Congiuntura stampa e carta 2011

Moderato ottimismo specialmente per chi opera sui mercati internazionali. Ma l’indagine si ferma alle imprese industriali. Sarebbe auspicabile una ricerca approfondita sul vasto settore artigianale.

Presentiamo l’indagine sul quarto trimestre 2010 e primo trimestre 2011 della Federazione della filiera delle carta e della grafica, che fornisce elementi importanti e aggiornati sulla dinamica congiunturale dei settori delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting, della produzione di carte e cartoni, della grafica e della cartotecnica trasformazione.

Sulla base dei risultati rilevati nell’indagine presso le imprese, Alessandro Nova dell’Università Bocconi afferma che, sia pur con alcune differenziazioni a livello di singoli comparti, risulta confermato il recupero nei livelli produttivi nell’ambito della filiera. Nel quarto trimestre 2010 la dinamica del fatturato è risultata migliore delle aspettative espresse dalle imprese nel corso della precedente indagine. Con riferimento ai settori della filiera della carta e della grafica, si conferma nuovamente una differenziazione nella dinamica congiunturale dei diversi comparti: segnali positivi, ma legati alla stagionalità, arrivano dal comparto grafico, che mostra una crescita, soprattutto sul mercato interno. Allo stesso modo la cartotecnica e trasformazione mostra segnali di sviluppo del fatturato che coinvolgono sia il mercato interno che quello estero. Il comparto delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting evidenzia un processo di crescita più sostenuto, però, sul mercato estero. Per il settore cartario le indicazioni di crescita, anche se meno evidenti, costituiscono comunque un segnale importante di recupero. Rimane comunque in generale valida l’interpretazione di un momento congiunturale in cui le imprese maggiormente orientate ai mercati internazionali hanno potuto giovarsi di condizioni di ripresa della domanda più favorevoli rispetto a quanto accaduto sul mercato interno, che mostra comunque un processo di ripresa anche se più lento e meno favorevole.

Meglio rispetto alle attese

Nel quarto trimestre 2010 le condizioni di crescita dei comparti della filiera si sono dunque rivelate migliori di quanto atteso in precedenza dalle stesse imprese. Un’elevata quota di aziende ha infatti registrato una crescita nel fatturato interno (55%), e la dinamica positiva è valida anche per quanto riguarda i mercati esteri (40% delle imprese). Sempre positivi, ma in tono minore gli ordinativi, mentre ancora una volta si conferma sostanzialmente stabile il dato sulla dinamica dell’occupazione, con il 75% di imprese che segnala una situazione di costanza nei livelli occupazionali.

Per quanto riguarda le aspettative sul primo trimestre 2011, le indicazioni rimangono moderatamente positive, ma su livelli più attenuati. Ben il 58% delle imprese prevede condizioni di stabilità nel fatturato interno, ma la quota di aziende che vedono uno sviluppo favorevole del fatturato risulta comunque più elevata (intorno al 26%) di quella delle imprese che dichiarano di temere una riduzione. Queste indicazioni sono confermate anche con riferimento al mercato estero. «Le attese sul primo trimestre 2011 forniscono l’indicazione di una speranza per una crescita del mercato, leggermente più forte a livello interno che non con riferimento ai mercati esteri, rendendo ragionevole l’attesa di un ulteriore recupero dei livelli produttivi verso quelli precedenti alla crisi» ha concluso il prof. Nova. Le indicazioni sugli ordini futuri esprimono anch’esse condizioni orientate alla stabilità, con una buona percentuale che esprime dinamiche di sviluppo. Per gli ordini interni ed esteri emergono infatti, rispettivamente, il 59% e il 62% di giudizi di stabilità, con percentuali di crescita lievemente maggiori di quelle di riduzione.

