Dare tridimensionalità con la separazione colori

Scritto da il 31 marzo 2017 in Pre&Stampa, TECNICHE - 2 Commenti

La separazione in policromia fino a 12 colori per applicazioni in stampa serigrafica e flexo dà un enorme valore aggiunto alla stampa pubblicitaria e della comunicazione visiva e del packaging.

Il mondo della comunicazione visiva, sia esterno sia indoor, richiede immagini sempre più non solo dai colori fedeli, ma attraenti e soprattutto profonde quasi tridimensionali. Una normale stampa in quadricromia può risultare “piatta” e senza vita se messa in confronto con la stessa stampa selezionata in policromia e stampata con le retinature appropriate.
Approfondiamo tecnicamente questo delicato argomento con un esperto, Gianpaolo Coin, CEO di Grafco, che ha seguito le fasi di sviluppo di XerioSEP, un rivoluzionario software di separazione colori e relativo RIP, in quanto siamo certi che gli operatori di prestampa e della comunicazione visiva potranno trarne notevoli vantaggi nel loro lavoro.

MPA – Quando si parla di separazione colore, a oggi ci si riferisce alla separazione in quadricromia, in CMYK. Come mai avete pensato di sviluppare un software specifico di separazione da introdurre nel mercato della flexo e della serigrafia?
Coin – Bisogna dire che la separazione in quadricromia è stata sviluppata dagli inizi del 1900 per riprodurre immagini a molti colori utilizzando il minor numero di colori possibile, 4 appunto o in realtà 3 più il nero per dare più forza all’immagine.
Il mercato del packaging e della comunicazione pubblicitaria di oggi richiede sempre più immagini a elevato impatto visivo e a questo riguardo i creativi e i responsabili della comunicazione sono costantemente alla ricerca di ottenere una estesa e potente presenza cromatica con immagini che catturano l’attenzione e seducono l’occhio di chi la guarda. In poche parole cercano di ottenere una “bella stampa” che catturi l’attenzione.

MPA – Ma la separazione colori nei settori della flexo e della serigrafia non è limitata dalle richieste del cliente che mira sempre a contenere i costi ?
Coin – In realtà abbiamo notato che in molte produzioni oltre alle tonalità della quadricromia si è soliti introdurre nella sequenza di stampa dei toni Pantone detti anche colori spot in gran parte per riprodurre in modo corretto i colori del logo del brand in oggetto.
Oggi le aziende che operano con una particolare attenzione alla qualità tendono a lavorare in multicromia e quindi a N colori per raggiungere un risultato che abbia un elevato impatto visivo e che sia in grado di catturare l’attenzione alla prima occhiata.

MPA – In effetti sono gli stessi brand a chiedere più colori. Ma come agisce il vostro software: genera automaticamente una separazione pronta per la stampa ?
Coin – Il nostro software genera una separazione fino a 12 colori spot dell’immagine originale in modo estremamente semplice e sicuro. Il software lavora con potenti algoritmi di ‘color mapping’ in modo che il file, una volta separato da un punto di vista cromatico, sia nell’insieme il più fedele possibile ai colori dell’immagine originale.

MPA – Ma occorrono competenze specifiche…
Coin – Il nostro staff prepara i grafici che andranno a utilizzare XerioSEP  a una interpretazione e un utilizzo corretto di tali separazioni; dopo lasciamo ai grafici stessi la piena libertà di utilizzare XerioSEP per ottenere il migliore risultato possibile secondo la loro sensibilità e a seconda dell’immagine che hanno di fronte.

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Un tool insostituibile

MPA – Questa separazione in più colori di XerioSEP è utilizzabile per qualunque tipo di immagine ?
Coin – Nella realtà produttiva, soprattutto nel packaging, ogni immagine presenta una tavolozza colori e una complessità cromatica differente. Per questo riteniamo molto importante insegnare con un apposito corso al grafico interessato al nostro sistema a utilizzare al meglio le separazioni generate da XerioSEP.
Chi sa utilizzare XerioSEP oramai considera questo programma un tool insostituibile per ottenere in pochi minuti separazioni per immagini stampare in flessografia o in serigrafia che abbiano grande qualità e impatto.

MPA – Molti utilizzano plugin per Photoshop che scaricano a internet.
Coin – Sappiamo che su internet sono pubblicizzati sistemi di separazione colore e plugin per Photoshop che promettono miracoli, ma a detta dei nostri stessi clienti che stanno utilizzando XerioSEP, dopo anni di sperimentazioni e tentativi con le APP scaricate da internet, i risultati che ottengono con il nostro sistema, oggi, non sono minimamente comparabili con tali proposte.

MPA – Chi decide, nel processo produttivo, a quanti colori dovrà essere separata l’immagine da destinare alla stampa flexo o serigrafica ?
Coin – XerioSEP viene utilizzato per adeguare il numero di colori della separazione al numero di colori delle macchine da stampa disponibili per la produzione. È ovvio che se una azienda possiede macchine flexo a 8-10 colori non se ne farebbe nulla di una separazione a 12 colori. Analogamente per le carousel serigrafiche.

MPA – Ma per ottenere il colore di un brand in genere occorre utilizzare un Pantone particolare. Si può aggirare il problema ?
Coin – Tendenzialmente nel settore flexo si tende a utilizzare la quadricromia + n colori spot in genere legati al loghi del brand da stampare. XerioSEP permette invece di decidere anche a priori il numero dei colori da utilizzare con lo stesso risultato, e quindi ridurre i costi, perché e in questo caso XerioSEP permette di ridurre il numero dei colori della separazione al minimo necessario per ottenere un risultato qualitativamente valido e approvato dal brand.

