Flexo: il magazzinaggio corretto delle sleeve

Scritto da il 16 dicembre 2013 in Gestione, Label&Pack, TECNICHE - 2 Commenti

Al Flexo Day 2013 di Bologna (leggere qui l’articolo) si è sentito parlare anche di conservazione delle maniche flessografiche.

A seguito degli articoli da noi precedentemente pubblicati sui difetti di stampa e sulla corretta conservazione, a cui rimandiamo, alcuni stampatori presenti hanno interpellato Mattia Avornielli e Mario Corazzari della Due Emme presenti al convegno per avere maggiori informazioni.
Abbiamo colto quindi l’occasione di quanto ascoltato per approfondire l’argomento con i diretti interessati, ascoltando anche il parere di alcuni noti esperti di stampa flessografica.
In realtà ancora oggi sono diverse le aziende che stampano flexo, sia per etichette, sia per cartotecnica e imballaggi, che non hanno adottato un metodo razionale per la conservazione delle maniche. Va detto che se nella banda larga l’utilizzo delle sleeves è molto diffuso, sulle rotative a banda stretta per le etichette non sono ancora molte le aziende che si sono adeguate alla tecnologia “sleeves” sebbene il trend sia fortemente orientato a tale scelta soprattutto nella stampa di qualità.

Stoccaggio verticale

Nell’articolo citato abbiamo descritto sommariamente gli “storage” proposti da Due Emme, azienda milanese che ha ideato questo pratico sistema di magazzinaggio che da anni produce, anche se fino a oggi sono stati commercializzati sotto altro brand.
Questi “storage” conservano le sleeve in verticale, evitando così la gravosa ‘ovalizzazione’ delle maniche il cui riutilizzo provoca difetti di stampa quali barrature e alonature, come descritto nei precedenti articoli.
Diamo quindi riscontro ad alcuni stampatori che avevano letto l’articolo e ci hanno richiesto maggiori informazioni: ad esempio, come e quante maniche si possono conservare, come si gestisce il magazzino e altro.
Vediamo di dare le risposte.
La versione manuale dello “Sleeves Storage” è costituito da  solide strutture in lamiera completamente modulari composte da colonne o “rack”  capaci di allocare su ripiani in posizione verticale e in sicurezza (attraverso appositi centraggi ) maniche di diametro e tavola variabile. Ogni rack può contenere da uno a “n” ripiani.
I moduli proposti sono composti da due rack fissi che ne costituiscono la base portante  e una serie di rack mobili, che  l’operatore può far scorrere (tra i due rack fissi) con il minimo sforzo anche a pieno carico. La struttura complessiva è espandibile senza limiti attraverso l’aggiunta di “n” espansioni (composte da un rack fisso e da una serie di rack mobili per ogni unità).

Alcuni dati utili

È stato chiesto qual è la capienza degli “storage”. Ovviamente variabile, in quanto il numero di maniche che entrano nello “store” dipende dal loro diametro e lunghezza. Nella versione standard (Due Emme ci ha detto che realizza lo storage anche “su misura” per risolvere le richieste di stampatori vincolati da particolari esigenze) è possibile comunque stoccare quantità elevate di sleeve.
Facciamo alcuni esempi, considerando le configurazioni in media più richieste: Sleves Storage modulo A3 con altezza standard ( 2 rack fissi e 3 mobili per un ingombro totale di 13 m²).

Per la banda stretta, ipotizzando di dover stoccare sleeve con una lunghezza di tavola uguale a 440 mm e utilizzando con tre ripiani a rack avremo:

– per un diametro esterno di 100 mm  (5 ripiani a rack):  1900 ca. sleeve stoccabili;
– per un diametro esterno di 120 mm (5 ripiani a rack):   1600 ca. sleeve stoccabili;
– per un diametro esterno di 140 mm (5 ripiani a rack):   1400 ca. sleeve stoccabili;

– per un diametro esterno di 100 mm  (3 ripiani a rack):  1140 ca. sleeve stoccabili;
– per un diametro esterno di 120 mm (3 ripiani a rack):    960 ca. sleeve stoccabili;
– per un diametro esterno di 140 mm (3 ripiani a rack):    840 ca. sleeve stoccabili;

Per la banda larga, ipotizzando di dover stoccare sleeve con una lunghezza di tavola uguale a 1200 mm
– per un diametro esterno di 120 mm:  640 ca. sleeve stoccabili;
– per un diametro esterno di 160 mm:  500 ca. sleeve stoccabili;
– per un diametro esterno di 180 mm:  360 ca. sleeve stoccabili.

