Flexo Day. Intervista a Stefano d’Andrea

Scritto da il 24 novembre 2017 in Interviste, Label&Pack, TECNICHE - 1 Commento

In occasione del Flexo Day di Atif a Bologna, molto apprezzata la relazione di Stefano d’Andrea *, su come capire il valore della qualità delle caratteristiche di stampa e sfruttare al meglio i vantaggi della stampa flessografica.

In questa intervista troviamo risposte che riteniamo utili ai tanti stampatori flexo che erano presenti, ma soprattutto a quanti non hanno potuto partecipare.

MPA – Siamo alla decima edizione di questo incontro tra flessografi. Avendoli frequentati tutti, l’impressione che ci dà è una continua crescita tecnologica della flessografia. Confermi?

Stefano d’Andrea

Stefano d’Andrea – Dieci anni fa Atif decise di strutturare gli incontri annuali dell’associazione in una giornata dedicata sia agli aggiornamenti tecnici sia a un incontro tra tutti gli operatori per offrire una straordinaria occasione di condivisione di esperienze. Negli anni abbiamo avuto la soddisfazione di vedere crescere il livello tecnico degli interventi e il numero dei partecipanti fino ai quasi 500 iscritti di quest’anno.  Oggi il FlexoDay è l’evento di riferimento più importante per la stampa flessografica in Italia e non solo, vista la nutrita partecipazione di ospiti stranieri e la sessione congiunta con FTA Europe di quest’anno. Il mio augurio è che continui a crescere con lo stesso ritmo e che la passione dedicata alla flessografia in Atif sia di stimolo soprattutto per gli stampatori per associarsi e fare in modo che il FlexoDay sia sempre di più l’espressione di “Una flexo per tutti!”.

MPA – La tua esperienza nella flexo risale però a molto più indietro. Come hai vissuto i cambiamenti?

SdA – Ho avuto la fortuna di maturare la mia esperienza in flessografia già dal 1989 quando sono rientrato in Italia, e il mio ingresso ufficiale in Atif risale al 1997, quando ho iniziato a partecipare attivamente al Comitato Tecnico. Ma seguivo con passione l’evoluzione del settore già nel periodo scolastico grazie al Prof. Giordano Berlusconi, mio insegnante di tecnologia grafica all’Istituto Rizzoli, che fu tra i fondatori dell’associazione nel 1982 e ce ne parlava in classe.  Anno dopo anno abbiamo assistito a innovazioni che interessano tutti gli ambiti del processo di produzione, dalla prestampa e la preparazione delle matrici fino alla stampa, che accompagnano gli utenti verso un prodotto con le garanzie di qualità e ripetibilità attese dal mercato.

MPA – Sembra, ma chiedo conferma, che anche gli stampatori flexo siano parecchio cambiati e se possiamo usare questo termine, ‘cresciuti’. Come vedi questa evoluzione da consulente ?

SdA – Dal punto di vista della qualità grafica, soprattutto negli ultimi anni, gli stampatori hanno dovuto affrontare parecchi aggiornamenti per essere in grado di garantire un prodotto stabile, ripetibile e di alta qualità. Questo ha significato importanti interventi per ridurre le variabilità nel prodotto stampato, in particolar modo intervenendo sulla qualità della stesura dell’inchiostro che coinvolge sia il parco anilox, sia la scelta della tecnologia di formatura matrici e, chiaramente, delle caratteristiche degli inchiostri. La macchina da stampa diventa sempre più un riferimento misurabile e controllabile e questo richiede anche un aggiornamento della cultura tecnica degli operatori, che devono gestire un processo industriale entro limiti di controllo conosciuti, piuttosto che rincorrere un risultato durante la tiratura.

MPA – Parliamo ora della tua consulenza, senza con questo volerti pubblicizzare. In cosa consiste? E come è cambiata negli anni ? Qual è la tipologia delle aziende che incontri ?

SdA – Quando si tratta di operare nell’ambito di limiti di controllo conosciuti di un processo di produzione, la parte più importante è proprio la conoscenza del processo. Conoscere i componenti e le variabili e le loro interazioni all’interno del sistema è fondamentale.
Dedico parecchio tempo allo studio, all’aggiornamento, alle fiere di settore, agli incontri con i fornitori di tecnologia e allo scambio di informazioni con i colleghi, e poi cerco di trasferire tutto questo durante le attività di formazione che costituiscono una parte importante della mia attività.