MPA – A vostro giudizio quali tipologie di immagini, e in che applicazioni, la separazione colore in policromia eseguita con vostro software ha portato il maggiore cambiamento rispetto alla tradizionale separazione in quadricromia ?
Coin – Domanda molto interessante… Il nostro software è sul mercato da una decina di anni e abbiamo visto molti utilizzi particolari del nostro software da parte dei nostri clienti sia del settore serigrafico sia del settore flexo e anche rotocalco, sempre con ottimi risultati.
Direi che i risultati più sorprendenti li abbiamo visti nelle stampe che puntavano alla riproduzione dei materiali naturali come legni, pietra, granito, pelle, indipendentemente che queste riproduzioni venissero effettuate in serigrafia, flexo o rotocalco.
Poter riprodurre in stampa ad esempio un legno utilizzando le stesse tonalità di marrone, arancio e giallo realmente presenti nell’immagine porta a un effetto materico e di profondità 3D assolutamente convincente.

Inoltre, in fase di stampa l’immagine separata in spot color risulta decisamente più stabile e facile da stampare in quanto priva delle derive cromatiche tipiche della stampa in quadricromia in produzione, con variazioni dell’immagine verso il giallo il magenta o il ciano.

MPA – La separazione colori spot in policromia è utile, e applicabile, anche alla stampa digitale ?

Coin – La potenza della separazione di XerioSEP in N. colori spot è molto utile anche nel caso della preparazione delle immagini per la stampa digitale, ad esempio su tessuto. XerioSEP permette di estrarre in modo estremamente rapido dall’immagine le aree con le tonalità che si vogliono affievolire o evidenziare da un punto di vista cromatico rispetto alle altre aree dell’immagine.

MPA – Qual è lo step successivo alla separazione dei colori dell’immagine ?
Coin – Una immagine separata, ad esempio a 8 colori, risulta in Photoshop come la sovrapposizione di 8 livelli di colore in pratica vedremo a video la sovrapposizione di 8 sfumature.
A questo punto, per riprodurre l’immagine separata siamo obbligati a stampare in sovrapposizione le 8 sfumature utilizzando la tecnica di stampa scelta, che sia questa in flexo o serigrafica.
La sovrapposizione di molte retinature, secondo i vari test eseguiti, è una potenziale fonte di problemi di interferenza e disturbi ottici; ecco perché in GrafcoAST per ottenere il migliore risultato possibile abbiamo sviluppato XerioRIP il primo RIP in grado di generare originali e particolari retinature complesse, sia tradizionali, stocastiche o ibride che consente di stampare in modo molto preciso (senza effetto Moiré) e senza difetti in flexo e in serigrafia le sfumature generate da XerioSEP.

MPA – Qual è la differenza visibile e tangibile tra una stampa separata in quadricromia e una stampa separata in policromia?
Coin – Prima di tutto è bene sapere che il nostro occhio è uno strumento meraviglioso in grado di percepire una incredibile quantità di informazioni con una semplice occhiata.
Per chi opera nel mondo della stampa è necessario al giorno d’oggi comprendere che è vitale e importante essere in grado di “fare la differenza” non solo per le macchine di produzione o l’organizzazione aziendale che beninteso sono molto importanti, ma anche per la competenza e originalità nell’approccio in prestampa.
Per chi opera nel mondo della comunicazione, una stampa in quadricromia può risultare “piatta” e senza vita se messa in confronto con la stessa stampa selezionata in policromia e stampata con le retinature appropriate.
Una vera grande differenza appare evidente comparando varie stampe prese in diversi stadi della produzione, ad esempio la stampa n.200, la n.2000, la n.5000 etc). Nella stampa in quadricromia avremo in produzione un mix di stampe con varie dominanti, a volte tendenti al giallo altre volte, al rosso o al blu. Questo semplicemente non avviene se utilizziamo in produzione una separazione fatta in policromia a colori spot. Le tonalità restano invariate per tutta la tiratura.

2 Commenti on "Dare tridimensionalità con la separazione colori"

  1. Attilio Boccardo 5 aprile 2017 alle 22:03 · Rispondi

    Sono sempre stato molto interessato alla separazione e stampa a più colori.
    Sono molto perplesso e ritengo si dovrebbe approfondire quanto affermato nell’ultimo capoverso dell’articolo (anche considerando costi ora, tempi di avviamento, ripetibilità di risultati, ecc. di macchine da disponibili per questo tipo di stampa industriale).
    Grazie

    • Marco F. Picasso 13 aprile 2017 alle 12:46 · Rispondi

      I test in merito alla comparazione tra utilizzo sistemi a CMYK e sistema a tonalità spot sono stati effettuati dai tecnici di GrafcoAST presso molti clienti utilizzando in produzione le tecnologie di serigrafia e della Flessografia.
      L’esempio tipico è la riproduzione di legni (come citato nell’articolo) e nella riproduzione di texture naturali come pietre, graniti. Duranti tali test si è evidenziato che utilizzando l’approccio classico e stampando le tonalità CMYK, pur effettuando una attenta e corretta prestampa / preparazione delle matrici etc etc si avevano in sede di produzione problemi di stabilità delle dominanti. Per fare un esempio, si è evidenziato che una minima variazione, come una aggiunta di inchiostro Cyan in produzione portavano a sensibili variazioni dell’immagine (pre aggiunta/post aggiunta).
      Utilizzando nella stessa stampa una separazione effettuata con colori spot (quindi più vicini cromaticamente a quelli presenti nell’immagine originale) i risultati di produzione effettuati con le stesse macchine anche nel caso di aggiunta inchiostri in produzione o di altre minime variazioni che possono avvenire in sede di produzione davano una variazione dell’immagine decisamente inferiore.
      Gianpaolo Coin

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