Il Web-to-print

Scritto da il 28 aprile 2009 in e-print, Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

Web-to-print: sappiamo davvero cos’è?

Hiflex ha organizzato presso la sua sede di Aachen in Germania un workshop con un numero selezionato di giornalisti europei della stampa di settore sulle opportunità di integrazione tra Web-to-Print (W2P) e il sistema gestionale aziendale (MIS). Dopo la presentazione si sono formati due gruppi tra i colleghi della stampa per esaminare gli aspetti positivi e negativi del progetto, da cui è scaturito un lungo e costruttivo dibattito. Per l’Italia era presente l’autore di queste note.

Hiflex è una software house familiare fondata una ventina di anni fa e oggi condotta dai tre fratelli Thomas, Stefan e Markus Reichhart. L’azienda conta più di 80 sviluppatori ed è stata premiata con oltre tredici riconoscimenti dal consorzio CIP4, GATF e altri, per líinnovazione tecnologica legata allíutilizzo dei protocolli JDF/JMF. In Italia Logica Sistemi, oltre a proporre il MIS Hiflex sul mercato interno, affianca líazienda tedesca in tutte le fasi operative dellíimplementazione curandone le traduzioni per la versione del sistema in lingua italiana.

Thomas Reichhart ha aperto i lavori presentando i dati dell’istituto di ricerche di mercato InfoTrends (www.infotrends.com relativamente allo sviluppo del Web2Print (W2P) nelle aziende grafiche dove, ha detto «il tempo scorre più veloce che altrove: un terzo di tutti i lavori a stampa dovranno presto essere elaborati via internet e gli utenti vorranno sempre più poter ordinare e controllare i propri lavori online

In effetti gli stampatori saranno sempre più costretti a offrire servizi W2P in sostituzione del classico briefing in azienda, l’ordine e il visto si stampi.
Negli ultimi tempi si è discusso molto del W2P e dei vantaggi che offre. Ma quanto è noto e corretto il termine? Quanti stampatori sanno esattamente cos’è il W2P? Secondo i dati di una ricerca effettuata da Canon, un terzo degli intervistati su 652 tra stampatori, copyshop e service di prestampa, ha dichiarato di avere un sistema per il W2P, ma secondo l’indagine InfoTrends solo un quarto delle aziende di stampa ìsa cos’è il web-to-printî. E non c’è da meravigliarsi perché anche tra coloro che dovrebbero essere ìgli addetti ai lavoriî, in particolare i giornalisti di settore, confondono il W2P con un servizio riservato alla stampa digitale.

Cos’è il W2P?

Per questa ragione la prima ora del workshop è stata dedicata a definire e comprendere, cos’è e come funziona il W2P. Vediamone alcune definizioni.  Secondo Bernd Zipper «W2P è la creazione on-line basata su un server di documenti di stampa individuali, compresi i necessari processi di ordinazione e fatturazioneî. Secondo altre definizioni è ìil processo interattivo di lavori a stampa via internet, caratterizzati da modifiche, controlli, ordini e controllo del flusso (tracking) di stampati. Questi lavori comprendono stampati ìstaticiî e stampati ìa dati variabili.» Oppure  W2P è il coinvolgimento interattivo del cliente nel processo produttivo via internet. Tutte queste definizioni sono al tempo stesso valide, ma a volte insufficienti.

Da qui la discussione.  Ad esempio, meglio sarebbe definire  W2P come un sito web (o più precisamente una stazione di lavoro su internet), dove l’utilizzatore può creare, modificare, controllare per tutto il percorso produttivo il proprio materiale stampato. E ancora può non bastare, perché spesso si confonde il processo di stampa con una stampa digitale, mentre nessuno vieta di utilizzare il sistema di stampa più adatto al prodotto che si vuole ottenere.  Uno dei limiti fino a oggi imposti allo sviluppo del W2P è appunto il fatto di limitarlo alla semplice stampa di prodotti poveri o provvisori (biglietti da visita, volantini, biglietti augurali). Limiti imposti, come è emerso dal workshop, da problemi gestionali interni alle aziende di stampa e, come vedremo, risolvibili con i giusti strumenti.

A chi conviene?

Vanno innanzi tutto ricordati i dati emersi dall’indagine InfoTrends in cui risulta che nel periodo 2007-2011 l’incremento del W2P sarà del 68% come numero di installazioni presso aziende di prestampa e stampa, mentre, sempre secondo questo studio, il W2P può generare un aumento di fatturato da parte delle aziende di stampa che ne fanno uso corretto del 264% entro il 2010. è un dato molto importante e significativo che va tuttavia esaminato più in profondità.
Dai due gruppi di lavoro formati tra i giornalisti presenti alla Hiflex. Da un lato (il gruppo del sì) ha definito il W2P come un insieme di tre elementi: i componenti (la struttura organizzativa), l’automazione e il modello di business; dall’altro lato (il gruppo dei no) si è voluto sottolineare come il W2P deve essere un sistema che permette al print buyer di poter gestire in piana autonomia il proprio ordine mediante automatismi che permettano una dettagliata e non erronea descrizione del lavoro, una preventivazione accurata, la possibilità di apportare modifiche dell’ultimo minuto, la visualizzazione delle prove (soft proofing) e l’accettazione. Questo tipo di esigenza sembrava tagliato su misura per Hiflex, tanto che ha dato lo spunto a Thomas Reichhart per illustrare l’innovativo concetto che la sua azienda ha introdotto nel W2P.