MPA – Chi sono i destinatari ?

SdA – I destinatari sono stampatori, aziende grafiche di prestampa, produttori di tecnologie, ma anche proprietari di brand che necessitano di una maggiore conoscenza del processo flessografico, oppure un supporto tecnico per la riproduzione ottimale dei loro progetti grafici in flessografia.

MPA – Se non sbaglio operi anche all’estero. In quali mercati e che differenze trovi rispetto ai flessografi italiani ?

SdA – Non penso ci sia una “Italia” e un “estero” da confrontare: ci sono oramai esigenze che non hanno confini e metodi di lavoro che devono assecondare normative di riferimento per raggiungere una qualità di prodotto sempre più globalizzata. E per assecondare queste aspettative gli stampatori devono sempre più affidarsi a controlli di processo basati su una concreta conoscenza delle caratteristiche delle proprie condizioni di stampa, che includono i valori di riferimento cromatico e tonale (caratteristiche del colore e delle curve di riproduzione) e la variabilità attesa sul risultato. Gli stessi valori su cui si basa il controllo del processo vengono utilizzati per la preparazione grafica, per le prove colore e anche per valutare la qualità della produzione.

MPA – Puoi dare un’idea di cosa ci si può aspettare dalla flessografia nei prossimi anni ? In particolare, quali ambiti, oltre alla cartotecnica e il packaging. Parliamo della stampa funzionale, come per fare un esempio stampare pannelli fotovoltaici su poliestere o altre applicazioni meno note.

SdA – La flessografia continuerà a giocare un ruolo fondamentale nella stampa del packaging dove sarà sempre più importante l’integrazione tra i diversi sistemi di stampa, inclusi i sistemi digitali. Questo comporterà sempre di più l’esigenza di affrontare il processo flessografico con un approccio industriale basato sui numeri, il famoso “print by the numbers” che da anni viene promosso da Atif e da tutte le associazioni tecniche che si occupano di flessografia.

MPA – Quali vantaggi offre la flessografia ?

SdA – Tra i vantaggi della flessografia c’è proprio la possibilità di trasferire quantità controllate di inchiostro in spessori minimi, e questa è una delle caratteristiche principali che hanno consentito lo sviluppo della produzione, con inchiostri conduttivi, di circuiti elettronici, pannelli fotovoltaici, antenne RFID e altre applicazioni simili. Questo genere di produzione vincola ancora di più lo stampatore a una gestione del processo ‘basata su numeri’, valori di riferimento e tolleranze definiti da un accurato percorso di calibrazione del sistema di stampa e potrà ulteriormente innalzare il livello qualitativo e sfruttare al meglio le caratteristiche del sistema flessografico.

* Stefano d’Andrea è un perito grafico industriale che ha dedicato la sua attività professionale al processo flessografico, dalla prestampa, alla preparazione delle matrici, alla stampa. Nella sua quasi trentennale esperienza ha coperto incarichi di supporto tecnico alle vendite, gestione di prodotti e sviluppo del business, e da quest’anno ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla consulenza e formazione tecnica come professionista indipendente. Contribuisce attivamente alle attività di Atif, di cui è stato vice-presidente, coordinatore del comitato tecnico e attualmente consulente. È membro di Taga Italia, partecipa al gruppo ISO TC 130, ed è membro di FTA di cui è Certificato Specialista Implementatore di III livello secondo il metodo FIRST.
Il poco tempo libero che gli rimane lo dedica alla musica cantando come tenore nel gruppo vocale Chanson d’Aube e in altre attività di animazione musicale con piccoli e grandi.

1 Commento on "Flexo Day. Intervista a Stefano d’Andrea"

  1. Helmut Mathes 24 novembre 2017 alle 23:21 · Rispondi

    Una ottima intervista – Stefano ha il grosso vantaggio che non è un teorico, ma sa intervenire sulla macchina quando il stampatore si perde mentre certi “esperti” fanno solamente perdere del tempo – questo ho visto più volte durante diverse demostrazioni e prove di stampa.

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