Etichette: Konica Minolta copre la fascia media

Dopo l’annuncio del 100° cliente nel mondo per i propri sistemi di stampa etichette, Konica Minolta presenta in anteprima a Labelexpo nuove macchine digitali di elevato livello qualitativo per il mercato di fascia media.

Dopo questo successo, Konica Minolta ha deciso di accelerare la crescita nel mercato della stampa industriale, e del converting in particolare, con il lancio a Labelexpo di AccurioLabel 190, macchina da stampa a toner completamente digitale sviluppata, per la finitura, in collaborazione con l’azienda danese Grafisk Maskinfabrik (GM). La AccurioLabel 190 utilizza per la finitura GM DC330MINI, un sistema di post stampa etichette innovativo ed efficace, con verniciatura, fustellatura semirotativa, raccolta dello sfrido e riavvolgimento.

Italia: un mercato interessante

Per un approfondimento visitiamo lo stand dove incontriamo il presidente e AD della filiale italiana della società giapponese, Hiroshi Yoshioka, con Giampaolo Zani e Maurizio Sapio.
In Italia Konica Minolta è più nota per le stampanti digitali, ed è una new entry nel settore del converting; al presidente Yoshioka, che parla un buon italiano, chiediamo subito come l’azienda considera il mercato italiano per la stampa industriale e il converting.

Hiroshi Yoshioka

«L’Italia per noi è un mercato importante, non solo per l’alto numero di stampatori, ma per la qualità dei suoi prodotti. La nostra comprovata tecnologia di stampa digitale a toner è utilizzata presso clienti in tutto il mondo ed è supportata da servizi di prevendita e assistenza gestiti a livello nazionale

Come nasce la tecnologia che presentate a Labelexpo?
«Dopo attenta analisi del mercato e dopo averne ascoltato le richieste, abbiamo sviluppato questa tecnologia e introdotto un sistema con vantaggi esclusivi, creando così nuove opportunità commerciali per la nostra base clienti in costante crescita. A breve presenteremo anche la nuova unità KM1, di alta produzione e lo faremo proprio in Italia

Vediamo allora più in dettaglio le nuove macchine. Partiamo dalla JETvarnish 3D, di cui ci incuriosisce la sigla 3D.
«La nuova JETvarnish 3D – ci dice Giampaolo Zani, Business Development Manager Industrial Printing – è l’evoluzione dei sistemi già ampiamente collaudati da MGI, nostro partner strategico, per la stampa industriale, con le teste di stampa Konica Minolta.. La sigla 3D sta per verniciatura a rilievo, uno dei plus che abbiamo aggiunto in gamma proprio grazie al contributo di MGI

Konica Minolta AccurioLabel 190 con GMDC330 Mini

E la AccurioLabel 190 a toner, che è una macchina specifica per etichette?
«Questa piattaforma nasce per colmare il divario esistente tra le macchine da stampa digitali entry level e quelle per una produzione di fascia alta, quindi possiamo dire che copriamo la fascia media.»

Da un’indagine qui in Labelexpo, sembra che tra le tre tecnologie digitali – inkjet, toner e elettroink, il toner sia quello più apprezzato per il rapporto qualità prezzo.
«Siamo d’accordo e infatti Konica Minolta intende affermarsi nel mondo delle etichette e del packaging con una macchina entry level per l’investimento richiesto, ma di livello qualitativo molto elevato per la media produzione.»

Qual è il target di questa macchina ?
«Ci rivolgiamo soprattutto al mercato degli stampatori offset, e in particolare quelli attivi nella stampa commerciale. Questo perché sono alla ricerca di nuovi sbocchi di mercato mettendo a frutto le proprie competenze

La stampa di etichette e packaging è diventato infatti il rifugio di molti stampatori offset. Tuttavia sono sempre più gli attori nel campo della stampa digitale che propongono soluzioni. Non c’è un rischio di sovraffollamento?
«In effetti questo è vero – prosegue Zani – se prendiamo in considerazione la fascia high end, con macchine molto produttive ma che richiedono investimenti e costi di gestione elevati paragonabili alle macchine offset. Per questo Konica Minolta ha scelto di entrare in un mercato che possiamo considerare di nicchia, anche se in realtà non lo è tanto

Quindi si tratta del mercato di chi vuole offrire etichette in produzioni medie o anche medio-basse ma di alta qualità. Ma come affrontate l’approccio a questo mercato degli stampatori tradizionali ?
«Con la vendita consulenziale – prosegue Giampaolo Zani, che ha il compito di esplorare questo mercato. – Konica Minolta sta entrando su un mercato per noi nuovo, e non si tratta semplicemente di proporre ai potenziali clienti una macchina che stampa etichette. Grazie alla nostra conoscenza del mercato globale della stampa, noi dobbiamo infatti aiutare chi intende investire in un settore nuovo a comprendere le esigenze del cliente finale e quindi a proporre le soluzioni a loro più congeniali

Da qui nasce l’idea della collaborazione con MGI per la nobilitazione in linea e per la finitura. Chi è MGI ?
«MGI – ci risponde Maurizio Sapio, Professional Printing Sales Director – è una multinazionale con base in Francia specializzata nella nobilitazione digitale con cui Konica Minolta ha stretto un’alleanza strategica e di cui possiede il 45%. Con questa joint venture le due aziende hanno iniziato, due anni fa, una collaborazione che ha portato ai frutti che vediamo nella macchina che presentiamo qui in fiera. In base all’accordo di partnership strategico è stato possibile presentare per la prima volta in questo evento una soluzione molto innovativa e completa per la stampa di etichette con l’aggiunta, sempre in digitale, di lamina, verniciatura spot in piano o in rilievo

Una macchina modulare, ci sembra… quasi personalizzabile.
«È proprio questa la nostra forza, – aggiunge Zani – la possibilità di offrire allo stampatore, tramite, come dicevo, la vendita consulenziale la soluzione più adatta alle sue esigenze, che studiamo assieme al cliente. Ripeto, la nostra missione non è quella di vendere una macchina tanto per vendere, ma quella di indirizzare il cliente alla soluzione che più gli permetterà di guadagnare

Da sinistra Maurizio Sapio, Hiroshi Yoshioka e Giampaolo Zani allo stand Konica Minolta in Labelexpo

Qualche esempio di questa vendita consulenziale ?
«Un caso tipico è il cliente che pensa di aver bisogno di una macchina completamente automatica. Oggi è di moda. In questo caso è compito nostro analizzare con il cliente quali sono le sue reali esigenze. Ha bisogno di una produttività elevata o piuttosto una produzione di qualità per clienti esigenti? Facciamo due conti e verifichiamo cosa sia più conveniente tra una soluzione piena di automatismi, e una che offra maggiori applicazioni

Allora, possiamo dire che, in pratica, vendete applicazioni…
«Possiamo dire che questa è la linea che preferiamo seguire. Consigliare il convertitore a saper offrire al cliente finale soluzioni che forse neppure lui stesso aveva previsto

 

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