Da Federgrafica un appello per riformare il Paese

Scritto da il 18 luglio 2011 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - Nessun commento

L’assemblea pubblica della Federazione della filiera grafiica, carta e trasformazione oltre a certificare la nomina del nuovo Presidente Felice Rossini e di Giovanni Battista Colombo alla presidenza di Assografici, è stata l’occasione per condividere con gli operatori del settore importanti riflessioni sullo stato del nostro sistema industriale. Emma Marcegaglia Presidente di Confindustria ha inviato all’Assemblea un videomessaggio

di Andrea Spadini

L’apertura della parte pubblica dell’Assemblea ha rappresentato un momento molto emozionante con la visione di un filmato realizzato da Confindustria per celebrare il sistema industriale italiano, dall’unità d’Italia a oggi. Nonostante le difficoltà strutturali di un sistema che ha assoluto bisogno di riforme, di certezze, di sostegno su più fronti, un filmato celebrativo come quello mostrato ai partecipanti all’Assemblea deve rappresentare un punto di partenza per ritrovare quell’energia e quello slancio propositivo e innovativo per continuare a competere in un mercato globale che si chiama mondo.

Come sottolineato dal Presidente Emma Marcegaglia, che non potendo partecipare direttamente all’Assemblea ha inviato un video messaggio, non c’è più tempo da perdere ed è arrivato il momento di affrontare le riforme strutturali indispensabili per rilanciare l’economia e per dare alle imprese quegli strumenti indispensabili per mantenersi competitive. “Oggi è chiaro quello che c’è da fare, bisogna solo passare dalle parole ai fatti per dare speranza ai nostri giovani e futuro alla nostra industria“, ha detto il Presidente Marcegaglia, che ha poi concluso il suo intervento ringraziando il Presidente Capodieci per l’ottimo lavoro svolto nel corso del suo mandato e con il quale ha avuto il piacere di lavorare insieme in ambito confindustriale per la tutela degli interessi del comparto grafico, cartotecnico, trasformatore, anche se purtroppo le ultime proposte avanzate da Capodieci per provare a ridare slancio al comparto, tra le quali la detassazione degli utili reinvestiti in pubblicità, sono state lasciate cadere nel vuoto da parte del Governo.

Il saluto di Piero Capodieci

È stata poi la volta di Piero Capodieci che ha parlato per l’ultima volta in qualità di Presidente Federgrafica e Assografici, che ha tracciato un bilancio dall’inizio del suo mandato, con alcune riflessioni sul presente e sul futuro, ricordando come nel 2007-2008 si sottovalutarono i primi segnali di crisi provenienti dagli USA, chei invece hanno profondamente minato le nostre certezze.

La prima riflessione riguarda la crisi globale che ha spaccato il mondo in due aree: da una parte i paesi in via di sviluppo usciti dalla crisi con tassi di crescita dal 7 al 9%, dall’altro i cosiddetti paesi avanzati con in testa gli USA a un tasso di crescita annuo del 3%, con l’Italia ulteriormente penalizzata da carenze strutturali che appesantiscono la situazione. Nel prossimo decennio oltre alla divisione si aggiungerà come elemento strutturale l’instabilità (nord Africa, Medio Oriente, incidente nucleare in Giappone, debiti sovrani, crisi Greca solo per citare gli ultimi avvenimenti).

Capodieci ha poi analizzato il ruolo della finanza, che deve tornare a essere uno strumento utile per lo sviluppo economico e non un mezzo per ottenere facili guadagni, e anch’egli riprendendo l’appello del Presidente Marcegaglia non ha mancato di sottolineare la latitanza del Governo italiano sul tema delle riforme strutturali.

Al cambiamento dobbiamo rispondere con il cambiamento“, ha sottolineato Capodieci, “saranno vincenti le aziende che sapranno declinare il paradigma dell’E: Innovazione e Tradizione, Qualità e Quantità, Costi e Ricavi, Volumi e Margini, Breve e Lungo Termine, Cooperare e Competere“.

Il cliente del nostro cliente dovrà essere sempre più al centro di un modello di business che vedrà le imprese dare vita a un deciso processo di concentrazione, visto l’eccesso di capacità produttiva, causa principale di margini sempre più bassi, ma anche sviluppando il processo delle Reti d’Impresa.

