Peggio di Al Capone

Scritto da il 2 febbraio 2012 in MERCATI & AZIENDE - 2 Commenti

Questo mese, il nostro esperto torna sul tema degli e-book, ma lo fa trattandolo secondo un problema di grande attualità: la pirateria informatica. E negli USA si fa sul serio.

di Vittorio E. Malvezzi

al capone

Io, come Al Capone?

In Italia facciamo così, ma mica da oggi. Sono secoli che emaniamo leggi che sappiamo bene non riusciremo a fare rispettare. Nessuna preoccupazione, l’opinione pubblica la si tiene buona facendo nuove leggi più restrittive della precedente, senza ovviamente integrare controlli o in qualche modo avvicinare alla realtà l’attività legislativa.
L’importante è poter dire: hai visto dannato suddito che mugugni sempre? Abbiamo recepito la tua sete di giustizia quindi raddoppiamo la pena per i tanti evasori di questa norma: cuntent? Certo non puoi ragionevolmente pretendere che raddoppi anche i controlli, con tutti i tagli alle spese che stiamo facendo per ottemperare ai dictat dell’Europa. Vorrà dire che chi càpita càpita : il povero pistola che ci cascherà dentro verrà punito per tutti. E poi non è neanche detto, con gli affollamenti delle carceri che neanche Rimini la prima settimana d’agosto, tra condoni e domiciliari se proprio fa il bravo dopo un po’ è fuori anche lui. Siamo umani, noi lo direbbe anche il rag. Fantozzi.

Poi ci sono gli Altri. I Paesi dove le leggi le si fanno con l’intento di coprire delle necessità dei propri cittadini, che non vengono considerati sudditi, con la pragmatica volontà di metterle in atto facendole rispettare. In genere noi, vecchie volpi della politica, scafati e rotti ad ogni machiavellica esperienza, “quelli lì”  li chiamiamo ingenui, bambinoni e altri termini riduttivi e non certo colmi di ammirazione. Ammirazione che dovrebbe esser loro tributata e magari, in un eccesso di alienazione dovrebbero addirittura esser presi ad esempio.

Libri, editoria, e-book

Dico subito che io parlo, parlo, ma di certo non mi sento di scagliare la prima pietra. Scendiamo finalmente nel dettaglio, si tratta di qualcosa che riguarda molto da vicino il nostro settore. Libri, editoria, ebook. Nella fattispecie la pratica della pirateria e le relative contromisure.
Devo ammettere che qualche volta mi sono mosso con una certa disinvoltura. Sempre per usare un lessico italiota. Probabilmente i miei amici d’oltre oceano userebbero altre definizioni. Ma io mi son sempre detto: fin che posso non rubo. Rubare per me è prendere per esempio qualche cosa dai banchi del Supermarket. Ma se proprio fuori dell’Esselunga vedo un banchetto incustodito con su delle belle tavolette di cioccolata, io non guardo tanto per il sottile. Nessuno mi chiede dei soldi nel qual caso sarei tenuto a esercitare almeno la diligenza del Buon Padre di Famiglia e accertare che non si tratti di ricettazione, e vado via sereno. È res nullius e, senza scrupolo, mi prendo qualche tavoletta.
Al posto della cioccolata metti un libro elettronico e hai la mia way of life. In effetti nonostante le leggi in merito promulgate anche in Italia, i siti chiusi per pirateria sono stati molto pochi, tanto che hanno fatto immediatamente notizia. Contraddizione in termini: se qualcosa è fuorilegge, dovrebbe essere “normale” che venga perseguito, caso mai dovrebbe far notizia il caso opposto. Cioè il prosieguo di una attività fuori legge. Ma dai, con tutti i casini che ci sono, adesso ci mettiamo anche a rincorrere il Vittorio perché magari si è scaricato un libro da un sito tipo megaupload.com!

FBI

Il comunicato della FBI contro la pirateria informatica

Proprio così, l’FBI lo ha ritenuto necessario, coerente e fattibile. E lo ha fatto! Ragazzo, o ragazza secondo la posizione di gender che preferisci e su cui comunque non intendo discutere, non stiamo parlando di un piccolo Commissariato di periferia, con tutto il rispetto dovuto alla Forza Pubblica.
Qui si è mosso quello che ha combattuto e vinto Al Capone e robetta del genere, e adesso non disdegna di far applicare la legge a protezione del diritto d’autore nel suo Paese.
Da qualche giorno infatti trovi una sorpresa, se vai su quei siti che erano una miniera per chi amasse i libri e che hanno indubbiamente contribuito a rendere più democratica la cultura e l’informazione. La legge è legge e invece dei soliti link ti trovi un seal, un logo diremmo noi, con una sigla nota, temuta e rispettata.

Fatta la legge, trovato l’inganno, mi dirai tu. È molto probabile, posso convenirne e staremo a vedere. Resta però il fatto: esistono degli Stati, magari anche Uniti, dove le leggi si fanno e poi si fanno rispettare, dichiarandolo prima! Già perché io mi ricordo quando per anni i limiti di velocità in autostrada erano presi un pochino alla leggera, ma nessuno diceva nulla, o quasi. Poi improvvisamente da un giorno all’altro, sono scattati i controlli sistematici, con ritiro di centinaia di patenti. Una volta ancora senza la certezza della gestione delle regole.
Speriamo non succeda lo stesso anche in questo caso e soprattutto che si trovi una soluzione che renda meno appetibile un comportamento vietato.
Certo che fino a quando un libro digitale, privo evidentemente di una serie di costi, verrà proposto in vendita a prezzi addirittura superiori a quello della versione cartacea in promozione, la tentazione sarà grande.
Vero è che te lo dice un delinquente incallito, forse peggio di Al Capone. Ma sono davvero peggio di Al Capone ?

Per saperne di più sugli aspetti economici e finanziari in generale, puoi leggermi anche qui:  http://www.soldionline.it/network/mercati-usa/

2 Commenti on "Peggio di Al Capone"

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