Inchiostri: aria di tempesta

Scritto da il 13 luglio 2011 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - Nessun commento

C’è preoccupazione nel mondo dei produttori europei di inchiostri da stampa. E sembra che i timori siano ben fondati, stando ai dati e alle circostanze.
Ma non è un problema legato, come si potrebbe pensare, al calo di domanda causato dai nuovi mezzi di comunicazione.

Al contrario, si tratta della crescita smisurata dei prezzi delle materie prime, che nella fabbricazione di inchiostri incidono per il 50%. Il problema sta dunque nel fatto che i produttori non riescono a soddisfare una richiesta persino crescente di inchiostri per la stampa, sia per i costi elevati delle materie prime, sia per i lunghi tempi di consegna.

Alla base del problema sono non solo la crisi economica che ha indotto i produttori di materie prime, e in particolare il biossido di titanio, a tagliare i costi e quindi mezzi e personale, e di conseguenza la produttività; altro problema significativo le disastrose condizione meteorologiche di Paesi produttori dei vegetali utilizzati nei leganti, quali Cina, Pakistan, Russia.

Qualche esempio, comunicato da EuPIA (European Printing Ink Association) è significativo: il prezzo del biossido di titanio, che fino allo scorso anno aveva una crescita del 10% al trimestre, oggi cresce del 35% al trimestre. I prezzi delle resine cescono del 400% all’anno.

Un altro problema, per gli europei, sorge dalle restrizioni, giustamente sempre più accurate, imposte da REACH, il registro europeo per la regolamentazione dei prodotti chimici in fatto di sicurezza, a cui molti produttori extra europei non vogliono registrarsi limitando così ulteriormente le forniture delle sostanze chimiche.

Secondo Martin Kanert (m.kanert@cepe.org), Executive Manager di EuPIA, i produttori di inchiostri sono proattivi e stanno facendo il possibile per andare incontro alle richieste dei consumatori, anche in fatto di richieste ambientali e di sicurezza, anche scon sforzi che mirano allo sviluppo di prodotti innovativi. Resta il fatto che il costo delle materie prime incide per il 50% sul prezzo finale dell’inchiostro e questo si ripercuote inevitabilmente sul mercato.

Sul futuro degli inchiostri da stampa rimandiamo anche a questa discussione.

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