La carta stampata non scomparirà, anzi, ma diminuirà la quota di mercato dei prodotti stampati. E qui occorre che l’imprenditore faccia il suo mestiere: aziende più snelle, efficaci e flessibili, reti d’impresa e partnership, servizi a tutto tondo per i clienti, e poi sfruttare meglio le leve per la ricerca di nuovi business all’estero.

La carta ha una sua fisicità e versatilità, può essere povera come lussuosa, è attendibile e autorevole, è responsabile dal punto di vista ambientale e può fare della dimensione estetica uno straordinario vantaggio competitivo. Certamente il mezzo elettronico ha una ricchezza di contenuti senza paragoni, è multifunzionale e consente di tracciare i contatti. Il futuro sarà il giusto mix, l’integrazione e l’interazione tra la fisicità e la virtualità che consente di superare la staticità della carta tramite l’espansione della realtà estesa, arricchendo i contenuti ed aumentando in modo esponenziale l’efficacia del mezzo. In pratica dovremo diventare più propositivi e attrattivi perché non siamo più nell’epoca della soddisfazione dei bisogni, ma in quella della soddisfazione dei desideri, della scoperta dei nuovi desideri da soddisfare“, aggiunge Capodieci prima di affrontare una riflessione sul settore degli imballaggi.

L’imballaggio in ripresa con il flessibile a trainare

Nonostante il settore packaging subisca periodicamente attacchi su più fronti volti a sminuirne l’utilità, è questo un comparto che sta reagendo bene alla crisi e anzi è stato in grado di agganciare la ripresa. è stato posto l’accento sulla necessità di difendere il settore quando questi dovesse trovarsi ancora “sotto attacco” dell’opinione pubblica, perchè ulteriori danni ad aziende che producono e rendono un servizio utile all’impresa e al consumatore non saranno più tollerabili.

Come mezzo di comunicazione del settore ci permettiamo di sottolineare l’importanza di comunicare sempre di più ai mezzi di informazione generici, poiché nel nostro piccolo ci prestiamo più che volentieri alla difesa del settore nel quale lavoriamo, ma trattandosi di riviste che circolano fra gli operatori, andiamo solo a rafforzare delle convinzioni che tutti noi abbiamo ben chiare. Non è a chi ha ben presente il valore, l’importanza e la funzionalità del packaging che bisogna spiegare tutto ciò. Insistere invece sui media nazionali con pubblicità dedicate, ma anche con convegni aperti a tutti forse potrebbe dare risultati di più ampio consenso.

L’azione di prevenzione e di corretta informazione sarà sempre più un nostro punto qualificante e d’ora in poi cercheremo di essere sempre più presenti, anche con la collaborazione all’interno della Federazione di Comieco che rappresenta il fiore all’occhiello della nostra filiera in fatto di raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo. Abbiamo anche la fortuna di avere al nostro interno l’imballaggio flessibile, ossia prodotti di alta tecnologia, una fortuna questa che ci permette di guardare all’imballaggio non solo dal punto di vista della carta, trasformata in astucci pieghevoli, casse di ondulato, shopper, sacchi a grande contenuto, tubi o etichette, ma con una visione generale che ci rende più ricchi e più autorevoli“, dice Capodieci.

Non a caso alla Federazione di filiera costituita nel 2008 e che comprende Assografici, Assocarta, Acimga si è aggiunto come socio aggregato proprio Comieco per una filiera ancor più allargata e finalizzata a una più ampia tutela degli interessi di tutti.

Capodieci ha poi concluso il suo intervento ricordando la recente trattativa sindacale che ha portato a un rinnovo contrattuale in grado di coniugare le esigenze delle imprese e quelle dei lavoratori, e ringraziando pubblicamente tutte le parti che si sono sedute attorno a un tavolo dimostrando coraggio e senso di responsabilità.

Come Paese abbiamo perduto un decennio in termini di minore competitività e mancata crescita, il mondo politico in questi anni cruciali si è occupato più delle sue fratture interne e delle leadership personali che degli interessi generali. Noi dobbiamo invece dare un esempio concreto in linea con la sobrietà e la perseveranza tipica dell’imprenditore. Ho passato buona parte della mia vita lavorativa all’interno delle nostre Associazioni, credetemi non è mai stato tempo perduto. Il futuro che attende le nostre imprese sarà sempre più difficile da interpretare, i temi legati alle nuove tecnologie, la sempre più complessa e pervasiva materia ambientale, sono solo alcuni esempi di ciò che dovremo affrontare. Tutto questo comporterà maggiore necessità di rappresentanza, vigile e competente, sia a livello nazionale che di Unione Europea per non essere tagliati fuori, per non dover poi rincorrere normative sbagliate da correggere. Per questo vi invito a frequentare di più le Associazioni, ad esserne parte viva e propositiva, a fare di loro quel laboratorio di idee che in altre parti del Paese purtroppo non esiste più“, ha concluso Capodieci prima di passare il testimone a Felice Rossini, il suo successore.