La situazione nel dettaglio

Gli ultimi tre mesi del 2010 si sono chiusi con aumento del fatturato per i costruttori di macchine grafiche, cartotecniche e per il converting. Il 48% delle aziende ha indicato un incremento del fatturato interno, contro il 24% di coloro che hanno rilevato un calo. Migliore è stata la dinamica del fatturato estero segnalato in crescita da ben il 58% delle aziende, solo il 21% ha subito una flessione. Anche l’andamento degli ordini risulta positivo: crescono quelli interni per il 38% delle aziende, ma soprattutto gli ordini esteri indicati in aumento dal 53% delle imprese. Con riferimento all’occupazione non c’è stata alcuna variazione per il 72% delle aziende e la restante percentuale si divide equamente tra coloro che hanno effettuato tagli occupazionali (14%) e coloro che hanno assunto personale (14%).

Le attese per il primo trimestre 2011 sono orientate a una certa stabilità soprattutto per il mercato interno: la maggior parte delle aziende ritiene che rimarranno invariati sia il proprio fatturato interno (54%) sia gli ordini domestici (59%).†† Sul fronte estero, anche se il 40% delle aziende non si aspetta alcuna variazione, un’identica percentuale (40%) prevede che ci sarà un incremento del proprio fatturato estero e solo il 20% si attende una diminuzione. Positiva è anche l’aspettativa per gli ordini esteri previsti in aumento dal 50% delle aziende. L’occupazione rimarrà stabile per il 91% delle imprese e il restante 9% pensa di effettuare assunzioni.

Con riferimento ai consuntivi del quarto trimestre 2010 il panel di imprese produttrici di carte e cartoni (che rappresenta oltre il 62% del fatturato dell’intero settore) delinea per il fatturato un quadro in complessivo moderato miglioramento rispetto al terzo trimestre: pur restando prevalenti le indicazioni di stazionarietà, i giudizi positivi superano quelli negativi soprattutto nelle vendite all’estero. Ancora molto cauto il quadro che emerge con riferimento alla domanda: prevalgono anche in questo caso le indicazioni di stabilità sui livelli del trimestre precedente, ma sul fronte interno gli ordini sono diminuiti per il 30% delle imprese, mentre la quota di coloro che indicano aumenti è limitata al 22%. Sostanziale bilancio tra incrementi e riduzioni per le indicazioni relative ai livelli di domanda estera. L’occupazione è rimasta stabile per il 75% degli interpellati, in aumento per il 14%, mentre il restante 11% segnala riduzioni.† Estrema cautela anche nelle previsioni sul primo trimestre 2011 dove è netta la prevalenza di attese di stazionarietà per tutti gli indicatori sui livelli di fine 2010; il bilancio tra ottimisti e pessimisti appare leggermente positivo per entrambe le componenti del fatturato e per gli ordini esteri, in pareggio per quelli interni. L’occupazione è prevista stabile dall’86% degli interpellati.

Le aziende grafiche che partecipano all’indagine evidenziano nel quarto trimestre 2010, in confronto con il terzo trimestre 2010, dei segnali di miglioramento del mercato interno, per effetto della stagionalità, e giudizi moderatamente positivi sull’estero, che nell’anno ha realizzato una crescita più importante. Il fatturato interno aumenta per il 69% delle imprese, così come gli ordini interni (54% dei casi). Giudizi di stabilità (47/48%) prevalgono per fatturato e ordini esteri, con indicazioni di aumento per circa un terzo delle imprese. Le stime sull’occupazione sono moderatamente negative, con un 20% di imprese che segnalano una flessione, a fronte di un 72% che non ha variato i livelli occupazionali. Le previsioni per il primo trimestre 2011, in confronto con il quarto trimestre 2010, sono estremamente caute e vedono un peggioramento della domanda, in particolare della componente estera. Sul fatturato nazionale, ottimisti e pessimisti si equivalgono al 27% mentre sugli ordini nazionali le imprese che vedono un miglioramento (28%) prevalgono di poco su quelle che stimano un peggioramento (20%). Sul fronte estero le indicazioni negative prevalgono su quelle positive sia nel caso del fatturato (23% contro 18%) che degli ordini (23% contro 9%). Riguardo all’occupazione, si va verso una stabilizzazione della forza lavoro nell’88% dei casi.

