Congiuntura del settore cartario

Scritto da il 30 ottobre 2011 in MERCATI & AZIENDE, Osservatorio - Nessun commento

Il settore cartario italiano si esamina al 18° MIAC (Mostra Internazionale dell’Industra Cartaria) (Lucca 12-14 ottobre 2011): +2,3% nei primi otto mesi del 2011, ma non recupera ai livelli pre-crisi, mentre il settore si confronta con un quadro economico in brusco rallentamento da fine luglio a oggi, con l’alto costo dell’energia, aggravato dalla vertiginosa crescita degli oneri in bolletta per finanziare le fonti rinnovabili. Il mancato recupero energetico dei rifiuti del processo cartario costituisce un ulteriore e pesante freno alla competitività.

MIAC, la Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria, manifestazione ufficiale di Assocarta e Assindustria Lucca si è aperto in un quadro congiunturale fortemente incerto già prima della crisi finanziaria e radicalmente cambiato da fine luglio in poi. I livelli di produzione e fatturato, anche se in recupero nei primi otto mesi dell’anno rispettivamente del 2,3% e del 10,2% (rispetto agli otto mesi 2010), restano ancora lontani dai livelli pre-crisi mostrando peraltro segnali di rallentamento prima ancora degli effetti della tempesta finanziaria che ha fortemente deteriorato il clima economico internazionale.

Gli operatori del settore cartario si sono incontrato al Miac di Lucca

Gli operatori del settore cartario si sono incontrato al Miac di Lucca

«In presenza di una domanda interna debole è ancora una volta l’export (+7% sei mesi 2011/sei mesi 2010) a dare impulso all’attività delle cartiere» sottolinea Paolo Culicchi, Presidente di Assocarta «mentre la performance del fatturato riflette la necessità delle cartiere di recuperare gli elevatissimi livelli raggiunti nei mesi scorsi dai costi energetici e dai prezzi delle materie prime fibrose che continuano ad esercitare forti pressioni sui margini. I costi energetici continuano a destare allarme in quanto fattori su cui si basa la competitività del settore. Basti pensare che il costo del gas da solo rappresenta dal 15% sino al 20% del costo di produzione cartario mentre permane un forte differenziale di prezzo (+30%) che le nostre imprese devono sostenere per l’acquisto di gas rispetto ai concorrenti europei.»

Il settore, inoltre, pagherà fino a 30 € d’incentivi per ogni MWh di energia elettrica consumata per effetto del fotovoltaico, mentre per effetto delle reintroduzione delle tariffe minime per l’autotrasporto i relativi costi cresceranno del 25-30%. «Si tratta di un vero e proprio “zaino anti-competitivo” – aggiunge Culicchi, – che diventa in tempi di crisi una zavorra che impedisce investimenti e innovazione. Con il prossimo Decreto Sviluppo si deve aumentare la concorrenza in campo energetico e liberalizzare l’autotrasporto per riportare l’Italia allo stesso livello dei nostri competitor europe

Sul fronte delle fibre vergini si registrano invece ridimensionamenti nelle quotazioni che rimangono però fortemente al di sopra di quelle pre-crisi: nel mese di settembre la fibra corta (NBSK) si è collocata sui 910$/ton contro i 570$ di aprile 2009 mentre quella lunga è scesa a 710-740$/ton contro i 470$/ton del 2009; calano anche le quotazioni delle diverse qualità di macero.

Carta da macero, materia prima

«Con un tasso di riciclo del 56% la carta da macero, raccolta sul nostro territorio, costituisce la principale materia prima per il nostro settore» spiega il presidente di Assocarta. Secondo la Direttiva Europea sui Rifiuti n.98/2008 gli obiettivi di riciclaggio vanno raggiunti dai singoli Stati. Un concetto di prossimità applicato al riciclo delle raccolte differenziate sarebbe quindi la “chiave” per coniugare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo del territorio sotto un profilo industriale e sociale. «Non si tratta di bloccare l’export di macero, come pure stanno facendo alcuni Paesi tra cui la Turchia» afferma «ma di vedere la carta da macero come una materia prima e di fondare su questa base una politica industriale che ci consenta di raggiungere nuovi obiettivi di sostenibilità

Questa tematica nell’ambito del recepimento italiano della Direttiva Europea sui Rifiuti con il Decreto Lgs. 205/2010 è oggetto dell’intervento del DG di Assocarta Massimo Medugno che ha aperto il seminario “Da rifiuti a risorse: migliorare il riciclaggio con più recupero“. David Barrio di Aspapel (Associazione di produttori di carta spagnola) ha parlato di un impianto realizzato dalla società SAICA, azienda spagnola che produce carta da imballaggio riciclata che sta costruendo un impianto per recuperare gli scarti di riciclo e rilanciare, anche in questo modo, la propria competitività in tutta Europa partendo dal Mediterraneo. Enrico Fontana della società Lucense di Lucca ha illustrato un progetto di un impianto di rigassificazione al plasma per recuperare i residui del processo cartario e al contempo fornire energia al territorio lucchese.

Questi interventi sono stati occasione per discutere di un altro importante problema legato al riciclo, il recupero energetico dei residui del processo cartario che in Italia incontra resistenze non solo normative, ma anche culturali con una percentuale di residui avviati al recupero energetico del 28% mentre la media europea è del 50%.

«Nel nostro Paese – ha concluso Culicchi – il mancato recupero energetico dei rifiuti del processo cartario costituisce un ulteriore freno alla competitività del settore oltre a disattendere obiettivi europei di politica industriale. Un’occasione persa sia per il settore che per la collettività se consideriamo che il recupero energetico dei residui del processo – caratterizzati da contenuto energetico, assenza di tossicità ed elevato contenuto di biomassa – tramite termovalorizzazione consentirebbe al settore di recuperare energia elettrica e calore utili al processo riducendo movimentazione di rifiuti, ricorso in discarica e producendo benefici occupazionali. Ogni anno il settore produce circa 400.000 tonnellate di rifiuti da riciclaggio che corrispondono a 720.000 barili di petrolio (99.000 tep), lo 0,05% del fabbisogno nazionale. Se si considera un consumo domestico medio di elettricità di 1.200 kWh per cittadino, lo scarto del riciclo potrebbe quindi sostituire una centrale da 100 MW elettrici in grado di servire 460.000 utenti (una popolazione pari agli abitanti di Cuneo, Frosinone, Lucca, Mantova, Salerno e Treviso messe insieme).»

E’ seguita una Technology Conference in cui si sono presentati case studies tecnici inerenti il mercato tissue.

Il 14 ottobre (ore 10.00-12.30) si è tenuto il seminario “Nuovi consumi, nuovi mercati nel mondo tissue” dove si è fatto il punto sull’evoluzione dei comportamenti del consumatore a livello italiano ed europeo e i più recenti trend di consumo di carte tissue grazie agli interventi della società finlandese Yaakko Poyry e di Nielsen.

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