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Felice Rossini, presidente Federgrafica 2011-2013

Felice Rossini, presidente della Rossini Spa azienda leader nella produzione di rulli in gomma e sleeve per stampa rotocalco e flexo per l’industria dell’imballaggio, se da un lato darà continuità alle attività dell’Associazione, dall’altro sarà chiamato a nuove dare risposte alle nuove sfide imposte dal mercato. Tre gli aspetti principali richiamati dal nuovo Presidente che costituiranno delle priorità durante il suo mandato biennale. In primis i rapporti istituzionali che Federgrafica, terminato il periodo di rodaggio, dovrà curare in maniera sempre più incisiva, con la consapevolezza di essere portavoce delle istanze di una intera filiera, che ha l’assoluta necessità di essere ascoltata e sostenuta.

Il secondo aspetto riguarderà il futuro della carta stampata, l’avanzata delle nuove tecnologie, le sinergie fra stampa e nuove forme di comunicazione. Dovranno essere individuati i punti di contatto dell’industria cartaria, delle macchine e della stampa e valorizzarle per essere di supporto a tutte le aziende della filiera.

Infine l’innovazione e le nuove frontiere. L’industria della carta impiegata in diversi settori oltre quello della stampa è riuscita a sconfiggere il tabù della deforestazione e si è resa protagonista di un’azione etica, presentando finalmente un saldo attivo nelle piantagioni, quella dei costruttori di macchine che sono chiamate ogni giorno a dare risposte su innovazione di processo e di prodotto, esportano quote significative in tutto il mondo e oggi hanno davanti a sé prospettive di sviluppo anche in campi di applicazione di grande interesse ed evoluzione, come la stampa sugli imballaggi, e le aziende di stampa che sintetizzano l’impiego di materiali e tecnologie creando valore aggiunto e si pongono al vertice della filiera, ma che oggi sono chiamate ad affrontare alcune sfide cruciali dalla concorrenza dei media digitali alla crescita dimensionale.

Oggi, a mio parere, anche nel mondo della carta stampata, come nel mondo dei prodotti di consumo, è lo stesso stampatore che, con il suo ufficio tecnico e la sua creatività, deve realizzare e proporre un nuovo prodotto finito creando l’esigenza al mercato. Posso portarvi un esempio recentissimo come quello delle figurine di Walt Disney che sta distribuendo Esselunga e sta avendo un enorme successo. Io non so se in questo caso è stata Esselunga ad avere l’idea ma mi piacerebbe che in futuro sia lo stesso stampatore, con il suo ufficio ricerca, a proporre tali idee innovative al consumatore“, ha detto il presidente Rossini.

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Effetti e prospettive di un cambiamento globale

Ha concluso il pomeriggio di relazioni Gian Maria Gros Pietro, Ordinario di Economia dell’Impresa alla Luiss Guido Carli di Roma con un intervento dedicato agli “Effetti e prospettive di un cambiamento globale“. “Per uscire dalla crisi“, ha detto il prof. Gros Pietro “sarà necessario cambiare“. L’impresa che oggi risulta vincente deve essere agile, mutevole, anticipare e risolvere il problema ai clienti, investire sulle risorse umane, gestire mezzi rilevanti, coinvolgere i collaboratori nel risultato, attivare le reti territoriali. è inoltre utile definire l’arena entro cui competere, e nel nostro Paese ce ne sono alcune di rilievo dove le competenze e il know-how richiesto rappresentano delle “barriere” difensive per chi volesse entrare in quel mercato: abbigliamento, arredamento, alimentare, automazione, ma anche settori altamente specializzati e non tradizionalmente made in Italy come il packaging. Interessanti anche le opportunità di filiera, in particolare quelle relative a una filiera complessa come quella cartaria e grafica, anche per la sua interazione con molte altre filiere.

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