Che Drupa sarà?

Scritto da il 31 marzo 2012 in MERCATI & AZIENDE - 1 Commento
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Oltre 1800 espositori sono pronti ai nastri di partenza per la maratona quadriennale che aprirà i battenti il 3 maggio e per 15 giorni ospiterà a Düsseldorf l’industria mondiale della stampa.
Qualche anticipazione da un nostro collega esperto in converting e cartotecnica.

di Andrea Spadini – caporedattore di Converter Cartotecnicaflexo@converter.it

Sono attesi circa 400mila visitatori da tutto il mondo per questa edizione 2012, che vede gli espositori italiani (154) in terza posizione dietro i padroni di casa tedeschi (595) e le aziende cinesi (272). Ma che Drupa sarà dopo un lungo periodo di crisi ancora in atto? Per un evento che si tiene ogni 4 anni è del tutto lecito avere grandi aspettative, anche se ormai quattro anni anche nell’industria grafica è un lasso di tempo talmente ampio che non è facile individuare un tema specifico.

La stampa regge

La stampa, in tutte le sue espressioni, sarà come sempre al centro dell’esposizione fieristica, anche se ormai è chiaro che l’interconnessione con il mondo web e le tecnologie digitali sarà sempre più forte; chi, nelle precedenti edizioni decretò la fine della carta stampata a favore della comunicazione via internet è stato smentito, poiché, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: perché se è vero che la stampa ha perso qualcosa a favore dei nuovi mezzi di comunicazione, è altrettanto vero che ne ha saputo anche cogliere alcuni aspetti positivi tanto da integrarsi con esso.
Così come non esiste una tecnologia di stampa migliore di un’altra (ogni tecnica di stampa è valida e ha ragione di esistere perché in grado di soddisfare diverse esigenze produttive, tanto che ormai la tendenza che si era evidenziata nel corso della precedente edizione di Drupa con tecnologie differenti all’interno della stessa macchina da stampa è oggi una realtà ormai affermata), lo stesso discorso può valere per la comunicazione su carta stampata e internet, che possono trarre beneficio da un connubio perfetto dove le potenzialità di ogni strumento vengono esaltate reciprocamente.

APP e smartphone

L’avvento dei tablet ha senz’altro portato via qualcosa al mondo editoriale, anche se personalmente resto convinto che chi ama la lettura non vorrà mai rinunciare al piacere di tenere in mano la copia di un libro, di apprezzarne la qualità della carta e il suo profumo. Certamente strumenti digitali come gli smartphone e gli stessi tablet hanno soppiantato l’uso della carta stampata in alcune fasi del processo di comunicazione, come del resto era già accaduto con l’avvento delle e-mail, newsletter, ma hanno anche introdotto delle novità rivoluzionarie nel modo di fare comunicazione.
Prendiamo le pubblicità che Drupa sta diffondendo nel mondo dall’inizio di quest’anno caratterizzate dalla sigla AR che sta per Augmented Reality, e lo strano codice a quadretti chiamato QR (quick response) in basso nella stessa pubblicità, attraverso il quale grazie a uno smartphone e un’apposita app gratuita chiamata QRReader si viene collegati al sito web di drupa sviluppato per tablet o smartphone.
Il QR code nato in Giappone nel 1994 per tracciare i pezzi di ricambio all’interno delle fabbriche di auto in sostituzione del codice a barre, si sta sviluppando come uno straordinario strumento di marketing tanto da essere ormai una presenza sempre più diffusa nei messaggi pubblicitari stampati dalle aziende. La stampa in questo caso è lo strumento attraverso il quale questo codice QR viene diffuso e prende vita, per poi esprimere tutte le proprie potenzialità su uno smartphone o tablet.
Si parte quindi da carta stampata per accedere al web. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per il packaging, dove questi codici sono ancora poco utilizzati, ma nel futuro lo saranno sempre di più e potranno collegare il consumatore direttamente al sito del prodotto acquistato attraverso il quale si potranno acquisire informazioni promozionali o inerenti il prodotto.
Sarà quindi una drupa caratterizzata, come da slogan pubblicitario, dal “link-to-print” ovvero il collegamento diretto fra internet e stampa, figlio di un fenomeno che viene definito come “cross-media-networking” dove le informazioni rimbalzeranno sempre di più da un supporto all’altro, a disposizione del consumatore finale.

