Marzo pazzerello o mondo pazzerello?

Scritto da il 2 aprile 2012 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - 1 Commento

Il blog dell’amico Vittorio E. Malvezzi ci offre, come consuetudine, il suo ‘punto’ settimanale, dal titolo “Marzo pazzerello” sulla situazione generale dei mercati e dell’economia, che noi altrettanto puntualmente vi segnaliamo.

L’articolo si può leggere su “Soldi-on-line” cliccando qui: http://www.soldionline.it/network/mercati-usa/marzo-pazzerello.html

Da parte nostra aggiungiamo, indegnamente, qualche breve commento:

1. si parla del debito crescente che i giovani si stanno addossando per mantenersi agli studi. Speriamo sia così, anche se il timore, caro Vittorio, è che sia per ben altri e meno nobili motivi. Ma certamente mi sbaglio.

2. tuttavia il debito privato di cui, come giustamente si fa rilevare, poco o nulla si parla, cresce anche in Italia, paese notoriamente attento alle spese. Anche qui pare che la sana tradizione stia andando a farsi friggere. Arriveremo al punto dei giapponesi che per tirare avanti indebitano non solo se stessi ma anche i loro discendenti? Anche qui certamente mi sbaglio, ma come si giustificano ristoranti e aeroporti pieni (come diceva insulsamente il precedente premier) in tempi di crisi nera?

3. la notizia più triste – ma anche questo non è purtroppo una novità − è che solo l’industria bellica prospera. Un avvertimento per le case tedesche costruttrici di macchine da stampa in crisi?

Buona settimana a tutti.

Il direttore

1 Commento on "Marzo pazzerello o mondo pazzerello?"

  1. Vittorio E. 2 aprile 2012 alle 13:57 · Rispondi

    Caro Direttore
    grazie per la tua disanima e per aver commentato le mie elucubrazioni su SOL-
    1 – devo confermarti che oltre oceano sono un cicinin più seri di noi non solo sul modo di redigere le statistiche, ma soprattutto nell’affrontare la vita e nel rapportarsi all’autorità del caso. quindi le spese per l’educazione sono investite proprio in formazione. L’unico vero problema, meno drammatico che da noi ma sempre da tenersi in conto, è quello di non creare un surplus di giovani futuri disoccupati. Vista la minor propensione per la Laurea come pezzo di carta e un certo loro orientamento pragmatico, è un rischio inferiore a quello che corrono i nostri ragazzi.
    2 – una volta ancora condivido la tua riflessione, anzi la aggravo con un esempio più terra terra. Io non mi spiego la stampede di auto ognuna del valore di un piccolo appartamento, né l’abbondanza di devics, in mano a ragazzi e talvolta bambini, comunque consumatori non ancora producenti reddito. Strumenti elettronici di vario tipo quali smart phones e tablets, di solito del valore di una mensilità di un pensionato medio italiano.
    3 – il tuo commento si sposa con una mia breve riflessione fatta a proposito di Drupa in altro settore di questo sito.

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