Prospettive nel settore cartario

Scritto da il 22 giugno 2011 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - 2 Commenti

Assocarta: aumento produzione e fatturato, rincari su materie prime ed energia.   Nel 2010 tornano a crescere produzione (+6,9%) e fatturato (+14%) del settore cartario italiano grazie alla positiva dinamica dell’export gli “elevati” livelli di costi energetici e materie prime fibrose al centro della sessione l'”Energia per il Futuro”.

L’assemblea annuale di Assocarta si è aperta con una relazione sulla congiuntura e le prospettive del settore cartario italiano, mentre nella sessione dedicata a l'”Energia per il Futuro” moderata da Stefano Carli de La Repubblica – Affari e Finanza; sono intervenuti il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, il Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Guido Bortoni, il Coordinatore Comitato Emissions Trading (Ministero dell’Ambiente), Sebastiano Serra e il Direttore Generale della Confederazione Europea dell’Industria Cartaria, Teresa Presas che hanno risposto alle domande degli imprenditori cartari presenti all’evento.

Risultati positivi dal settore nel 2010, aumento della produzione
Paolo Culicchi, Presidente di Assocarta, ha aperto l’assemblea illustrando i positivi risultati ottenuti dal settore nel 2010: la produzione di carta e cartone ha infatti registrato un miglioramento del 6,9% con quasi 9 milioni di tonnellate prodotte, mentre il fatturato complessivo è stato di oltre 6,8 miliardi di Euro (+14%) grazie soprattutto alla positiva dinamica dell’export, aumentato del 14% in volume e del 18% in valore. In presenza di una domanda nazionale che anche nel 2010 si è confermata scarsamente dinamica, le cartiere hanno esportato quasi il 40% della produzione, quota massima mai raggiunta in precedenza.

Risultato, questo, che in una fase congiunturale caratterizzata dall’inasprimento della concorrenza internazionale e dei costi delle materie prime fibrose ed energetiche, non può che confermare le grandi capacità imprenditoriali dell’industria cartaria nazionale” afferma Culicchi.
La forte componente estera” prosegue “si evidenzia anche nelle dinamiche di tutta la filiera produttiva editoria, carta, stampa e trasformazione che nel 2010 ha registrato un aumento di fatturato del 3,3% (36 miliardi di Euro) mantenendo un saldo positivo della bilancia commerciale cresciuto da 1,8 a 2,9 miliardi di Euro tra il 2002 e il 2009“.

Rincari energetici e materie prime
Segnali positivi anche nel primo trimestre 2011 che mostrano un miglioramento generale tendenziale nei volumi (+3,2%) ma con differenze significative tra i vari comparti, mentre il fatturato (+15%) riflette la necessità delle cartiere di recuperare gli incalzanti rincari di costi energetici e materie prime fibrose che continuano ad esercitare forti pressioni sui margini, come rilevato nell’ambito della sessione tematica l'”Energia per il Futuro”.
Il nostro settore, che importa il 90% del nostro fabbisogno di fibra vergine (3,5 milioni di tonnellate di cellulosa) non disponendo di fonti nazionali” spiega Antonio Pasquini di Cartiera Luccheseha visto nei primi mesi del 2011 un costo della fibra lunga pari a 1.010$/ton (massimo storico mai raggiunto) mentre il macero, che rappresenta il 58% dei consumi del settore, ha presentato forti tensioni sui prezzi a causa della forte domanda asiatica in particolare la Cina. Tra gli elementi che contribuiscono alla “folle corsa” delle materie prime a livello mondiale, anche la spinta che viene dai diversi sistemi di incentivazione per l’utilizzo del legno per produrre energia. La maggior disponibilità di fibre secondarie dovrebbe essere valorizzata secondo un principio di prossimità che unisca tutela dell’ambiente e sviluppo“.

Sempre più complesso da sciogliere il nodo del costo dell’energia che per le cartiere italiane può raggiungere un’incidenza del 30% rispetto al costo complessivo di produzione. “E mentre nel mercato dell’energia elettrica la capacità di interconnessione con l’estero non utilizzata viene riallocata al mercato” spiega Paolo Mattei di Cartiere del Gardanel mercato del gas questo non avviene. Stiamo infatti registrando un sotto utilizzo importante della capacità di trasporto sui gasdotti che collegano l’Italia ai mercati del nord Europa e il razionamento dell’importazione di gas dai mercati europei liquidi sta provocando un aumento del differenziale di prezzo tra l’Italia e i mercati europei. A fine aprile il prezzo italiano all’ingrosso del gas era infatti di 25€/MWh mentre oggi è salito a 28 €/MWh“. Ad aggravare la situazione anche gli oneri di sistema che lievitano a dismisura raggiungendo nei primi mesi dell’anno il 40% del costo complessivo sostenuto da una cartiera media per l’acquisto di energia.

Politiche di sostegno alle rinnovabili e al fotovoltaico
A questi oneri, destinati ad aumentare per far fronte alle politiche di sostegno alle rinnovabili e in particolare al fotovoltaico, si aggiungeranno anche quelli derivanti dal sistema europeo di scambio delle emissioni” aggiunge Giuseppe Lignana di Burgo Group. Peserà sempre più sulle cartiere italiane il sistema di Emissions Trading che rimarrà un sistema unico a livello internazionale che avrà uno scarso impatto sull’effetto serra globale sacrificando la competitività dell’industria europea. “In assenza di misure di compensazione dei costi indiretti e indiretti, a 30€/ton al 2013 la CO2 peserà sul settore per 178 milioni di Euro l’anno ovvero il 3% del fatturato complessivo e il 15% del valore aggiunto lordo” spiega Lignana.

Sul fronte della efficienza energetica sarebbe inoltre necessario procedere a una rapida applicazione della Direttiva Europea n.8/2004 sulla cogenerazione scongiurando il perpetuarsi di una distorsione competitiva che risale al 2004. La cogenerazione infatti, oltre a coprire più del 50% del fabbisogno energetico del settore, consente significativi risparmi in termini di emissioni. A dimostrazione della forte vocazione alla sostenibilità del processo di produzione delle cartiere nazionali anche l’utilizzo del macero che nel 2010 è tornato a crescere con 5,2 milioni di tonnellate (+9,3% 2010/2009) mentre la raccolta nazionale ha evidenziato un +1,9% con 6,3 milioni di tonnellate anche grazie a Comieco attraverso la raccolta urbana pari a 3,2 milioni di tonnellate nel 2010 (+3,7% 2010/2009).

2 Commenti on "Prospettive nel settore cartario"

  1. Best Ellipticals 14 dicembre 2011 alle 03:13 · Rispondi

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    Hellen

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