«Nelle sue campagne di marketing, Drupa ha sempre preso spunto dagli ultimi trend del mercato. Il cross media networking sarà al centro della prossima edizione, insieme alla stampa», dice Petra Köhler, Responsabile Marketing e Comunicazione di Messe Düsseldorf.

«Questo nuovo modo di comunicare offre ancora ampi spazi di esplorazione e presenta diverse sfide e opportunità che dovranno essere colte sia dagli acquirenti di stampa ma anche dall’industria della stampa e dai suoi fornitori», dice il prof. Michael Sommer che ha collaborato con Messe Düsseldorf allo sviluppo di questa campagna di marketing.
La tecnologia ovviamente sarà ancora al centro dell’offerta espositiva di questa fiera, che nonostante la crisi mondiale, attrae ancora moltissime aziende pronte a fare sacrifici pur di essere presenti fra gli espositori. Anche se non sono previste rivoluzioni dal punto di vista delle tecnologie di stampa e converting, siamo sicuri che nel corso della fiera non mancheranno degli spunti interessanti da approfondire.

Integrazione

Integrazione sarà la parola d’ordine anche per i produttori di macchine da stampa e trasformazione, sia dal punto di vista delle tecnologie che dei processi. Sono molte infatti le collaborazioni messe in campo da aziende italiane per presentarsi a Drupa insieme ad aziende partner per presentare workflow produttivi e soluzioni a 360 gradi per il cliente finale, la cui principale richiesta non è più la specifica tecnologia ma la risoluzione di un problema che richiede sempre più collaborazione fra diversi partner. E siccome queste collaborazioni sono ormai all’ordine del giorno nei numerosi open house che le aziende propongono ai clienti durante l’anno, bene hanno fatto a presentarsi uniti in fiera, dove mai come quest’anno l’unione e la collaborazione sono segnale oltreché di forza anche di attenzione verso il cliente.

Tour de force

Permettete infine solo un appunto sulla eccessiva lunghezza (e torniamo a battere dove il dente duole ma non ne possiamo fare a meno) di una fiera che rischia di diventare anacronistica per lunghezza e costi, specialmente in un momento come questo. Perché ostinarsi a proporre ancora 15 giorni, che forse potevano essere giustificati qualche anno fa, ma non lo sono più ora? La comunicazione ormai viaggia a velocità impensabili fino a qualche anno fa, tanto che oggi si sa tutto di tutti e istantaneamente, perché non rivedere la durata della manifestazione? Una settimana non sarebbe sufficiente? Gli operatori che visitano la fiera lo fanno in maniera mirata e soprattutto già ben documentati, pertanto 8-10 giorni al massimo sarebbero già un bel traguardo, e soprattutto l’Ente fiera farebbe un passo verso i propri clienti (gli espositori) cui è chiesto un tour de force incredibile.
Pronti comunque a essere smentiti da chi invece ama ancora questa impostazione “massacrante” auguriamo a tutti una buona visita in fiera, e ricordate di inserire in valigia il solito bel paio di scarpe comode!

1 Commento on "Che Drupa sarà?"

  1. Vittorio E. 1 aprile 2012 alle 18:58 · Rispondi

    ragazzi come condivido …

    tristemente, perchè anche se hanno diabolicamente tentato di farmi su dicendo che bisogna guardare avanti, le menate del pensare positivo ecc, non posso che rabbuiarmi per le conseguenze non di un cambiamento, ma di una fine del mondo che ha visto la mia famiglia lavorarci per 3 generazioni.

    ciò detto asciugatevi le spalle virtuali su cui ho pianto e tiremm innanz

    se qualche lacrimuccia è consentita, diabolico è perseverare. I 15 gg sono veramente tanti ma forse è il minimo per poter refilare delle parcelle sufficientemente pesanti

    quello che mi domando è chi saranno i visitatori, con che spirito e che aspettative possano avere, se i danèe ci saranno veramente e soprattutto per certi prodotti se ci potranno poi essere i tempi tecnici per gli ammortamenti

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