Kodak: le controllate non USA, tutto OK

Scritto da il 20 gennaio 2012 in MERCATI & AZIENDE - 2 Commenti

Kodak Europe ha diffuso un comunicato ai giornalisti in cui tiene a precisare che le sue controllate al di fuori degli Stati Uniti continuano nelle loro normali attività durante il periodo di riorganizzazione aziendale previsto dalla legislazione americana nell’ambito del Chapter 11.
Lo riportiamo con l’aggiunta di notizie fresche dagli USA.
Questo mentre il quotidiano Repubblica entra a gamba tesa contro il colosso di Rochester e il suo CEO Perez.

A seguito dell’annuncio di oggi, da parte di Eastman Kodak Company e delle sue controllate Statunitensi, sull’avvio del processo di Riorganizzazione Aziendale c.d. “Chapter 11”, Eastman Kodak Company precisa che le sue consociate non-statunitensi non rientrano in questo processo e che continueranno ad operare nella normalità.”
In pratica, si precisa, il Flusso di beni e servizi ai clienti continua ininterrotto, a livello mondiale.
Di conseguenza – prosegue il comunicato – anche tutte le consociate al di fuori del territorio statunitense manterranno tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità.”
La decisione presa dalla casa madre negli USA di ricorrere al “Chapter 11” per la riorganizzazione volontaria delle società americane, non riguarda il nostro business europeo” ha dichiarato Philip Cullimore, Managing Director Europe, “In Europa, abbiamo assistito a uno spostamento sempre maggiore verso le applicazioni imaging rivolte al mercato Business to Business. Queste applicazoni, in Europa, sono caratterizzate da una significativa presenza nel comparto della stampa e stanno mostrando significative e rapide crescite.

Sembra che questo comunicato si sia reso necessario dopo la notizia dell’Agenzia  Reuters da noi riportata primi in Italia. Riteniamo pertanto giusto e doveroso riportare questa posizione ufficiale e destinata al pubblico e soprattutto ai clienti di Kodak.
Tuttavia, in quanto giornalisti indipendenti, ci rimane l’obbligo di approfondire, e lo facciamo riferendoci a fonti dirette e attendibili.

Cosa ci si aspetta

In un incontro con i giornalisti statunitesni, infatti, Chris Payne, Kodak’s vice presidente – marketing, B2B, ha dichiarato che l’azienda una volta uscita dalla situazione fallimentare, darà impulso alla sua divisione “graphic communications business” (GCC) con la stampa digitale, le lastre (non specifica se solo offset o anche flexo – ndr) e workflow quali punti chiave della sua sopravvivenza e successi futuri. I clienti del settore potranno quindi stare tranquilli perché il supporto Kodak continuerà come sempre, anche perché il settore grafico resta “la linea d’affari di maggior valore e un pilastro per l’azienda“, come ha rimarcato Phil Faraci, Presidente & COO di Kodak, in un’intervista rilasciata a “What they think”.

Phil Faraci COO di Kodak

 

In sintesi, come già annunciato, la divisione GCC si integrerà con la linea di prodotti Entertainment Imaging & Commercial Film in un Commercial Segment di nuova costituzione.
Ancora una volta sia Faraci, sia Payne hanno sottolineato che la situazione di bancarotta non significa che Kodak esca dal mercato, ma che anzi, come altre società in altri settori industriali che hanno attraversato analoghe vicende, si possa riemergere più forti di prima.

18 mesi per salvarsi

La riorganizzazione di Kodak – affidata a Dominic Di Napoli – dovrà essere completata nel 2013 e il credito ottenuto da Citygroup dovrebbe dare la liquidità sufficiente per operare in pieno per tutto questo periodo. Poiché GCC rappresenta il futuro dell’azienda, e in questo si comprendeono le linee relative alla stampa digitale a toner e inkjet, non soffirà in termini di investimenti in ricerca e sviluppo,così come la prevista vendita di brevetti e di proprietà intellettuali, non andranno a influenzare l’evoluzione dei loro prodotti.
Le proprietà intellettuali che Kodak intende vendere, ha detto Payne, riguarda interamente i prodotti al consumo e rappresentano solo il 10% del giro d’affari e, in contrasto con questa linea, Kodak continuerà a investire nel settore della stampa. Lo dimostrerà alla drupa 2012, dove Kodak intende essere presente senza alcun cambiamento rispetto a prima e dove Kodak parteciperà con tutte le sue forze.
Come sostengono i commentatori più accreditati, con il suo portfolio lastre digitali Trillian, con la macchina da stampa a toner NexPress, con i sistemi inkjet Prosper e Versamark, e con i workflow Prinergy, il nuovo Commercial Segment rimane al 100% competitivo, tecnologicamente parlando, senza una concorrenza sul mercato che possa far paura e un vero punto di forza per l’azienda di Rochester.

2 Commenti on "Kodak: le controllate non USA, tutto OK"

  1. Marco Picasso 21 gennaio 2012 alle 13:23 · Rispondi

    Ci giunge un importante commento che ci segnala questo articolo da uno dei siti finanziari più seri degli Stati Uniti (http://www.investorplace.com/2012/01/eastman-kodak-chapter-11-bankruptcy-ek/) da cui proponiamo la parte conclusiva:
    Whatever happens to Kodak, management cannot say they didn’t see this coming. From its refusal to push forward with digital technology after creating one of the first digital cameras in the mid-1970s through its continued troubles recently, Eastman Kodak has not done enough to remain competitive in a changing world.
    Let that be a lesson to other companies.

  2. Vittorio E. 21 gennaio 2012 alle 14:45 · Rispondi

    penso che chiunque abbia un cicinin di esperenza del settore, possa apprezzare la seria professionalità di chi passa queste notizie ricordo bene che i Latini dicevano “Nemo Tenitur Se Prodere”, nessuno è tenuto a farsi su con le sue stesse mani, quindi posso capire i dirigenti di Kodak che in sto momento non facile cerchino di comunicare fiducia.
    Però passare il fallimento come una cura ricostituente …..

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