Strategie di rete per conquistare il mercato

Scritto da il 27 dicembre 2011 in Gestione, Mercati & Aziende - 1 Commento
retiimpresa

Le reti di impresa rappresentano oggi una delle principali modalità di riorganizzazione del sistema industriale italiano e costituiscono per il prossimo futuro una delle soluzioni che molte aziende dovranno tenere presenti per la sopravvivenza.
Se ne è parlato lo scorso ottobre al convegno organizzato dall’Unione degli industriali grafici di Milano a Rapallo.
In questo articolo affidiamo al nostro esperto di strategie organizzative aziendali una descrizione di cosa sono le Reti d’Impresa e come affrontarle.

Ing. Fausto Ceolini

Le imprese più attive e innovative hanno da qualche tempo iniziato a discostarsi dal modello di business tradizionale per orientarsi verso forme di organizzazione produttiva a rete. Queste attuali forme di aggregazione rappresentano una efficace strategia per lo sviluppo delle aziende del nostro territorio e uno strumento innovativo competitivo, regolamentato dalla Legge n. 33/2009.
Il successo delle reti di impresa è confermato dai numeri: i dati aggiornati al 12 ottobre 2011 riportano infatti 162 contratti di rete con 800 aziende partecipanti (erano rispettivamente 118 e 557 al 31 agosto – come illustrate nella tabella qui sotto ).

 Tabella Reti d'Impresa per regione

Nella successiva tabella (qui a sinistra) sono riportati i settori interessati (da notare che il 70% è rappresentato dal settore manifatturiero).

Perché partecipare a una rete di impresa

Le PMI che scelgono di partecipare a una rete possono dar vita a collaborazioni tecnologiche e commerciali con aziende della stessa filiera produttiva per acquistare maggiore forza contrattuale, agevolazioni amministrative, finanziarie e per fare ricerca e sviluppo.
Inoltre, un importante vantaggio dell’aggregazione è connesso alla necessità di accrescere la massa critica a fronte della globalizzazione dei mercati.
Un altro aspetto importante per le PMI italiane è la possibilità, per le imprese che si uniscono per un obiettivo comune, di mantenere la propria autonomia e di ottenere agevolazioni fiscali a favore delle aziende che finanziano le attività in rete.

Problemi aperti

Gli aspetti di criticità riguardano la cultura imprenditoriale della collaborazione, che trova ancora molte resistenze e perciò necessita di supporti di progettazione ad hoc, che identifichino gli obiettivi, il modello di governance, gli spazi di cooperazione e quelli di autonomia.
Il riconoscimento delle reti sia a fini fiscali che a fini agevolativi, e la concreta disciplina per partecipare a bandi e appalti. La necessità da parte delle banche di operare in modo diverso nella concessione dei prestiti: dalla valutazione del “soggetto” alla valutazione del “progetto”.

Contratto di rete

È un contratto stipulato tramite un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, con il quale più imprese perseguono l’obiettivo di accrescere la propria competitività e capacità d’innovazione attraverso un programma comune in cui si impegnano a collaborare attraverso lo scambio di informazioni e prestazioni di natura industriale, tecnica o tecnologica.
Il contratto prevede l’istituzione (non obbligatoria) di un fondo comune patrimoniale.
Gli utili d’impresa reinvestiti nel fondo patrimoniale o nel conseguimento del programma di rete godono di una defiscalizzazione, fino a un massimo di un milione di euro.
Per le agevolazioni sono state stanziate complessivamente dal 2011 al 2013, 48 milioni di euro. Sono previsti anche 30 milioni (accordo di programma tra Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere) per realizzare progetti diretti a promuovere le reti d’impresa, supportando le imprese attraverso studi di pre-fattibilità e la stesura delle tipologie contrattuali.

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1 Commento on "Strategie di rete per conquistare il mercato"

  1. micaela 7 gennaio 2012 alle 09:21 · Rispondi

    Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno». Dio condusse il sant’uomo verso due porte.
    Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.
    C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca.
    Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
    Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
    Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
    Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
    Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.
    C’era la grande tavola rotonda, con il recipiente che gli fece venire l’acquolina.
    Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
    Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
    Il sant’uomo disse a Dio : «Non capisco!»
    - E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi… Ma permette di nutrire il proprio vicino.
    Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!
    Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi… – Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura… La differenza la portiamo dentro di noi!
    Corollario:
    “Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
    Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.
    Mahatma Gandhi.

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