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Scritto da il 6 ottobre 2011 in MERCATI & AZIENDE - Nessun commento

Il mercato del vino guarda a Est con l’8° edizione di Vinitaly Tour Russia (www.vinitalytour.com) svoltosi a Mosca il 12 e 13 ottobre 2011.

Mentre la crisi economica internazionale aveva fatto temere ripercussioni anche sull’import di vini, invece nei primi sei mesi del 2011 l’industria enologica italiana ha esportato in Russia prodotti per un valore di 54 milioni di euro, con una crescita del 24% rispetto allo stesso periodo del 2010. Tra le aziende presenti nella tappa russa di Vinitaly World Tour ci sono alcune delle più rappresentative del made in Italy: Zonin, Giv, Valdo, Barone Ricasoli, Cavit, Pasqua, Folonari, Medici Ermete, Masi, Cantina Produttori Cormons, Sartori, Cusumano, Ca’ del Bosco, Rapitalà, Planeta, Allegrini, Renato Ratti, Bolla, Bertani, Santa Margherita, Due Palme, Distillerie Bertagnolli. I vini di Sicilia saranno protagonisti di una degustazione guidata, oltre che della cena di gala dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino siciliano.

Il mercato russo

La Russia ha circa 143 milioni di abitanti, ma solo 30-40 milioni sono quelli potenzialmente interessati al consumo di vino, rappresentati principalmente dalle classi sociali più abbienti, con cultura elevata, donne e giovani. Attualmente i vini di importazione costituiscono circa il 12% del mercato e il loro consumo è concentrato a Mosca (60% del totale) e nelle altre grandi città. Circa 240,5 milioni di bottiglie sono venduti nella fascia medium tra 3,3 e 7 euro; 53,5-58,5 milioni nella fascia premium fino a 12,6 euro e 35-40 milioni di bottiglie vengono commercializzate nella fascia super premium a un prezzo superiore a 12,6 euro. Spesso però i prezzi di entrata sono anche di 10-15 volte inferiori e ciò ha indotto il Governo russo a introdurre un nuovo regime fiscale che penalizza maggiormente i vini italiani, in particolare gli igt di prezzo più basso, che subiscono un aggravio medio dei costi del 30% rispetto al 12% di quelli francesi e spagnoli.

L’Italia rappresenta il terzo Paese esportare dopo Francia e Spagna, seguita da Bulgaria, Germania, Moldavia, Cile e Ucraina. Negli ultimi anni il nostro Paese ha dimostrato una capacità di crescita maggiore rispetto ai diretti concorrenti, grazie al maggiore appeal dei suoi vini, riconosciuti dai consumatori russi come più facili da bere e da capire rispetto a quelli francesi e con un rapporto qualità/prezzo più adeguato ai tempi. L’Italia in generale gode della stima della popolazione russa, che apprezza il made in Italy e la sua cucina, ma anche la cultura del bel Paese, che ritrova nel forte radicamento con il territorio di origine espresso dai nostri vini e che rappresenta un valore aggiunto al pari del brand. Grande successo in particolare per i nostri vini frizzanti, che nel 2010 hanno rappresentato quasi il 61% dell’importazione complessiva di questa tipologia di prodotto.

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