti ho tracciato, questa sembra la sua strada.

trend Euro

Il trend dell'Euro

Quanto alla Cina, vista una volta come il diavolo e un’altra come il cavaliere bianco o il 7° Cavalleggeri, è sotto osservazione. Vedremo nei prossimi mesi.
Concludendo…beh come dire… sono un po’ preoccupato, dici che esagero?

Sono graditi i commenti nell’apposito spazio qui sotto.

A breve il nostro “esperto” ci proporrà una nuova “chiacchierata tra amici” alla luce delle novità che emergeranno dalla manovra del “Governo dei Professori”

1 Commento on "La situazione economico finanziaria"

Trackbacks per questo articoli

  1. Non ci resta che Babbo Natale | ...merica! Merica!

Lascia un commento