Le imprese cartotecniche trasformatrici hanno chiuso il 2010 con una ripresa generalizzata del fatturato, confermata anche nella parte finale dell’anno. Nel quarto trimestre 2010, rispetto al terzo trimestre 2010, il 59% dei rispondenti evidenzia una crescita del fatturato interno mentre un 50% segnala un incremento del fatturato estero. Sul fronte degli ordini, sia interni che esteri, la situazione è più equilibrata: sull’Italia il 35% delle aziende ha avuto una crescita (contro un 27% in diminuzione) mentre sull’estero hanno prevalso le imprese in flessione (40%) su quelle in aumento (28%). Inalterata la situazione occupazionale, con un 79% di aziende che hanno mantenuto gli stessi livelli. Le attese sul primo trimestre 2011 sono all’insegna della stabilità, con una discreta prevalenza degli ottimisti sui pessimisti. Il fatturato interno ed estero è stabile per il 68% delle imprese e in incremento rispettivamente per il 26% ed il 20%. In parallelo il 60% circa delle aziende prevede una stabilizzazione degli ordini interni ed esteri e, rispettivamente, c’è un 26% e un 24% di ottimisti. Occupazione inalterata nel 73% dei casi, con qualche segnale di peggioramento nel 18% delle imprese.

Occorrono provvedimenti governativi e comunitari

Piero Capodieci, Presidente della Federazione della Filiera, afferma che «La stagnazione del mercato interno rende più urgente un coerente disegno politico diretto a rafforzare le imprese, mettendo in campo le risorse necessarie a sostenere il confronto concorrenziale e provvedimenti di sostegno alla domanda interna. Occorre dunque detassare gli utili reinvestiti, incentivare la rottamazione dei beni strumentali obsoleti, liberalizzare le quote di ammortamento per i beni strumentali innovativi, ripristinare il credito d’imposta per l’acquisto di carta e il credito agevolato, nonché alleggerire il carico fiscale a favore delle imprese che investono in servizi e software applicativi e nella formazione del personale. A livello europeo va ribadita la strategicità delle materie prime fibrose per carta che sono alla base delle attività della filiera e la necessità di dare finalmente attuazione alle norme che prevedono per le imprese extraeuropee condizioni di riciclo equivalenti a quelle previste dalla legislazione europea.»

Un commento

L’indagine del professore Nova, sempre precisa e puntuale, si limita, purtroppo, e per necessità, a un panel di aziende sostanzialmente limitato a imprese industriali, trascurando il settore, pur vasto, delle aziende grafiche a livello artigianale. In questo settore, ci sembra di poter cogliere un duplice aspetto di contrasto: da un lato piccole aziende sane che hanno saputo ricavarsi una nicchia di mercato, a volte anche importante, ma soprattutto con lavorazioni specialistiche. Dall’alta parte si assiste alla chiusura o all’accorpamento di aziende che, se da un lato serve a ‘ripulire’ il mercato, va anche in controcorrente con la tradizione italiana di tante piccole aziende grafiche distribuite capillarmente sul territorio. è probabile che la tendenza sia quella di una sempre più netta separazione tra aziende grandi, ma a rischio, e aziende piccole e flessibili, ma che investono poco, se non nel solo campo del digitale e nei nuovi mezzi di comunicazione.

Per quanto riguarda gli appelli della filiera e le ‘medicine’ suggerite da Piero Capodieci, finora sono parole al vento vista l’ormai consueta inattività del governo per una seria politica per le attività industriali. Purtroppo l’indagine precede gli eventi occorsi in Giappone, le cui conseguenze sui mercati internazionali sono al momento ancora incerte, ma sicuramente non positive.  Si può solo sperare di non andare incontro a un altro tracollo.

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