Ogni “rack” è dotato di un supporto dove alloggiare gli schemi della disposizione interna, in pratica un vero e proprio “indice del contenuto” molto pratico.

Semplicità e sicurezza

I nostri interlocutori di Due Emme ci hanno assicurato che l’azienda garantisce un servizio efficiente di installazione e assistenza, anche se tuttavia il magazzino sostanzialmente non  richieda alcuna manutenzione, e consente anche di effettuare l’installazione in completa autonomia seguendo un semplicissimo manuale di istruzioni illustrate, tipo “Ikea”: questa possibilità è ottenuta grazie al livello di semplificazione e razionalizzazione raggiunto nella progettazione della componentistica dello storage e consente soprattutto agli stampatori con siti di produzione all’estero,  come anche le diverse aziende straniere  che hanno adottato il sistema Due Emme con cui hanno potuti  eliminare i costi di installazione che in alcuni casi potrebbero invece rappresentare una voce degna di considerazione nell’economia della fornitura.
Da segnalare infine l‘ingegnoso sistema di chiusura studiato da Due Emme per garantire alle sleeve (anche anilox e carrier) condizioni di stoccaggio in assenza di luce.
Ci sembra quindi di poter affermare, anche alla luce dei commenti sentiti in diretta dagli interlocutori, che Due Emme ottenga uno stoccaggio delle sleeve con un sistema di grande usabilità, solido e duraturo, di altissima capacità e adattabilità, di assoluta modularità ed espandibilità con modalità di conservazione ideali proprio grazie alla posizione verticale in sicurezza e alla assenza di luce. 

 

2 Commenti on "Flexo: il magazzinaggio corretto delle sleeve"

  1. Helmut Mathes 17 dicembre 2013 alle 17:17 · Rispondi

    Stoccaggio in Verticale sicuramente ma sarebbe importante che questi scaffali siano in un ambiente buio – controllato nella temperatura 18°c umidità 20%. Questo per evitare il movimento delle lastre incollate sulle sleeve – Il nastro biadesivo ha un certo tiro e la foglia di supporto della lastre può anche muoversi se la superficie del polimero è ridotta – filetti fini su grosse superfici o pagine di testo.
    La Mondadori di Cles può dare dei consigli – loro hanno a magazzino i nastri (belt) lunghi fino a 16 metri con tutte le pagine di un libro incollato – Lastre letterflex e APR e queste belt si possono usare per la ristampa sulle loro macchine Cameron anche dopo tanti anni.

  2. Mario Corazzari 18 dicembre 2013 alle 14:35 · Rispondi

    Gentilissimo Dr Helmut Mathes
    sono Mario Corazzari di Due Emme.
    Mi permetto di unire una mia considerazione alla Sua segnalazione:
    Lei ha perfettamente ragione: le condizioni di umidità e temperatura come quelle di assenza di luce sono di assoluta importanza nel caso si vogliano conservare  le forme da stampa sulla sleeve.
    Noi di Due Emme abbiamo previsto sia nelle versioni manuali che automatiche dei nostri magazzini un sistema di chiusura che permette di conservare le sleeve in condizioni di oscurità e consente l’utilizzo di un sistema di condizionamento al fine di controllare temperatura ed umidità; come potrà immaginare nelle versioni “standard” non vengono forniti  gli impianti di condizionamento ma sono opzionabili su richiesta (non tutti sentono l’esigenza di stoccare le sleeve con le forme montate).
    RingraziandoLa di aver sottolineato un aspetto rilevante della conservazione, invito Lei o chiunque fosse interessato a farci visita per prendere visione dei nostri sistemi.

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