Come fare business con il W2P

Se è vero che il W2P comincia a essere abbastanza diffuso, tuttavia fino a oggi non si è ancora parlato di integrazione W2P-MIS dal punto di vista dello stampatore. Per molte aziende di stampa che già hanno un sistema di MIS aziendale, l’integrazione con il W2P non ha ancora dati i risultati desiderati, e quindi solo attraverso l’automazione dei processi di business gli stampatori potranno realmente accrescere il proprio fatturato (e gli utili).
Gli strumenti proposti e sperimentati da Hiflex su scala mondiale sono Print Support per rendere più efficiente l’acquisto di materiali da parte del cliente, e il prodotto WebShop, vero e proprio negozio di stampa sul web.
Hiflex ha sviluppato questi e altri strumenti sulla base della propria esperienza ormai consolidata sulla gestione del JDF  per creare un sistema dinamico di ordinazione W2P (www.bestprint24.com), un sistema che può essere di tipo stand-alone oppure in pacchetto con il MIS Hiflex. Partendo dal progetto aperto Webshop, si può comunicare tramite un formato JDF standard o tramite un sistema MIS tradizionale integrato con una interfaccia appositamente creata (AOI/XML/SOAP): questo sistema di integrazione è stato premiato nel 2008 dal CIP4 e da PIA/GATF per l’elevato livello di automazione.

Come opera

Per facilitare l’uso dei formati per gli stampati da parte del cliente, è stato sviluppato CMS (Web Content Management System) un sistema di gestione dei contenuti web chiamato Drupal (www.drupal.org) con centinaia di modelli. Dalla demo cui si è potuto assistere, è emerso come questi strumenti permettano una notevole libertà al cliente che ordina uno stampato: ad esempio, per facilitare il compito si prevedono preventivi basati su modelli specifici e per tirature precostituite, ma è pure possibile effettuare variazioni, e il sistema risponde automaticamente con il nuovo preventivo. Unica limitazione, se così vogliamo chiamarla, il sistema evita che il cliente proponga una soluzione tecnicamente non realizzabile (ad esempio la richiesta di accavallamento e pinzatura per un semplice quartino).
Una volta creato il prodotto da stampare, creato il layout con l’aiuto del browser web e ottenuto il preventivo, il cliente può ancora apportare modifiche, può visionare l’anteprima, controllare che i file che passerà allo stampatore siano corretti (il preventivo viene adeguato di conseguenza) fino al momento di passare l’ordine.

Uno strumento molto utile allo stampatore è il cosiddetto Gang Printing: questo sistema permette di raccogliere diversi ordini compatibili tra loro per una macchina da stampa in modo da gestirne al meglio la disposizione e la stampa. In questo modo ottiene un risparmio su avviamenti, carta e inchiostro a totale proprio beneficio.
Un ulteriore servizio (e questo è fondamentale se consideriamo che lo stampatore dovrà essere sempre più un fornitore di servizi e non di carta stampata) che WebShop permette è un aiuto al marketing del cliente, fornendo i mezzi più idonei per la promozione dei prodotti del cliente, oltre allo stampato in sé: contatti con le riviste, programmi di affiliazione e gruppi di lavoro, voucher per ulteriori lavori scontati, creazione e distribuzione di newsletter, analisi dei risultati tramite il servizio Google analytics e così via. Il tutto nella lingua dell’utente (sono 28 le lingue al momento disponibili con i sistemi Hiflex).

Commenti finali

W2P ha certamente un avvenire, come dicono le ricerche di mercato. Certamente non deve limitarsi alla stampa digitale altrimenti perderebbe tutte le sue potenzialità riducendosi a un servizio di copyshop un po’ più sofisticato, ma pur sempre una via di mezzo tra la copisteria e la tipografia. Certamente per avere successo occorre che l’azienda di stampa che vuole affrontare il mercato con questi strumenti abbia la mentalità aperta a soluzioni non strettamente tradizionali. Non può neppure improvvisare se non vuole limitarsi al W2P per stampare biglietti da visita.
Forse al momento può essere limitato nelle soluzioni di nobilitazione, non tanto per difficoltà tecniche, quanto per la necessità che a volte si ha di individuare in collaborazione con il cliente quale tipo di valore aggiunto può essere più adatto a quel particolare stampato. Ma a questo rovescio della medaglia c’è invece la possibilità di fidelizzare il cliente, iniziando da lavori semplici per poi potergli offrire soluzioni molto più sofisticate (e remunerate): magari con il contatto diretto e non più con il solo tramite del browser.

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