Il prezzo? non è questo il vero problema

Scritto da il 18 febbraio 2013 in Gestione, MERCATI & AZIENDE, TECNICHE - 2 Commenti

Quante volte si sente dire che non ci sono più margini, che il prezzo lo fa il cliente, che in questo modo non si può più lavorare. Ognuno ha una propria storia da raccontare e, dal suo punto di vista, ognuno ha mille buone ragioni per lamentarsi.
Ma se invece cercassimo di vedere positivo?

Storie recenti di successo dimostrano che anche a prezzi contenuti o, se vogliamo essere drastici, con prezzi ridotti all’osso, si può prosperare.
Volete qualche esempio? Prendiamo il caso ormai classico di Ryanair. Qualcuno pensava che si potesse andare da Milano a Londra a un costo inferiore al pedaggio autostradale Milano Venezia? Eppure, ormai lo sanno anche i sassi, si può. Perché? Ryanair
Perché è il modello di business che fa la differenza.
Non facciamo nomi, ma pensate ai casi di successo nel settore delle arti grafiche. Sì, si può.

La variabile data di consegna

Allora pensiamo al nostro modello di business o, più semplicemente, alle variabili da mettere in campo.
Il prezzo è certo una variabile; ma cosa dire della differenziazione del prodotto? Della qualità e dei servizi? Ne potremo parlare, ma oggi mi piacerebbe parlare della variabile “data di consegna”.
Quanto vale oggi rispettare la data di consegna richiesta dal cliente? E, in particolare, quando c’è di mezzo la grande distribuzione organizzata (GDO).
Secondo una analisi effettuata nel 2011 da Promomedia e Promotion Magazine, su un campione di 1400 clienti di 12 insegne della grande distribuzione e della grande distribuzione specializzata, il 57% degli intervistati ha dichiarato che “la mancata produzione o fornitura del materiale nei tempi previsti figurano tra i fattori che determinano l’insuccesso di una campagna realizzata presso il punto vendita”.
In Italia le campagne realizzate ogni anno presso i punti vendita attraverso supporti stampati – espositori, cartelli e quindi spesso prodotti della cartotecnica – sono attualmente 41, circa una a settimana per ogni gruppo GDO.
Inoltre, 9 aziende su 10 (91% del campione) ha dichiarato che l’analisi di una campagna e la valutazione dei risultati ottenuti costituiscono per loro un motivo di “grande preoccupazione”.

Arrivare prima Packway1

Possono già bastare questi pochi dati per essere convinti e consapevoli dell’importanza del rispetto assoluto della data di consegna.
Ma quante sono le aziende di stampa e cartotecnica, specie se piccole o medie, che possono permettersi di indicare date di consegna certe, fin dal momento dell’acquisizione dell’ordine, e poi verificarne la fattibilità nel corso di tutto il processo produttivo?

Se anche per te la “gestione delle date di consegna” è un problema quotidiano, ne possiamo parlare e magari trovare insieme la soluzione.
E intanto ti invito a guardare prima questo video http://www.youtube.com/watch?v=jFnDLF6YWUslist=PLF966406A009C6EC0&index=1 : in 4 minuti ti farai un’idea di come migliorare il tuo lavoro.
E poi contattaci pure da www.bbinfo.com.
 B+Blogo      Luciano Bortolini – B+B

 

2 Commenti on "Il prezzo? non è questo il vero problema"

  1. Claudio 18 dicembre 2013 alle 11:44 · Rispondi

    Ma come si fa a scrivere un articolo del genere? Che esempio è quello di Ryanair? A parte che è indagato per carburante non sufficiente immesso nei serbatoi… e poi non è vero che tutti i biglietti costano poco… Per ogni tratta ci sono 20 posti a prezzo stracciato e gli altri a costo pieno.
    Nel settore grafico, parlo per la legatoria, viene chiesto un prezzo tirato e tiratissimo per il successivo, e ancora più tirato per quello dopo ancora, senza mai poter rifiatare.
    Poi si punta sull’attenzione alle consegna… si bene… a parte che il servizio va pagato (ma vedi sopra, quindi lasciamo stare) un lavoro viene prorammato per 5 giorni, il cliente lo vuole in 3, se dici di NO non dai il servizio, se dici CI PROVO e poi non ce la fai non dai il servizio, se CE LA FAI ma correndo tralasciando la qualità allora lavori male.

    • Marco F. Picasso 19 dicembre 2013 alle 11:08 · Rispondi

      E’ chiaro che forse l’esempio di Ryanair non è tra i più azzeccati (ma vale come esempio generico). Tuttavia nel suo commento non c’è nulla di nuovo. C’è chi si ferma alla superficie, chi va più a fondo. Chi vince e chi perde. Non spetta a noi giudicare. E’ il mercato.

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